Hilary Thayer Hamann.
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Antropologia di una ragazza.
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Parte 4.
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Titolo originale: Anthropology of an American Girl.
Traduzione di: Monica Capuani.
2011. Fandango Libri.
ISBN 978-88-6044-223-9.
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Trascrizione elettronica rivista e resa disponibile dalla
          Fondazione Ezio Galiano onlus
             http:\\www.galiano.it
      ad esclusivo uso dei privi della vista.
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Capitolo 41.
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Mark  al telefono nel soggiorno. Quando attacca, entra portandomi
un succo di frutta, e si siede di fronte a me. La sua faccia
 rigida come uno scudo.
Se non sei troppo disgustata, vorrei scusarmi.
Scrollo le spalle. Non importa.
No, non  vero che non importa. Non dire non importa. Di'
quello che senti. Mi sono comportato in maniera vergognosa.
Non dico niente. Lui non riesce a gestire quello che sento. Mi
sento sollevata.
 stato imbarazzante, tutto qui.
Mi dispiace averti messa in imbarazzo. Che altro?
Non ho niente da aggiungere. Niente.
Allunga la mano e mi accarezza i capelli. Ho bevuto gin. Lo
sai che non posso bere gin. Mi segue nel bagno e mi guarda
mentre mi lavo e mi vesto. Non  come se fossi andato con
un'altra donna. Dai, mi sento a pezzi per questa cosa.
Questa  solo una bugia parziale. Certamente  a pezzi per
qualcosa. Lascia stare, Mark.
Oh no, dichiara con un'improvvisa minacciosa rettitudine,
proprio il contrario. Non lascer stare. In realt, ho telefonato
a tutti. Ho appena riattaccato con Rob. Mi sono assunto tutta
la colpa.
Mi lavo i denti. Mi chiedo se ci sia una differenza tra assumersi
la colpa ed essere colpevoli. Se c' una differenza, lui si sta riferendo
a quella. Alla porta, prendo un cappotto e il mio zainetto.
Dove vai?
All'universit.
In palestra?
A Mark non piace che vada in palestra. Dice che  un posto
di rimorchio. Se prometto di evitare i campi da basket e la sala
pesi, e di andare solo in piscina e nella sauna, dice che  peggio
per via delle lesbiche. Una volta ho detto: Ma che stai dicendo?
Non ho mai notato neanche una lesbica, e lui ha detto: Questo
 esattamente il problema.
In biblioteca. Devo finire le mie tesine.
Pensavo che avessi finito le tue tesine. Non le devi consegnare
marted? Avresti dovuto dirmelo. Se lo avessi saputo, non
ti avrei trascinata fuori ieri sera e avremmo potuto evitare tutto
questo casino.
All'ascensore, mi bacia sulla fronte, parlandomi nella tempia.
Ho il tuo regalo di laurea. Ho parlato con l'agente di viaggi stamattina.
Andiamo via il giorno dopo il matrimonio di Alicia.
Volevo farti una sorpresa, ma il tuo passaporto deve essere pronto.
Che ne diresti dell'Italia?
Italia, penso entrando in ascensore. E il minimo che possa fare.
Passo la giornata a camminare per la citt, e quando comincia a
piovere spendo dodici dollari di taxi per andare da Pinky's, il bar
del cugino di Rob a Brooklyn. Rob ci va almeno una volta alla
settimana, anche se vive nel Jersey. Dice che  perch pu bere
per pochi soldi, ma so che ha qualcosa a che fare con il gioco
d'azzardo. Il tassista prende Third Avenue fino al Queensboro
Bridge perch c' stato un incidente sul Williamsburg e il Manhattan
Bridge  chiuso per lavori.
Le strade scintillano per una pioggia serale. Fuori  caldo, anche
se siamo a maggio. Dal finestrino sento il battito degli pneumatici
sull'asfalto bagnato, e alla radio ascolto una trasmissione
sulle relazioni.
Considerate, per esempio, cosa succede quando camminiamo,
sta dicendo il conduttore. La nostra realt intrinseca ,
molto semplicemente, che ci stiamo muovendo in una data direzione
verso una data destinazione. Estrinsecamente, per, ci affidiamo
alla terra che  sotto i nostri piedi. Se la terra fosse assente
nella realt, come nella nostra percezione della realt, andremmo
a gambe all'aria.
La gente cerca equit nell'amore come se l'amore fosse una
transazione d'affari. Cerca investimenti e profitti equi. Ma le relazioni,
continua, possono avere forme di equit diverse da
quelle che si possono nominare o conoscere facilmente. L'equit
pu esistere, indipendentemente da interpretazione dell'equit,
che, naturalmente,  variabile. Cercando cose quantificabili, perdiamo
di vista il mistero - la vera forza vincolante.
Il taxi rallenta e si ferma tra 58th Street e la Third Avenue, vicino
al grande magazzino Alexander, prima di girare per imboccare
la rampa del ponte. A invadere tutto il mio campo visivo fino
a consumarlo c' quel bizzarro murale di bottoni sferici all'entrata
d'angolo sopra Alexander, come una collezione di globi
oculari casualmente tagliati a met, come una folle manifestazione
di cose che mi spingono a vedere. E allora vedo.
Se non mi  mai venuto in mente di andare oltre l'idea di essere
stata abbandonata da Rourke, non  perch sia stata vittimizzata,
ma perch nella mia mente uno  una vittima semplicemente
quando non trionfa. Le parti di me che sono venute alla
vita con Rourke erano parti che non avrei potuto concepire da
sola; per me era naturale credere che, se davo il meglio con lui,
allora senza di lui non ero niente.
Quando se ne and, dissi a me stessa che non valevo abbastanza,
che lui voleva qualcosa di meglio. La mia angoscia mi
rendeva insensibile. All'epoca, dimenticai che la vita  strana,
lunga e bella, e che qualcosa di cos straordinario nel suo successo
 difficile che sia ordinario nel suo fallimento. Mi convinsi
che lui non mi amava, che non mi aveva mai amato; eppure,
neanche una volta quando eravamo insieme avevo sentito la necessit
di dire a me stessa che mi amava. Sarebbe dovuto bastare
amare, ma c'era dell'altro, pensavo - devo averlo pensato -
perch a un certo punto tutto era cambiato dal mio volere semplicemente
di pi lui al mio volere di pi qualcos'altro - qualcosa
di concreto, qualcosa di normale - negando nel frattempo
l'egocentricit delle mie aspirazioni e dimenticando l'universo
che avevamo creato.
Il taxi  sulla carreggiata inferiore; i cavi e le travi mi sfrecciano
davanti facendo bum, animando le finestre a raggi d'acciaio
del ponte.
Mi vergogno di aver dubitato di lui, soprattutto quando ripenso
alla sua assenza di artificio, a come gi mi conosceva quando
mi aveva incontrata la prima volta, agli sforzi che aveva fatto
perch andassimo avanti malgrado gli ostacoli dovuti all'et e alla
situazione, alla sua fiducia che io provavo quello che provava
lui, alla sua pazienza e alla sua autenticit. E quindi, il suo avermi
lasciata andare - aver lasciato andare noi - doveva essere stato
sicuramente altrettanto deliberato.
Visto che sapeva le cose all'inizio, forse sapeva le cose anche
alla fine. Che ci eravamo spinti fin dove ci aveva portato il caso.
Che non c' niente di pi sacro della giovinezza o di pi promettente
che rivolgersi a qualcuno e dire: Ho questo tempo, non  tanto,
ma  il mio tempo migliore e il mio dono migliore, e lo do a te.
Non avevo camminato nell'aria. Rourke era stato l, pressione,
terra sotto i miei piedi, sempre.
Da Pinky's, tutti stanno guardando un gioco in televisione. Rob
 in fondo al bar, al suo solito posto, vicino al telefono. Il suo
umore non  migliorato da quando ha litigato con Mark. Non
sorride quando mi vede; tira solo fuori uno sgabello con il piede.
Lascio cadere la borsa con i libri e ci salgo sopra. Succede qualcosa
nel gioco, e gli uomini gridano all'unisono: Oh, merda!. La
voce di Rob si unisce al coro. Si concentra sul televisore, facendo
finta di ignorarmi. Alla fine si gira e indica il mio zainetto.
Ancora l'universit? Sembra che tu sia stata all'universit pi
di chiunque altro - perch?
Non lo so.
No, eh?, dice. Be', quando finisci?
Devo consegnare tre tesine marted.
E poi  finita?
E devo fare una discussione.
Una discussione, ah, scusami. Cos', tipo Darrin Stephens?
Tipo. Solo senza streghe.
Guarda il bar, mette su i gomiti. Dov' l'anello?, chiede.
L'ho lasciato a casa.
A casa, ripete faceto. Non  leale. Qualche poveraccio potrebbe
farsi l'idea che sei disponibile. A meno che naturalmente
non ti sia stato vietato di indossarlo. Ti ha detto che te lo avrei
rubato e me lo sarei impegnato?
Lui non...
La futura signora Ross, dice Rob, ripetendo il commento di
Dara della notte prima. Avrei dovuto picchiarlo, quello stronzo
vampiro. Lo voleva proprio. A dirti la verit, preferirei che stessi
per sposare quel tuo amico finocchio. Dennis. Quello  proprio
un bravo tipo.
Mark  a posto.
S, certo. A posto. Con la P maiuscola.
Lo odi perch  ricco?, gli chiedo.
Ci vai a letto perch  ricco?, mi risponde Rob. Oh no, mi
dispiace, mi provoca, ci vai a letto perch lo ami
No, io...
No? Allora perch ci vai a letto?
Non - non lo so. Era l...
C'era un sacco di gente l. C'ero io l. Si batte il petto. Com'
che non hai mai scopato con me? Le sue dita si uniscono.
Te lo dico io perch. Perch io conosco il codice. Serra la mascella,
si appoggia alla sedia, tira fuori il portafoglio e poggia una
banconota nuova da dieci sul bancone del bar. Il portafoglio di
Rob  pieno di contanti. Il portafoglio di Rob  sempre pieno di
contanti. Il barista prende due birre alla spina e le spinge verso
di noi. Rob dice: Grazie, Pink.
Pinky non tocca i soldi. Come stai, tesoro? E un pezzo che
non ci si vede. Pinky  un albino. Lo chiamano Pinky perch
sembra l'interno di una conchiglia. Avevo un gatto cos una volta,
come Pinky, con gli occhi di colore diverso, solo che il mio
gatto era sordo. Pinky ci sente bene a parte un vago squillare
qualche volta. Pensa sempre che sia in corso un'effrazione alla
fabbrica di derivati del maiale dall'altra parte della strada.
Scusa, Pinky, dico. Ho avuto da fare all'universit.
Si laurea la prossima settimana, riferisce Rob. Una media
altissima, nella lista d'onore del preside. Ha avuto un certificato.
Uno di quegli affari di pergamena arrotolata.
Se  cos intelligente, che ci fa con te? Pinky ride in modo
stridulo mentre procede senza fretta, obliquo e lento.
Rob alza il bicchiere e fa fuori un terzo del contenuto in un
solo sorso, poi si china in avanti come se avesse un segreto. Vuoi
sapere come la penso? Penso che tu stia con lui perch non gli
importa che non lo ami. A chiunque altro, a uno normale, importa
di una cosa cos merdosa. Ma tu non vuoi niente di normale.
Ti stai aggrappando al passato. Lui lo sa. Quel bastardo ha
piegato la tua... la tua - situazione a suo vantaggio. Proprio come
un ladruncolo, ha visto una finestra aperta e ci si  arrampicato.
Gli occhi di Rob si strizzano forte come le lenti di una
macchina fotografica. Lascia che ti dica una cosa di Mark - lui
non ce la fa. Hai capito cosa intendo con non ce la fa?. Principi,
etica, il codice. Lui lo conosce il codice. Lo conosce e lo ignora.
Che differenza fa?
Fa la differenza, dice Rob. Certe cose non si fanno.
Io non sono propriet di nessuno, Rob. E comunque, Rourke
se n' andato.
Non aveva scelta.
Aveva scelta.
Non dirlo a me. Io c'ero. Rob asciuga il bancone vicino ai
nostri bicchieri con un altro tovagliolo. Il motivo per cui Harrison
ha accettato quel lavoro a East Hampton con quei ragazzi
dipendeva innanzitutto dal fatto che Diane aveva fatto marcia
indietro.
Diane chi?
Diane chi, ripete.
Dico sul serio. Non l'ho neanche mai sentita nominare.
Nessuno l ha mai neanche nominato Diane Gelbart? Un signore
e una signora Gelbart? Mark ti apre anche la posta? Prende
le tue telefonate?
Intendi la vecchia fidanzata di Mark?
Ah, allora ne hai sentito parlare?
Immagino di averlo semplicemente dimenticato.
Vorrei dimenticarla anch'io. Tutta la sfortuna  cominciata
con lei. Diciamo soltanto che  pi che abituata a ottenere
quello che vuole. E quello che voleva all'epoca era - be', te lo puoi
immaginare.
Non ha bisogno di dirlo. Posso immaginarlo. Voleva Rourke.
Rob fissa dentro il suo bicchiere. Mi sorprende che voi due
non vi siate incontrate. Vola sempre avanti e indietro dalla California
- come un piccione viaggiatore. I suoi genitori sono amici
dei genitori di Mark. Hanno uno di quei posti a Southampton.
Tra il mare e il lago.
Gin Lane, dico, suonando fuori di me.
S, ecco, Gin Lane. Grande ostentazione. Ha cercato di convincere
Rourke a vivere l quell'inverno, ma figurati. Lui piuttosto
vivrebbe in una baracca con l'acqua fredda pur di conservare
la sua libert, se capisci cosa intendo.
Mi sposto sulla sedia, sollevando le costole in alto e respirando
profondamente. Cerco di ricordare cosa ho sentito dire di
Diane, qualcosa a proposito di Rita Hayworth, i locali notturni
e che non guardava mai le stelle. Sicuramente  bella ed elegante.
Probabilmente  stata a casa di Rourke a Montauk, e gli ha
detto che era pittoresca. Forse i progetti che aveva quel primo Capodanno
erano con lei. E nell'estate che avevamo trascorso insieme,
Rourke probabilmente era andato a Gin Lane quando io lavoravo
al Lobster Roll, era andato a giocare a tennis o a cena vicino
alla casa con piscina, e quando se ne era andato quel settembre,
lui probabilmente... No, Rob ha ragione. A differenza
di me, Rourke ha un'integrit. Piuttosto vivrebbe in una baracca
con l'acqua fredda pur di conservare la sua libert. Capisci cosa
intendo, aveva detto Rob. Purtroppo capisco tutto molto bene.
Ah, mi ricordo quello che aveva detto Mark di Diane. Tutti
la volevano, ma solo io potevo averla. Improvvisamente mi sento
male allo stomaco. Mi appoggio la testa tra le mani.
La mano di Rob mi tocca la spalla. Stai bene?
Fa - caldo qui dentro.
Questo succede perch Pinky  un tirchio bastardo. Odia
accendere l'aria condizionata fino a, tipo, agosto. Continuo a ripetergli
che uccider gli affari, ma lui ha la brillante filosofia che
con il caldo la gente beve di pi. Io gli faccio: S, Einstein, nel
bar in fondo alla strada. Rob fischia. Ehi, Pink! Spendi una
ventina di centesimi e accendi l'aria condizionata! La ragazza qui
ha lo svenimento facile.
Senza togliere il mento dal valico della sua mano, Pinky sposta
lo sguardo dalla televisione per mandare un cenno di riscontro
a Rob, poi esce da dietro il bancone per azionare l'interruttore
a levetta vicino alla porta d'ingresso. L'apparecchio
sull'architrave si accende sfrigolando e comincia a sputare dalle
ventole sudice.
Rob fa un rumore stridente con un lato della bocca, e fissa il
soffitto. Sembra il reverendo Olcott quella volta che parlammo
di Dio. Come se avesse tutta una riserva di informazioni ma
avesse paura di rivelarle troppo in fretta nel caso mi travolgano.
Eppure sa che voglio la verit e lui vuole essere sincero. Lo vedo
farsi una passeggiata nella conversazione un paio di volte, pesando
i pericoli della sincerit contro l'opportunit di guadagno
personale. Lui odia Mark. Un'occasione come questa potr non
presentarsi pi.
Okay. Allora, Diane ha due anni meno di tutti noi. Quando
ci laureiamo nel '77, io e Harrison restiamo a L.A., a fare le nostre
cose. Lui combatte, io faccio il master in contabilit, Chris
DeMarco torna nella East Coast a fare legge alla NYU, e Mark va
a Harvard, senza rompere con Diane. Non vuole tenersela, ma
non vuole perderla. Preferisce tenerla sulla corda.  una di quelle
cose che fanno gli stronzi. Ma in lei aveva trovato la partner
all'altezza. Non c' una stronza pi grossa di Diane. Appena parte
richiede attenzione a distanza; non spreca un minuto. Comincia
a frequentare brutta gente - alcol e droga soprattutto, ma
un sacco di coca. Parecchi grammi a settimana  la mia stima da
gentiluomo. La Ucla la affida ai servizi sociali, i suoi
genitori minacciano di tagliarle i fondi e spedirla in qualche centro di riabilitazione
nel Minnesota - ma lei continua lo stesso. Poi finisce a
una festa nelle Hills dove la sua amica annega. Un gran bel casino.
Diane ha pagato la droga. Mark  inutile, naturalmente.
Prende un aereo con i genitori di lei per un giorno - un giorno
- il giorno in cui lei fa la sua deposizione alla polizia. Tutto qui.
I genitori di lei offrono ai due una vacanza. Un paio di settimane
in Europa, ai Caraibi. Ma Mark  troppo impegnato con l'universit,
sostiene, non pu perdere tutto quel tempo, eccetera
eccetera. In pratica, lei  un handicap totale del cazzo, e lui 
preoccupato per la propria reputazione. Sai, vuole candidarsi
prima o poi, avere un posto in Borsa, insomma - ecco perch se
ne va in giro con quei drogati di Washington.
Perch hanno i soldi?
Un sacco di gente ha i soldi. Quelli hanno le conoscenze. Comunque,
Mark fa marcia indietro, e Diane chiama Harrison. 
sola,  spaventata, ma essenzialmente  vendicativa. Naturalmente
Harrison interviene - io non mi sarei disturbato - e uno, due,
tre, lei  pulita. Nessuno sa come abbia fatto Harrison a riuscirci,
ma ci riusc.
Oh, ma io lo so. Solo i suoi occhi, che ti guardano.
Naturalmente i genitori di lei gli sono riconoscenti. Si danno
da fare per procurargli un grosso agente che in men che non
si dica gli fa fare roba decente. Piccole parti, ma decenti - pubblicit,
voci fuori campo, giornali, comparsate in televisione, in
un paio di film - ma viene fuori che  un patto col diavolo. Adesso
Harrison  in obbligo con Diane e con -il suo agente - Eliot
qualcosa, della William Morris. Naturalmente l'agente vuole che
smetta di combattere, e dietro le spalle di Harrison ha un testa a
testa un paio di volte con l'allenatore laggi, Charles Lopez,
Chucho Lopez, che si d il caso abbia delle conoscenze anche
lui, e che fa una contropressione su Harrison perch faccia sul
serio, si prenda un manager e cominci a correre per un titolo.
All'epoca combatteva da anni e aveva un record incredibile. Ma 
un'ascesa faticosa; richiede concentrazione. Forse Harrison ce l'ha
dentro di s, forse no. Non so se ti rendi conto di quanti soldi ci
sono in ballo.
Scuoto la testa.
Potrebbero essere milioni. Potrebbero essere parecchi milioni.
Sono stato in case che farebbero sembrare quel posto a Gin
Lane una roulotte. E il proprietario magari  un venticinquenne
che vive con dodici amici, otto Mercedes e un campo da basket
fuori dalla cucina. Harrison  intelligente, maturo, e - insomma.
Rob getta in aria la mano come se fosse una causa persa.
Comunque, quell'agente, Eliot, gli buca le gomme e gli fa altre
merdate disgustose nelle quali non voglio addentrarmi, e nel bel
mezzo di tutto questo, non riusciamo a liberarci di Diane. Viene
agli incontri, ciondola in palestra. Ogni giorno  in quella
cazzo di palestra. Una volta affondati i denti, ha infettato tutto,
come un cane rabbioso.
Voi progettavate di restare a L.A.?
Non avevamo progetti.
Voleva diventare professionista?
S e no. S, per i soldi. No, per via delle interferenze. Diciamo
pure che ha un problema con il management. Io potevo procurargli
delle cose piccole, ma quanto a stipulare accordi per un
titolo, avevo ventiquattro anni. Ero solo un ragazzo. Ovviamente
avevo accesso alle organizzazioni tramite mio zio, e potevo lavorare
per chiunque. Ma sottoscrivere un contratto per qualcuno
che non fosse Harrison avrebbe significato una rottura con
lui. Non mi interessava rappresentare altri pugili. E in pi, con
questa storia del recitare che era una diversa possibilit, lui non
ha pi tanta voglia di rovinarsi la faccia. Finora  stato fortunato.
Una fortuna cos non dura.
Cos, prosegue Rob, la primavera avanza - adesso siamo nel
1979 - e Diane si laurea. I genitori la vogliono a New York in
modo da tenerla d'occhio. Lei non dice niente, ma  lampante -
rester attaccata a Harrison come la merda a una scarpa. I suoi
genitori le regalano un viaggio in Europa per l'estate e poi organizzano
quel lavoretto carino a Long Island per settembre, vestendolo
da opportunit di carriera grazie a un paio di donazioni
anonime qua e l, immaginando che a East Hampton d'inverno,
se perder ancora la testa per la droga, nessuno lo verr a
sapere. Nel frattempo, credi che qualcuno pensi neanche per un
secondo ai due ragazzini bloccati con quella pazza? Be', sorpresa,
sorpresa, lei si rifiuta di lasciarlo a L.A.
L Harrison decide di partecipare alle Olimpiadi.  il modo
pi onorevole per aggirare tutta quella situazione. Jimmy Landes,
l'allenatore che aveva nel Jersey da quand'era ragazzino, stava
lavorando a Brooklyn per i Giochi con altri due tizi, e per dare
l'ultimo tocco, le Olimpiadi sono forse l'unica organizzazione
grande abbastanza da intimidire Diane. Harrison si impegna per
ritrasferirsi sulla East Coast, per convincere anche lei a tornare a
casa. Diane acconsente, ma ci si mette di mezzo il destino e per
lei si apre la possibilit di un grosso lavoro in televisione -  una
specie di cronista dello spettacolo, adesso. Con un piccolo incentivo
aggiunto dai suoi - casa nuova, macchina nuova - abbocca.
L'intero pacchetto era troppo ghiotto per lasciarselo sfuggire. Perfino
una testa di cazzo come lei poteva capirlo.
Allora Harrison si offr di prendere il suo posto per quel lavoro
a scuola in modo da aiutare i genitori di lei a salvare la faccia
e depistare Diane, per cos dire. Si riduceva a, diciamo, dieci ore
a settimana per lui, ma ne valeva la pena perch Diane avrebbe
pensato che lui era a bordo e sarebbe rimasta fuori dai guai a
L.A. fino ad abituarsi alla sua nuova vita. Lui pensava che ci si
sarebbe abituata. Nessun altro ci credeva. Ma aveva ragione lui.
I genitori di lei gli devono moltissimo. Una strategia molto furba
da parte di Rourke.
Rob si ferma per bere un po' della sua birra. Ricordo che Alicia mi chiese di Rourke. Voi due dovevate essere completamente innamorati,
aveva detto. Doveva aver saputo cosa aveva fatto nell'interesse
di Diane. Lui non farebbe del male a nessuno, aveva
detto Alicia.
Ora capisci perch Mark lo odia. Harrison salva la situazione
e ne esce come un principe, mentre Mark scarica il suo incubo
su tutti noi, corre a nascondersi e fa la figura del topo che in
realt . Il padre di Mark lo ha quasi ripudiato per questo, ma
ha avuto un violento attacco cardiaco invece. Mi piacerebbe dire
che le due cose fossero collegate, ma so che vuoi bene al vecchio,
quindi non lo far. Diciamo solo che Mark al centro dell'attenzione
che fa la figura del coglione non ha esattamente diminuito
i livelli di stress che c'erano in quella famiglia. Il signor
Ross ha subito un intervento chirurgico a cuore aperto, ma non
si pu prendere neanche un giorno di vacanza per paura dei danni
che far suo figlio. E adesso conta su di te per fare di Mark un
uomo migliore. Buona fortuna, cazzo.
Ti  dispiaciuto lasciare la California?
A me? Noo - avevo toccato il fondo laggi. Ma questa 
un'altra storia, per un altro giorno. Comunque, per Harrison era
molto meglio tornare a casa. Gli aveva tolto gli artigli di Diane
di dosso. Tu mi conosci, sono superstizioso. L'ultima cosa che volevo
era il sangue cattivo di lei sospeso sulla sua testa o sulla mia?
Rob si schiarisce la gola. Long Island si rivel una buona cosa.
Harrison era pronto a concentrarsi sulle Olimpiadi, a liberarsi
la testa dalle cose. E il Jersey a tempo pieno era fuori questione.
La tentazione di far soldi sarebbe stata troppo grande. Tra il
suo talento e il mio,  come stare seduti su una miniera d'oro.
Montauk era perfetta, non solo per la forma fisica che riusc a
ottenere, ma per la forma mentale. Dopo L.A. aveva bisogno di
ripulirsi. Andava a correre, andava in bicicletta, a nuotare, e veniva
a Brooklyn nei giorni in cui non insegnava a scuola, quattro,
forse cinque a settimana, ad allenarsi con Jimmy - e faceva
gli incontri di qualificazione, i Pan Am Games, gli Eastern Trials,
tutto il pacchetto. Poi succede che i sovietici invadono l'Afghanistan
quel dicembre, e a gennaio il presidente Carter comincia
a parlare di boicottaggio, e alla fine di marzo  ufficiale. Puf, finito,
niente pi Olimpiadi.
Si prende un minuto per riflettere. Entrambi guardiamo il
televisore. C' una pubblicit della birra Michelob Light. Si vedono
un paio di ragazzi bianchi con la bandana che giocano a
squash. Gli uomini della pubblicit sembrano a mondi di distanza
dagli uomini del bar.
Ricordi la notte nel Meat District?, chiede Rob. Mi hai
chiesto che cosa avevo detto la prima volta che ti ho visto.
E tu non me lo hai detto.
E non te lo dir neanche adesso. Si succhia di nuovo la
guancia, e la sua testa si torce verso destra. Una cosa stupida,
non una cosa cattiva, solo una di quelle cose che si dicono tra
maschi. Be', praticamente quel commento mi ha messo in croce.
Ero come Ges. Riporta momentaneamente lo sguardo sul
televisore. Fa passare un dito intorno al bordo del bicchiere e poi
all'interno. Mi domando cosa stia pensando.
Questo non te l'ho mai detto, dice Rob, ma se io non fossi
stato l quel giorno, penso che quel ragazzino biondo con cui
stavi avrebbe preso una scorciatoia da quella scogliera. Insomma,
avrebbe raggiunto la parata a testa in gi. La sua mano fa il movimento
di un tuffo.
Ray Trent.  un bravo ragazzo.
Un bravo ragazzo vivo, aggiunge Rob. Con brave gambe
funzionanti.
Non era il mio fidanzato.
S, be', non era neanche soltanto un amico. Questo era chiaro
per Harrison, almeno. Si sbagliava?
No, dissi. Non si sbagliava.
Rob si tiene la mascella con una mano e sorride, scuotendo la
testa. Questo  strano, dice riferendosi a Rourke. Che razza
di tipo.
Sento qualcosa di strano sulla faccia, qualcosa di freddo. Una
lacrima. Strano, pensavo che tutte le mie lacrime si fossero asciugate.
Rob allunga una mano per prenderla.
Lo so cosa stai pensando, dice Rob, passandomi uno dei
suoi tovagliolini da cocktail. Stai pensando: Ha lasciato lei, ha
lasciato me; ha mentito a lei, ha mentito a me. Stai facendo un
paragone, solo che non c' nessun paragone. Primo, con Diane
aveva a che fare con un'isterica e una bugiarda. Il problema con
chi mente  che non solo mente a te, ma fa mentire anche te. 
questo il loro obiettivo: rovinarti il carattere. La sua voce si fa
pi profonda. Con te  stato diverso. Tu non mentiresti mai per
stare attaccata a qualcuno. Hai fatto un favore a Harrison. Lo
hai lasciato andare.
Non  quello che sto pensando io, ma  bello da parte sua
pensarla cos e averla sempre pensata cos. Come se non fossi diventata
isterica, non avessi mentito, non avessi tradito Rourke,
Mark, me stessa. Forse una donna pi forte, una donna migliore,
una con una bella famiglia, una casa, una macchina e un lavoro
- una cronista di spettacolo, per esempio - avrebbe lottato
per i suoi diritti. La signora Ross li chiama i vammi-a-prendere.
I vammi-a-prendere?, disse mia madre con disgusto quando una
volta usai questa espressione. Ogni donna  una vammi-a-prendere.
Vammi a prendere una tazza di caff! Va' a prendere la spesa!
Va' a prendere i bambini! Vatti a spogliare!
Il telefono del bar squilla. "Di' un numero, Pink", dice Rob,
senza neanche guardare.
Ma lui... loro...
Lui non l'ha mai toccata, se  questo che mi stai chiedendo.
Non che io sappia. Anche se fosse stata pi in s, non l'avrebbe
toccata.
Per via di Mark.
Per via del codice. Perch Harrison non segue semplicemente
il codice. Lo ha scritto lui. Rob  cos vicino che riesco a sentire
l'impronta verso il basso del suo respiro. Non sarebbe rimasto
a Montauk quell'estate, Evie. Dopo il fiasco delle Olimpiadi,
sarebbe semplicemente tornato nel Jersey a combattere per
soldi. Era in forma, aveva l'appartamento a Spring Lake, conoscenze
ad Atlantic City. L'idea era quella di restare forte, far soldi
e capirci qualcosa. Una palestra, forse. Abbiamo sempre detto
che avremmo aperto una palestra, una catena - Jersey, L.A.,
Miami, Vegas, il Bronx. Forse saremmo riusciti ad arrivare a ragazzi
in difficolt. Per restituire quello che abbiamo ricevuto.
Rifletto su tutto quello che Rob ha perduto.  scritto sulla sua
faccia - una tristezza tenace, una smania solitaria. A nessuno piace
cedere il posto migliore che c'.  come venire privati della
ricchezza. Non  come quello;  esattamente quello.
Ma quella merda non stava succedendo pi quando ha conosciuto
te. Soprattutto quando Ross  entrato nel quadro. Che
cazzo di errore di giudizio. Penso a quella sera in cui siamo andati
tutti in quel posto ad Amagansett. Che cosa pu aver pensato
Harrison? La mia ipotesi  che le abbia presentato Mark per
un motivo. Voleva forzare la sua stessa mano, costringersi a tornare.
E lo ha fatto. Quanto  durato nel Jersey, tipo, due settimane
prima di tornare a riprenderti?
Quindici giorni, dissi.
Quindici giorni, dice Rob con un sorriso. Be', per quattordici
di quei giorni si  allenato come un pazzo, facendo sparring
tutte le sere, distruggendo tutto l'organico locale. Stanno
diventando tutti pazzi - radio, giornali, tutta la spiaggia sta prendendo
vita. Il quattordicesimo giorno, organizziamo un combattimento
- molto informale. Fa a pezzi Chester Honey Walker,
che non si  perso una giornata sul ring da quando  nato. Harrison
gli spacca la mascella, gi al secondo round. Si  sentito lo
schiocco nell'auditorium, e c'erano circa duecento persone l
dentro, poi lo mette al tappeto con un colpo al corpo - Rourke
 impeccabile nel lavoro per linee interne.
Il giorno successivo mi dice: Facciamo un giro in macchina.
Non lo dimenticher mai. Facciamo un giro in macchina. Con
due macchine. Okay, gli dico. Andiamo a Montauk, East Hampton,
portiamo in giro le ragazze - sulla spiaggia, in citt, a fare
shopping. Andiamo a casa tua. Solo io e Harrison. Tu non sei in
casa. Tua madre s - signora carina, a proposito.  l seduta sulla
parte dietro di un divanetto e incrocia le braccia. Dice a Harrison:
Eveline  rimasta chiusa in casa per due settimane. Sei tu
quello che stava aspettando?. Harrison fa solo: S, sono io.
Tu hai una madre, mi disse Rourke l'ultima notte a Montauk,
l'ho conosciuta.
Ci dice dove pensa che tu sia andata, alla festa di Alicia Ross,
che un'amica di scuola ti ci ha accompagnato in macchina. Harrison
si rende conto che c'entra anche Mark e si chiude. Prima
di venire a cercarti, lo faccio fermare sulla spiaggia. Sai, per lanciare
qualche palla, calmarci. Penso che per come sta combattendo
ultimamente, pu ammazzare qualcuno. E che cosa succede?
Arrivi tu con Mark - su quella strana macchina. Rob mi
guarda. Te lo dico io quello che ho pensato in quel momento.
Ho pensato: Questa ragazza  pericolosa.
Non avrei mai...
Quello era evidente. Era evidente quello che provavi. Evidente
quanto quello che provava Harrison. Evidente quanto quello
che stava facendo Mark. Tutta la situazione era dolorosamente
chiara, cazzo. Ricordi che quella notte nel Jersey ti dissi Sta attenta?
Indica il bancone. Di questo stavo parlando. Esattamente
di questo giorno. Mark prese la sua decisione la prima
volta che mise gli occhi su di te. Ha padroneggiato l'evidenza. Ed
eccoci qua. Quattro anni dopo.
Pinky mi passa un pacchetto mezzo vuoto di fazzolettini. Lo
ringrazio.
Il resto  storia. Tu vieni nel Jersey per un paio di giorni. Harrison
viene a Montauk per l'estate. E chi potrebbe biasimarlo?
Che senso ha precipitarsi a farsi prendere a pugni quando hai una
cosa - una ragazza - sai, insomma. Mi d una spintarella con la
spalla. Ci siamo divertiti un sacco quell'estate, no? La sua voce
si rabbuia. Prima o poi, la mente di un uomo torna a pensare ai
soldi, di solito da un po' di soldi a un sacco di soldi. Harrison 
dovuto tornare nella realt. Che cosa avrebbe dovuto fare di meglio
o di pi veloce che combattere? Forse non voleva che tu lo
guardassi mentre veniva battuto - non  una bella cosa. Forse ha
pensato che ti saresti concentrata sulla tua vita, l'universit, qualunque
cosa. Forse non ha fatto la cosa giusta. Forse non sapeva
che cosa fare. Ha solo pensato che te la saresti cavata. Penso che
avesse pi fiducia in te di quanta ne aveva in se stesso.  questo
che intendo quando dico che non aveva scelta.
Mi prende un fazzolettino: Maledetta allergia. Si soffia forte
il naso. La parte che ha mandato nel pallone me  stato il suo
voler restare solo. All'inizio ero incazzato. Tu eri l - al mio compleanno,
al Surfside di Montauk. Quella sera mi disse che aveva
comprato un biglietto per Miami, che Jimmy Landes lo aveva
incastrato per quattro mesi con un assassino cubano di allenatore.
Da come parlava, capii immediatamente che io non facevo
parte del progetto. Ci vediamo poi, disse. Tra un paio di
mesi. Avrei voluto ammazzarlo. Rob scuote la testa. Miami.
Apre un pacchetto di caramelle Halls e lo inclina verso di me.
Declino. Ne fa saltare fuori una, la scarta, se la mette in bocca.
Alla fine ho dato la colpa a un'incomprensione. Voglio dire, non
ci eravamo scambiati nessuna promessa. Io non ho mai chiesto
niente; lui non ha mai detto niente. Non  esattamente un
chiacchierone - come sai. La caramella per la tosse gli si sposta
tra i denti. La sento ticchettare; annuso l'eucalipto. Ma ho
chiuso con lui per un bel pezzo. Sono passati otto mesi, il periodo
pi lungo che ci sia mai capitato senza parlare.
Otto mesi. Aprile del mio primo anno di universit. Quando
Rourke mi sped la lettera; quando Rob venne a trovarmi alla casa
dello studente.
Harrison mi telefon ad aprile. Non ci parlavamo da quella
notte a Montauk. Stava venendo a New York. Voleva vederti.
Pensava che io e te fossimo rimasti in contatto. Gli ho chiarito
le cose, ma gli ho detto che non c'era problema, ti avrei trovato.
Non c'era un elenco a Manhattan. La NYU aveva la tua casa dello studente, quella sulla East Tenth, ma non il numero di telefono
dello studente - pensai che fosse intestato alla tua compagna
di camera. Avrei provato a chiamare tua madre, ma il suo
nome  diverso dal tuo. Come un idiota, chiamai Mark, pensando
che potesse procurarsi il tuo numero tramite Alicia. Be', lui
non aspettava altro.
Rob balbetta e cade in un silenzio opprimente. All'improvviso
ha un'illuminazione. So a cosa si riferisce. Mark ha raccontato
a Rob cosa mi  successo. E Rob lo ha detto a Rourke.
Mark ha detto che non volevi avere niente a che fare con
Harrison, poi me ne ha spiegato il motivo in termini chiarissimi.
Che eri stata trovata per strada praticamente morta, che lui
aveva dovuto occuparsi della questione dell'ospedale, che aveva
pagato il dottore, che ti aveva disintossicato dopo quell'animale,
e che lui era stato l'unica cosa che ti aveva impedito di cadere in
un esaurimento nervoso.
Devo essere in stato di shock, perch la prima cosa a cui penso
non  Rourke. La prima cosa a cui penso  il signor Ross. Riesco
quasi a sentire Mark che dice: Pap, ho bisogno di parlarti in
privato. Tipico di Mark usare la tragedia delle mie questioni private
per elevare la sua immagine e demolire quella di Rourke.
Non posso credere di averglielo consentito. Non c' da stupirsi
se tutti si muovevano in punta di piedi intorno a me. Poi penso
a Rourke, a come l'ho ferito. Per ultimo, Mark. Penso a come lo
ha ferito Mark.
Prima di tutto, i soldi Mark me li ha prestati. Glieli ho restituiti.
Rob appoggia i gomiti sul bancone del bar e si strofina l'interno
degli occhi con i polpastrelli. Certo, certo. Mark ha ingigantito
tutto. Il fatto  che avresti potuto telefonare a me. Avresti
dovuto telefonare a me. Devi capire che gli uomini sono strani
quando si tratta di - be', non puoi permettere che un altro
uomo si intrometta cos - voglio dire - be', lo sai quello che intendo.
 una grossa decisione.
Non  stata una decisione. E stato un incidente. Si volta
verso di me; i nostri volti si stanno praticamente sfiorando. Capisci,
l'ho perso, gli spiego. Mi sono svegliata al pronto soccorso,
non sapevo che cosa fosse successo finch non  finito tutto.
Mark ti ha detto che... Lascio perdere la domanda; conosco
gi la risposta. Mark aveva detto a Rob che ero stata trovata praticamente
morta per strada. Non voleva forse dire che me l'ero
procurato da sola, magari con una stampella?
Sotto gli occhi di Rob ci sono le rughe pesanti della sfortuna.
Non gli si pu leggere negli occhi. I suoi occhi ti sfidano, ti si
oppongono. Gli occhi di Rob non sono quello che ci vedi dentro,
ma quello che lui vede fuori.  sconvolto, come me, solo che
il suo shock  maggiore del mio. Io vivo con Mark. Appartengo
a una cerchia di persone ipocrite, a un mondo in cui gli amici
sono usa e getta. Quello di Rob  un mondo nel quale i legami
di sangue si estendono al di l del sangue.  difficile vederlo costretto
ad affrontare problemi di tradimento tra amici.  come
se avesse i topi in casa.  una lezione schifosa, che tra tutti i modi
di vivere sconsiderati, il pi sconsiderato di tutti  quando
non hai nessun potere sui fatti tuoi.
Che cosa avrei dovuto fare?, dice. Tutti sapevano della storia
di Harrison tranne lui, non era giusto. Ho dovuto dirglielo.
Se mai fosse venuto a sapere che lo sapevo anch'io, sarebbe stato
tremendo. Da quando  morto suo padre,  come se fosse
sempre sotto pressione. Tutto si riconduce sempre a quello. Rob
scuote la testa. C' sfortuna ovunque. Tranne che per Ross. Ha
ottenuto una tripla vittoria - punizione per Diane, una possibilit
con te - con cui, voglio dire, non ha mai avuto una chance
- e Harrison, che non ha mai pi combattuto. Mark lo ha definito
un animale, e lui ci ha creduto.
Rob scuote la testa. Sai, mi ci  voluto un po' per scoprirlo.
Non posso credere di essere stato tanto stupido. Harrison  partito
senza di me due volte, non perch non voleva che andassi
con lui, ma perch voleva che restassi. Voleva che badassi a te,
una volta a Montauk e poi pi avanti, dopo aver scoperto questa
cosa. E io l'ho deluso - due volte Batte le mani sul bar e urta
con la schiena a destra. Mi domando cosa far. Ha l'aria di
uno che far qualcosa. Fammi un favore, mi dice. Non dire
ancora niente. Rifletti e basta. Ripensa a tutto quanto. E ricorda
cosa ti ho detto all'inizio - sta attenta.


Capitolo 42.

Rob mi ha detto di pensare, quindi lo faccio, anche se  difficile
trovare in me stessa quello che  successo. Anche se i ricordi ci
sono, la mia mente li ha trasformati, riducendoli negli anni a
una cosa definitivamente danneggiata, definitivamente deformata,
abbreviata, in un certo senso come ossa mancanti in un corpo.
La prima cosa  la lettera di Rourke, che si  appena presentata.
La seconda  la notte nel Meat District, quando Rob  venuto
nella mia stanza alla casa dello studente. E stato nell'aprile del
1981, mesi dopo Rourke, ma prima ancora di me e Mark. Ero
uscita con Mark tre o quattro volte, mai seriamente. Arriv l'improvvisa
telefonata di Rob - sar l tra venti minuti - e poi la delicatezza
con la quale si comport quando mi vide, come se stesse
raccogliendo petali che erano caduti da un fiore. Evidentemente
Mark glielo aveva gi raccontato.
Dopo quel ricordo, c' una domenica di una settimana dopo.
Rob e Mark che si presentano alla casa dello studente. Stavano
andando a giocare a football.  una bella giornata, disse Mark,
spalancando l'anta del mio armadio, dovresti uscire.
Li vedo ancora l impalati a guardare le stampelle vuote, poi
la mia valigia gi a terra, rendendosi conto che non ho ancora
neanche disfatto la valigia dall'inizio dell'anno. Rob aveva distolto
lo sguardo come se non volesse vedere, ma Mark si era inginocchiato
e aveva ispezionato la mia roba come un chirurgo, attento
a non scompaginare le pile piegate e legate.
Questo  perfetto, disse, estraendo qualcosa di bianco. Me
lo mise sulle spalle. Forza, andiamo a Central Park!
La Cougar di Rob era parcheggiata in doppia fila su Tenth
Street. Mi sedetti davanti vicino a Rob e partimmo, imboccando
Broadway. C'era una tavola calda sull'angolo nord-orientale
di Ninth Street. Mark and di corsa a prendere caff, panini e
un pacchetto di Wrigley per Rob. Mentre Mark era nel negozio,
Rob si pettin i capelli all'indietro con le dita, poi mise un braccio
agile e muscoloso sulla spalliera del sedile. Sentivo l'elettricit
dietro il collo.
Sta tornando, disse Rob, schiarendosi la gola come se volesse
essere molto preciso. Per un paio di giorni. Vorrebbe vederti.
Per te  una cosa tranquilla, si inform Rob seriamente, oppure
no?
Dissi che non c'era problema.
Secondo Rob, Rourke aveva combattuto a tempo pieno gi a
Miami con un allenatore di livello mondiale, ma stava tornando
su a nord perch aveva accettato di aiutare un amico con un lavoro
a Rahway, nel Jersey. L'allenatore di Miami era quel tizio,
Jimmy Landes; l'amico del Jersey era il Cinese, e il Cinese aveva
bisogno di Rourke perch Rourke conosceva le arti marziali e
sapeva difendersi, e Rahway era pericolosa. Nessuno mi spieg
niente di questo direttamente o schiettamente; venni a saperlo
un pezzo dopo l'altro, quel giorno. Dovevano aver pensato che
era il modo migliore per dirmelo, un pezzo dopo l'altro.
Cos' Rahway?, chiesi poi a Rob. Eravamo seduti sull'erba,
sul Great Lawn.
 una prigione, disse. Di massima sicurezza.
Tre giorni dopo vidi Rourke.
Ci incontrammo tutti in un ristorante in un porticciolo turistico
del Jersey. C'erano alberi di vele che svettavano in maniera
sproporzionata dal terreno basso e piatto, come per strappare la
notte dal cielo. E le stelle come vasellame in frantumi, sparpagliate
sconsideratamente. E il chiarore straziante della vastit che
c'era oltre; le funi che tintinnavano, rintoccavano; lo schiaffo
sferzato dell'acqua sul pontile; il flap-flap-flap delle bandiere di
plastica dall'apertura imponente che adornavano i ceppi alzati
delle barche carenate. Dovetti camminare in punta di piedi per
non far affondare i tacchi nella sabbia.
Rob ti porta mai qui, d'estate?, chiese Joey a Mark.
Mi ci ha portato un paio di volte, rispose Mark.
Bei tramonti, eh?
Bellissimi, acconsent Mark. Sono stato qui con voi ragazzi
per il matrimonio di Eddie.
Giusto, disse Joey. Eddie M. Quel bastardo.
Sottovoce, Rob disse: Lui  un bastardo.
Mark tocc con il palmo la schiena di Lorraine mentre salivamo
le scale. Che ne pensi, Lorraine? Bel posto per un matrimonio.
Rob si ferm sul ballatoio e si volt di fronte a noi. Ho pensato
spesso al matrimonio. Ma alla fine si riduce sempre e solo a
questo - un pensiero. Rob scoppi a ridere. Lorraine gli diede
una botta e riprese a camminare.
Perch devi dire certe stronzate?, volle sapere Joey, mentre
lui e Rob camminavano fianco a fianco. Te lo giuro.
Ci avvicinammo a un tavolo illuminato dalla luce delle candele
in una stanza alla sinistra dell'ingresso del ristorante, e subito,
prima che ci sedessimo, Rob ci chiese di scusarlo. Doveva
fare un paio di telefonate. Mi guard prima di andarsene, e mi
strizz l'occhio come per dire che tutto sarebbe andato bene. Lo
vidi mescolarsi alla folla del bar.
Poi non riuscii pi a vederlo, ma rimasi a fissare quello stesso
punto nel caso tornasse a rioccuparlo.
Siediti, Eveline, siediti, stava dicendo una voce. La voce apparteneva
a Lee, la stessa Lee dell'anno prima, che era l con
Chris, suo marito. Quella era la prima volta che li vedevo dall'estate
precedente. Mi sedetti e mi rincalzai la sedia.
Hai il tuo driver", stava dicendo Mark, il mid-iron, il putter
e lo spoon.
C' anche il brassie, il mashie e il niblick, aggiunse Brett.
Il niblick!, disse Anna, la moglie di Joey. Ragazzi, state
scherzando, vero?
Mark e il suo miglior amico Brett erano venuti a prendermi
all'universit dopo una partita di golf a Eastchester. Sulla strada
per il Jersey parlarono di pesche. Nettarine, percoche, tabacchiere.
Quelle spiccagnole sono quelle dalle quali  facile togliere il
nocciolo. Mark tamburell le sillabe sul cruscotto con un intento
edificante - Spicca-gnole. Capisci?
Ma dal momento in cui arrivammo al ristorante, Mark non
mi parl pi. Mi guardava e basta, come se alla fine dovessi cadere
e lui avesse il compito di prendermi al volo.
Aragoste per tutti, disse Joey al cameriere. Tre da un chilo,
vediamo, e cinque da un chilo e tre.
Quando Rob torn al tavolo, Joey cominci a punzecchiarlo,
chiedendogli cosa stesse combinando e chi stesse chiamando.
Rob stacc i semi di sesamo da un grissino e li mangi uno alla
volta. Mentre masticava, la sua mascella si contraeva, facendo
due pieghe scure che si arcuavano come parentesi dagli zigomi.
Dai combattimenti ai numeri. E mia madre, che aveva grandi
speranze per lui, disse Joey. Il suo bambino.
S, be', non sono mica morto ancora.
Per  vero, disse Chris. Non hai pi una guardia del corpo.
Rob inclin la sedia all'indietro. Le braccia gli pendevano
lungo i fianchi e aveva le cosce aperte. Mia madre vuole che faccia
il contabile. Le faccio: Ma, basta che pensi a me come a un
contabile con l'ufficio itinerante.
Molto divertente, disse Joey. Quattro anni di college, poi
l'universit, e sta ad aspettare i clienti all'angolo della strada. I
miei hanno dovuto fare un'altra ipoteca per pagargli la retta.
Non aspetto nessuno all'angolo della strada.
Gestisci le scommesse. Nel giro ci sei dentro fino al collo. Sei
un ingranaggio.
Non gestisco le scommesse. Sai una cosa, Joey, tu non lo sai
che cosa cazzo faccio. Giro. Ingranaggio. Da dove lo prendi questa
merda di linguaggio, da Barella? La sedia di Rob sbatt a
terra; Lorraine si spost di qualche centimetro sulla destra. Prima
di tutto, se mai ci fosse un giro, io sarei al centro. Secondo,
ho restituito a mamma e pap tre volte quello che hanno speso.
E visto che ci siamo, credi che il brokeraggio serio recluti gente
come me? Mark di Harvard e il suo amico Brett qui saranno entrambi
soci da Goldman tra un paio d'anni, mentre io me ne
starei murato vivo in qualche bugigattolo, a sgranocchiare numeri,
guadagnando cinquantamila dollari l'anno e cercando di
escogitare qualche imbroglio. Lo sai quant' facile per me escogitare
qualche imbroglio? Rob serr i denti. C' una grossa
differenza tra un imprenditore destinato alla galera e un impiegato
destinato alla galera.
Vero, disse Chris. Solo uno dei due pu permettersi un
buon avvocato.
Inoltre, aggiunse Rob, mantenere Lorraine qui richiede un
sacco di soldi. E molto Park Avenue. La sua mano sal dalla
spalla di lei al nido incolto dei suoi capelli. Lei alz gli occhi al
cielo. Se Lorraine fosse stata un gatto, sarebbe stata un gatto-tartaruga
- carino ma particolare. Aveva sempre con s una borsa
enorme che conteneva sempre qualcosa che serviva pi a Rob.
Ehi, Rainy, diceva, dandosi un colpetto con le dita nel palmo,
ce l'hai un mazzo di carte?
Come mai tuo padre non riesce a trovare a Rob un lavoro
d'ufficio in un'azienda?, chiese Joey a Mark. Un lavoro onesto.
Ti risulta che le aziende sono oneste?, scherz Rob. Ah!
Torna a pisciare sugli incendi, Joey.
Non c' problema, disse Mark in maniera convincente. Mio
padre vuole bene a Rob.
Lee si chin verso di me.
Allora, come va tutto? L'universit?
S, come va, Eveline?, si inform Chris.
Sta andando bene.
Prende sempre il massimo dei voti, disse Rob.  incredibile.
E si d il caso che sia un corso di studi molto rigido, aggiunse
Mark.
Rob disse: Non  che se ne sta seduta a disegnare tutto il
giorno.
Mi domandai perch pensavano di dovermi difendere. Mi domandai
se sembravo muta.
Oltre le teste di Lee e Chris c'era un'apertura ad arco intonacata
che conduceva alla parte centrale affollatissima del locale
dove si cenava, e sul lato estremo un altro arco conduceva in cucina.
Camerieri con la giacca rossa passavano dall'arco posteriore
alla sala da pranzo principale, uno dopo l'altro come in un
musical, ognuno con in mano vassoi fumanti di alluminio, e una
volta attraverso il vapore comparve Rourke.
Ricordo che pensai: Come ha fatto a entrare dal retro?  arrivato
qui prima di noi, o  entrato passando per la cucina?
I sette mesi lo avevano cambiato era pi pesante, pi duro.
Aveva la pelle scura; si stava facendo crescere i capelli. Sopra l'occhio
sinistro, una cicatrice tutta nuova. Notai un'efficienza meccanica,
un'impassibilit non completamente umana. Era come
se un animale fosse entrato nella stanza, e l'animale fosse anche
una macchina - se riuscite a immaginare come a volte gli animali simulino le macchine, se riuscite a immaginare
un affascinante
confluenza di aspirazione e progettazione. Non avrei mai pensato
che avrebbe potuto essere pi sexy, ma lo era. Se fosse stato
un killer, non avrei saputo se correre o restare e venire uccisa -
non avrei voluto perdermi un istante con lui.
Se  triste riflettere sull'illegittimit di quella particolare impressione,
cio che lui fosse capace di uccidere,  pertinente, credo,
alla storia del mio fallimento. Perch, in realt, non ho mai
conosciuto nessuno che avesse una simile venerazione per la santit
del corpo e l'indipendenza dello spirito.  facile parlare in
favore della libert e della forza, ma  faticoso vivere una vita di
parsimonia emotiva e di reticenza fisica come faceva Rourke. La
sua capacit di procurare danni autentici lo obbligava a condurre
un'esistenza piena di cautele. La cosa buffa era che quello che
faceva sentire le persone pi minacciate e ferite era la sua equilibrata
padronanza di s e il suo rifiuto di parlare in modo ambiguo.
Io lo so perch niente mi ha mai fatta sentire pi minacciata
e ferita della moderazione del suo cuore.
Mi sembrava che il mio bisogno fosse lampante; mi sembrava
sbagliato essere l. Prima ancora che arrivasse al tavolo, volevo
andarmene. Ricordai a me stessa che non ero abbastanza intelligente
n abbastanza carina. Che avevo le occhiaie e la pelle
pallida come l'argilla per le ceramiche. Che non avevo un bel taglio
di capelli come Lee o un bel trucco di Saks come Anna o gli
orecchini d'oro a cerchio come Lorraine. Sicuramente tutti si
erano accorti del mio taglio da cinque dollari. Cinque dollari perch,
dal parrucchiere di Astor Place, Dominique mi faceva pagare
il prezzo degli uomini dato che quasi non avevo capelli.
Probabilmente potevano immaginare che sotto i vestiti la mia biancheria
aveva perso la sua elasticit e che in tasca avevo tutto quello
che possedevo - un assegno di lavoro per la scuola di sessanta
dollari. Rourke doveva aver riconosciuto in me il patetico
handicap che ero. Questa era la mia sensazione. A volte una sensazione
 tutto quello che hai.
Ehi, ehi, c' il baro!, disse Joey, alzandosi per primo per
salutarlo.
Le donne si precipitarono da Rourke e gli uomini si alzarono,
e arrivarono anche i camerieri, radunandoglisi intorno. Lui li salut
tutti, poi guard nella mia direzione, e annu, sorridendo,
dicendo piano: Ciao.
Io dissi ciao e, dopo, tutto and lentamente. Ricordo il contorcersi
delle mie scarpe sul pavimento.
Chris strizz Rourke per le spalle. Sei pronto o no? Guarda
un po!"
Si sta allenando per combattere con me, disse Joey.
Pagherei un sacco di soldi per vederlo, disse Mark sarcastico,
allungando la mano e stringendola a Rourke. Harrison, ricordi
il mio amico Brett?
Felice di rivederti, farfugli Brett con un profluvio di rispetto.
Rourke strinse mani e si spost verso Rob. I due si abbracciarono.
Il braccio di Rourke si strinse sulla schiena di Rob, e il suo
viso si chin verso la spalla di Rob, con gli occhi neri che fendevano
lo spazio.
Rob gli diede delle pacche cordiali. Come stai, amico?
Bene. E tu?
Rob si tir indietro e la sua testa si inclin con modestia.
La solita vecchia merda.
Ah s?
 un sacco di tempo, cazzo, disse Rob, scuotendo la testa.
Rourke annu, dicendo: Mai passato cos tanto tempo.
Ho seguito le cose, disse Rob. Sai, ho tenuto sotto controllo la situazione.
Rourke prese la sedia davanti a me. Lo so, disse. Jimmy me
lo dice sempre. E mia madre dice che passi tutte le settimane.
Grazie.
Quando arriv il cibo, Joey propose un brindisi, sollevando
seriamente e cerimoniosamente la sua aragosta. Sembrava l'ostensione
di un'offerta, come una specie di decima o di dono religioso.
Benvenuto a casa, Harrison, prossimo campione dei pesi
massimi leggeri di...
Del quartiere, disse Rourke, e tutti risero.
Gli altri fecero brindisi in suo onore a turno, e l'aragosta se ne
stava l sospesa, orizzontale nell'aria, afflosciandosi all'ingi alle
due estremit. Rourke reag ai complimenti come se stesse facendo
fronte a uno spazio che si stava restringendo sempre di pi. I
suoi amici non sembravano accorgersi del suo disagio. Una verit
della vita  che  pi semplice vivere un'esistenza di seconda
mano che un'esistenza libera. Lo avevano scelto perch lui era
andato via e loro no, e naturalmente questo avrebbe gettato discredito
su di loro a meno che lui non avesse dimostrato un talento
particolare.
Mi guard. Io distolsi lo sguardo. Malgrado l'attenzione di
Rourke - la sua voce che quasi supplicava le mie orecchie, la tenerezza
che gli vedevo negli occhi - non potevo comportarmi secondo
come mi sentivo. Anche se desideravo rassicurarlo su quello
che gi sapeva, che nulla era cambiato, che meno faceva pi
lo amavo, la mia testa annaspava. Avevo la sensazione dolorosa
che stavo per affrontare un altro scontro, un'altra perdita. Non
avrei potuto sopportare un'altra perdita.
Rob cominci a parlare del giorno di San Patrizio a Montauk,
del giorno in cui io e lui ci eravamo conosciuti. Evie scende da
una Ducati rossa guidata da questa grossa bionda e se ne va come
se non conoscesse neanche la donna. Passa il casco a un tizio
con un piede equino, e due cani enormi cominciano a seguirla.
Pastori tedeschi. E in sottofondo stanno suonando quell'affare,
la fisarmonica, quella che suonano i pompieri. Come si chiama
quell'affare? Cristo, ho un vuoto. Dai, forza, aiutatemi.
Lorraine infil il bastoncino per girare il suo drink come se
avesse un lavoro da fare, cio perforare il fondo del bicchiere.
La cornamusa.
Ecco, disse Rob. La cornamusa. Ho pensato: Questa ragazza
 diversa. Molto diversa. Vero, Harrison?
Rourke annu una volta: Molto diversa.
Dopo cena, decisero di fermarsi a mangiare il dessert in una pasticceria
elegante. Al parcheggio ci furono i soliti tentativi di capire
chi sarebbe salito su quale macchina. Lee, Mark, Brett e
Chris andarono nella nuova Saab di Mark perch Chris stava
pensando di comprarne una. Joey e Anna salirono con Rourke
sulla GTO perch c'era un rumore tipo tunk sul retro quando si
accelerava a fondo che Joey era quasi certo si potesse eliminare
riavviando i cavi del freno a mano. Rob non mi lasci scelta.
Disse solo: Forza, sali con noi sulla Cougar. Cos almeno avr
una scusa, nel caso Lorraine si faccia venire delle idee.
Ci sedemmo tutti e tre davanti, con Lorraine al centro. Continuava
a mettersi la crema sulle mani. Appena si assorbiva, lei
ricominciava. Rob stava cantando.
Youre just too good to be true. Can't take my eyes offof you.
Youd be like Heaven to touch. I want to hold you so much.
[Sei troppo bella per essere vera. Non riesco a staccarti gli occhi di
dosso.
Sarebbe come toccare il paradiso. Voglio tantissimo stringerti.]
Mentre Rob cantava, Lorraine guardava nel vuoto oltre il parabrezza.
Immaginai che Rob non aveva voluto che andassi in
macchina con Rourke perch Rourke non voleva venire in macchina
con me.
Ci dovemmo fermare a casa di Rob per far uscire il cane. Rob
era l'unico in grado di portarlo fuori perch era un dobermann
che aveva salvato da una stazione di servizio. Salvato significava
rubato, ma Rob non aveva problemi con questo, dato che il cane
era stato maltrattato e lo stronzo di merda gli doveva dei soldi.
L'idea che Rob dovesse precipitarsi a casa un paio di volte al
giorno per far uscire il cane era buffa. Stava sempre scappando
per andare a occuparsi di una cosa urgente e non meglio identificata
- ritirare il dolce per la comunione di suo nipote, vedere
la fine di una partita della Little League con un ragazzino problematico,
accompagnare sua nonna dal parrucchiere, spalare la
neve a casa di un vicino, andare a fare un deposito in banca per
conto di suo padre.
Quando arrivammo al locale dei dessert, avevo perso ogni
senso dell'orientamento. Mentre i ragazzi andavano al bancone
a scegliere le paste, mi sedetti con le donne a giocare con le bustine
di zucchero.
Rourke era appoggiato al bancone del bar con il suo bomber
di cotone blu notte, e stava raccontando una storia sul golf. Lo
capii perch a un certo punto aveva simulato una battuta di golf,
lanciando in aria il braccio e sventolando la mano all'orizzonte
come per salutare una comitiva immaginaria davanti a s. I capelli
gli sfioravano il volto. Con una mano se li mise a posto, poi
disse qualcosa per far ridere tutti. Guardarlo era provare di nuovo
quello che avevo provato esclusivamente con lui - sentirmi
donna, femminile e fragile, leggera e innamorata. Mi ricordai
che con Jack avevo sempre avuto la sensazione che fossimo intrinsecamente
la stessa cosa, e anche se c'era un riparo in questo,
c'era anche una perdita dell'individualit. Con Rourke
sperimentai l'opposizione, come il semplice riflesso di un ginocchio
in seguito a un urto - legittimo e spontaneo e completamente al
di l del tuo controllo.
Mark venne al tavolo per primo, a dire buonanotte. Noi ce
ne andiamo prima del dessert, ci disse mentre distribuiva baci.
Lui e Brett avevano preso entrambi un doppio espresso al bar,
disse, ed erano pronti a schizzare di nuovo nella Grande Mela.
Dovevano lavorare la mattina dopo.
Quando si chin verso il mio orecchio, mi sussurr: Perch
non ti fai accompagnare a casa da noi?.
Anche se mi sentii in imbarazzo per la familiarit con lui, sapevo
che non era giusto. Ricordai a me stessa che era stato generoso.
Io ero stata chiara, ma anche lui era stato chiaro. Non era
impossibile che mi fossi fatta un'idea sbagliata della situazione e,
cos facendo, che avessi fuorviato lui. Mi capitava spesso di farmi
delle idee sbagliate.
Mi allontanai, dicendo: Buonanotte.
Mark venne pi vicino. Mi prese la mano e ci mise dei soldi.
Quaranta dollari. New York  lontana per tornare a piedi, mi
avvert. Poi si gir e attravers la nostra piccola folla come un
sindaco, sorridendo e stringendo mani. Era possibile che Mark
sapesse qualcosa che io non sapevo? Capiva qualcosa che io non
capivo? Forse Rourke era rimasto l in piedi per tutto il tempo a
dire di me: Ma che cos'ha?
Scalciai via la sedia, afferrai il cappotto e cominciai a corrergli
dietro. Ma prima che arrivassi alla porta che si stava chiudendo,
Rob usc con aria indifferente e mi ferm, dicendo: Dove
vai, Contessa? Qui siamo nel Jersey . C' una sensazione, ancora
vivida in me, di Rob che mi stringe e mi spinge dolcemente
lontano dalla porta, conducendo e muovendosi come un competente
compagno di ballo, e consegnandomi nel porto delle
braccia di Rourke.
E poi la bocca di Rourke alla base del collo, la bocca che
avevo aspettato, come la prova dell'esistenza di Dio. Ci baciammo,
delicatamente - il primo bacio nuovo, e mi meravigliai del suo
sapore, con un retrogusto leggero di mandorla. Dovetti allungarmi
per raggiungerlo, e lui dovette chinarsi, sollevandomi un po'.
Hai ricevuto la mia lettera?, mi chiese.
S, l'ho ricevuta.
E ore dopo nella macchina, di nuovo fuori da casa di Rob, noi
due stretti forte al calore e alla vitalit dell'altro. Era quasi l'alba,
ricordo che guard l'orologio.
Devo essere a Rahway, disse, alla prigione, tra un'ora. Rob
ti riporter in citt. Va bene?
S, dissi. Va bene.
Mi attrasse pi vicina a s. Venerd mattina ho finito. A che
ora hai l'ultima lezione questa settimana?
Gioved pomeriggio.
Ti va di partire per qualche giorno?
Mi piacerebbe, dissi.
Ti chiamo presto, appena ho finito. Rourke mi baci su
tutti e due gli occhi, e ricordo che pensai: Sembra felice. Volevo
essere felice anch'io. Ci baciammo ancora una volta prima che io
partissi con Rob, e fu una cosa bella, come essere di nuovo a casa,
o comunque nel posto pi vicino possibile.
L'Ear Bar  a Spring Street, e quando arrivai quel gioved sera
erano tutti l. Tutti tranne Mark; la sua assenza era lampante.
Rob era vicino alla porta, con Eddie M., Lorraine e l'amica di
Lorraine, Tracy Hollis, un'igienista dentale. L'elastica profusione
di superalcolici si allungava come una cintura intorno a loro.
Una delle mani di Eddie M. era appoggiata a coppa sulla base
del culo di Tracy. Lo credo che lo chiamavano bastardo. Mi domandai
di sua moglie, Karen, se fosse da sua madre. Karen era
sempre da sua madre. Non l'avevo mai conosciuta. Io neanche,
amava dire Rob, tranne quella volta al matrimonio.
Rob mi baci distrattamente, senza interrompere la sua storia.
Era strano da parte sua. Stava criticando Lorraine - qualcosa
di spregiativo sul bowling. Prima di tutto, ha preso la sua palla
personale, una roba di design. Se la solleva sopra la testa, guardate,
cos, ma non riesce a infilare le dita fino in fondo ai buchi
per via delle unghie - quindi la palla non  troppo stabile - e comincia
a puntare verso i birilli. E io sto l seduto e penso: Se
qualcuno solo starnutisce, lei si spezza la schiena.
Rourke era a met del bar, accaldato e inclinato in avanti sullo sgabello. Indossava un maglione. Sembrava triste e abbattuto.
Sembrava esattamente quello che non era - un pugile irlandese
alcolizzato. Era terribile vederlo cos. Guardai di nuovo Rob, che
rimaneva energicamente occupato. Non guardava neanche per
controllare. Normalmente guardava sempre per controllare.
Mi avvicinai a Rourke lentamente. Lui mi guard avvicinarmi,
portandosi la bottiglia di birra alla bocca, abbassando la testa,
ingoiando forte.
Disse: Ehi.
Dissi: Ehi.
Com' andata all'universit?, chiese. Riuscivo a malapena a
sentirlo.
Dissi che era andata bene.
Che lezioni avevi?, chiese.
Sociologia. Disegno dal vivo.
Disegno, giusto. Hai detto che disegni tetti. I suoi occhi mi
ispezionarono il viso. Ne hai qualcuno con te?
Dissi di no, che non me li ero portati.
Ah. Peccato. Rourke sembrava aspettare, o prepararsi. Ho
parlato con Black Jack oggi - ti ho raccontato di Black Jack?
No, dissi.
Uno dei detenuti con cui ho lavorato questa settimana. Un
ex pugile. Ce ne sono un paio l dentro. Faceva contrabbando
d'armi nel Jersey negli anni Cinquanta. Rourke biascicava
quando parlava, e si sforzava di trovare le parole giuste. Si  preso la
colpa di un omicidio che non ha commesso. Cos mi ha detto.
Un poliziotto a cavallo. Nessun testimone. Rourke mi guard,
e poi guard oltre. E dentro da ventisei anni. Sua moglie si  risposata.
Lui non ha mai visto suo figlio.
Era una strana storia da raccontare. Era come se mi stesse
consegnando qualcosa di importante, come se ci fosse qualcosa
di pi che voleva dirmi. Immagino che avrei dovuto chiedergli
di pi, ma, come succedeva spesso, il momento in cui lui si apriva
coincideva esattamente con il momento in cui io decidevo di
difendermene. Mi ero accontentata cos a lungo della sua opacit
che in realt la preferivo. Mi fidavo di pi.
Scusa se non ti ho potuto chiamare prima, disse. Hai avuto
il messaggio, vero?
Aveva lasciato un messaggio alla reception della casa dello studente
dicendo che non poteva venirmi a prendere come stabilito,
ma che lo avrei visto quella sera all'Ear Bar. Avevo ricevuto il
suo messaggio per un pelo. Stavo aspettando la sua telefonata in
camera quando invece aveva chiamato Juanita, la guardia.
Il bar era freddo; mi strinsi nella felpa. Rourke fece un fischio
a Rob, facendogli segno di chiudere la porta d'ingresso, poi mi
prese le mani tra le sue. Mi ricordai che al liceo la sera dopo lo
spettacolo, a casa di Dan Lewis, aveva fatto la stessa cosa.
Il barista arriv con due shottini. Ecco a te, Harrison. Te li
manda Rob. Uno  per la tua fidanzata, disse, alludendo a me.
Rourke allung la mano per prendere lo shottino e me lo offr,
ma declinai. Ne vuot uno, poi l'altro. Sto festeggiando,
dichiar. Ho accettato un lavoro - un lavoro normale.
Non capii. Quando? Quando non era la domanda giusta.
Dove?
A ovest. Colorado Springs, disse. Devo allenare. Altri pugili.
La sua mascella sinistra ebbe un fremito.
Niente pi incontri?
Niente pi incontri. Poca roba. Un paio di impegni gi presi.
Poi ho finito."
Il Colorado sembrava lontano, pi lontano dell'ultimo posto
in cui era andato. La Florida. Rourke mi fece pensare a che grande
paese  l'America. Puoi davvero perderti l fuori. Allenare altri
pugili. Non mi piacque il suono che faceva questa frase. Non
mi presi la briga di dirgli che ero contenta per lui; non avrebbe
voluto che mentissi. Quello che sentivo principalmente era un
dolore remissivo e toccante, come quando vedi un uccello che
vola lontanissimo nel cielo o una minuscola processione che passa
nella pioggia.
Insomma, non potr allontanarmi questo weekend. Devo
partire sabato mattina prestissimo, alle cinque. Venne avanti,
con la testa che batteva sulla mia. Con il collo che si allungava,
le labbra che toccavano leggermente le mie, una volta, due. Non
prenderesti in considerazione l'idea di farti un giro attraversando
il paese con me, vero?
Ricordo che il suo alito ubriaco era caldo sul mio collo, e l'odore
fragrante dell'alcol unito al suo odore mi faceva girare la testa.
Ricordo di aver ascoltato una cosa e sentito un'altra, come
quando ascolti una conchiglia e senti il mare. C'era un ovvio rimorso,
ma c'erano anche cose inesprimibili: ambizione, forse, e
perfino crudelt. Mi sentiva anche lui? Sentiva che non mi sarei
mai potuta rimettere ad aspettarlo, non sarei mai potuta diventare
un altro dei suoi fedeli amici, conservati nel tempo, che occupavano
il caro ma abbandonato rifugio della sua giovinezza?
Sentiva che presto sarei andata oltre piuttosto che consentire a
me stessa di venire allineata nel suo cuore alle cose morte?
Se era sincero o no sulla gita in macchina attraverso il paese,
io risposi come se lo fosse, perch in realt avrebbe dovuto esserlo,perch in realt lui voleva esserlo. A volte gli uomini si odiano
per non essere eroi, e hanno bisogno di sapere che possono
essere perdonati. A volte, quando ami qualcuno, devi superare le
sue prove.
Non credo che sarebbe una buona cosa - per me, sai, venire
- non  una buona idea. Immaginai il volo di ritorno da sola,
la vista di questa grande nazione che si muove all'incontrario, da
ovest a est, con me che mi lascio lui alle spalle. Sarebbe stato impossibile.
Lui lo sapeva.  solo che - non sono stata bene.
Rourke mi tir le mani sulle sue gambe e le manipol pensierosamente,
tracciandone le vene. Ero libera di guardarlo -
smascherato, assurdo, goffo e ubriaco, e cos terribilmente dispiaciuto.
Stava piangendo? Pensai che stesse piangendo. Se solo
avessi pensato di chiedergli per cosa, ma ero troppo commossa
dalla pienezza dei miei sentimenti - compassione, furia, desiderio,
tenerezza, paura, amore.
Tu non capisci, biascic, annuendo verso il basso. Tu non
sarai mai quello che sono io. Gli chiesi cosa fosse, e lui disse:
Esattamente quello che vedi davanti a te. Un fallito.
Ti ricordi, mi chiese, come si guida con le marce?
Aveva le gambe divaricate e le ginocchia sfioravano il cruscotto.
Spost la testa indietro sul sedile e chiuse gli occhi. Avviai il
motore, tenendomi dalla mia parte. Essere accanto a lui in quel
momento era come essere lillipuziana, come camminare con la
dovuta cautela vicino a un gigante assopito - dalla sua taglia capivi
che la battuta d'arresto era solo temporanea. Lo riportai in
macchina nel Jersey perch me lo aveva chiesto, perch lo amavo,
perch non mi fidavo di nessun altro. Ricordo la musica alla
radio, la musica come uno spettatore, come se avesse un intelletto,
come se l'apparecchio avesse occhi.
Juliet, when we made love you used to cry
You said I love you like th stars above, i'll love you 'til I die.
[Giulietta, quando facevamo l'amore tu piangevi
Dicevi ti amo come le stelle in cielo, ti amer fino alla morte.]
Un alone ben preciso di luce rosa garofano evidenziava la stanza
all'ultimo piano della sua casa - la prima stanza che avevo notato
la prima volta che ero andata a trovarlo, la stanza di sua madre.
Probabilmente lo stava aspettando. Nel vialetto d'accesso
c'era una Oldsmobile bianca; mi affiancai ad essa. Non dovetti
svegliarlo. Si era riscosso istintivamente per la sensazione delle
strade vicino a casa sua. Per un po' aveva guardato fisso davanti
a s, torvo nella torva intensit dei suoi pensieri, e questo mi
consol, ironicamente.
Lo accompagnai alla porta del suo studio. Raccolsi le chiavi
dall'erba quando lui le fece cadere, e anche se non lo aiutai a svestirsi,
gli sistemai i vestiti sulla sedia. Quando mi voltai, era rannicchiato
come un ragazzo trascurato sul lato sinistro, il che era
strano dato che avevo sempre saputo che dormiva a faccia in su.
Aveva indosso solo la biancheria intima. Che era pi grande di
quando lo avevo visto l'ultima volta era vero, ma il suo peso era
fermo, controllato. Una volta Rob aveva raccontato a me e a
Lorraine che quando Rourke aveva raggiunto il peso giusto per
il combattimento, doveva mantenerlo senza muoversi neanche
di cento grammi. Rob aveva detto: Succhia l'acqua dalla lattuga
e sputa il verde.
Era terribile vederlo ubriaco, vederlo arreso. Viaggiai dolcemente
come un pellegrino sul muro della sua schiena, abbastanza
vicina ma senza toccarlo per reclamare un po' della vita di cui
ero stata privata. Vegliai su di lui per tutta la notte. Mi si poteva
perdonare il fatto di ritrovare i ricordi di Montauk - essere
scottata dal sole, essere innamorata. Passai un'ultima volta in
quelle stanze della memoria, e poi le sigillai come camere chiuse
a chiave dall'interno. Non ci sarei pi tornata. Dissi a me stessa
che forse l'amore pu essere amore indipendentemente dall'assenza
del suo oggetto - e la devozione, la devozione - a patto
che tu voglia esserne prigioniero, e nasconderlo in segreto, come
un parente matto in soffitta. Forse esisteva un modo invisibile di
amarlo, come una frequenza radiofonica. Forse se fossi rimasta
in ascolto di notte, avrei potuto captarla.
Si mosse, alzandosi su un gomito, e bevve dal bicchiere d'acqua
che gli avevo messo vicino al letto. Non fu sorpreso nel vedermi,
una sensazione dolceamara. Era come se avessi violato le
sue notti tanto spesso quanto lui aveva violato le mie. Le sue
braccia mi avvolsero i fianchi e le sue dita scivolarono dentro i
passanti vuoti dei miei jeans, e io gli feci scorrere i polpastrelli
sulla mascella, e lui respir piano, avvicinandosi.
Da dove ero seduta, vedevo la porta del bagno. Una volta ci
eravamo fatti la doccia l, e io avevo pianto, e lui era stato bravo
e non aveva fatto domande. Vicino al bagno c'era un'altra porta
che conduceva a una scala interna, e se avessi salito quella scala
l'avrei trovata, ancora sveglia, a leggere in vestaglia. Le madri che
aspettano sveglie leggono e indossano vestaglie; lo sapevo perch
non avevo mai avuto una madre cos, quindi esisteva perfettamente
nella mia immaginazione. Se fossi andata da lei, sarebbe
stata il tipo che risolve tutto, o forse il tipo che non dice niente
- che ti lascia fare i tuoi errori e spera per il meglio.
Mi domandai quando come uomo Rourke fosse stato messo
alla prova. Dopo la lite per suo padre, quella in cui si era procurato
la sua cicatrice? Mi chiesi se saremmo morti senza rivederci,
o se ci saremmo rivisti e avremmo sorriso in quel modo
un po' imbarazzato degli ex amanti, con tutte le interposte stagioni
di rimpianto che venivano alla luce nei nostri occhi. E se
fossi morta, sarebbe venuto al mio funerale, e chi lo avrebbe
chiamato per informarlo, e avrebbe sofferto - s, avrebbe sofferto;
ma avrebbe saputo che se avessero potuto darmi un solo
giorno, un'ora, un minuto in pi da vivere, avrei accettato solo
se avessi potuto passare quel tempo con lui? Pensai che un bambino
concepito a luglio sarebbe nato ad aprile. Quella sarebbe
stata una coincidenza biologica, essere messi insieme per concepire
e poi ancora per il parto. La gente dice che i bambini
arrivano per un motivo. Se  cos, il nostro era stato portato via per
un motivo?
Mentre guardavo salire il giorno, con ogni increspatura di luce
che arrivava come una goccia a riempire un secchio, lo strinsi,
e mi convinsi che dovevo farmene una ragione. Che strano
che mi sentissi cos meravigliosamente viva proprio mentre mi
preparavo a ritrarmi dai rischi del sentire. Come un animale che
guarda il mirabile mondo dall'ingresso della sua fetida caverna
prima di arrendersi a un sonno volontario, respirai avidamente
come se ogni oncia intrappolata della sua vitalit potesse essere
invitata a sostenermi nell'ibernazione. E venni afferrata da una
sofferenza tutta nuova, una sofferenza d'amore. Sebbene ancora
una volta fosse Rourke a lasciarmi, stavolta sapevo che avrei sopportato
il peso del sacrifcio. Lo stavo consegnando - alla corruzione
dell'anima, all'inclemenza della sopravvivenza.
Dissi: Mark Ross non si arrender.
Rourke rispose: Lo so. Il suo respiro sul mio polso.
Me ne andai mentre dormiva, la cosa peggiore e pi difficile
che abbia mai fatto. Sapevo che se fossi rimasta avrebbe reso tutto
pi difficile. Sapevo anche che andandomene avrei rinunciato
a qualsiasi possibilit di arrivare a qualche forma di comprensione.
All'alba, andai a piedi nella strada principale, poi feci l'autostop
fino all'autostrada, e dopo chiesi di nuovo un passaggio.
Sentendomi sconsolata come mi sentivo, e priva di una destinazione,
avrei potuto viaggiare fin dove la strada mi avesse portato,
ad Albany o a Boston, forse in Canada, ma ricevetti un passaggio
direttamente nel West Village da due tizi che lavoravano insieme,
un uomo polacco e una donna diabetica, migliori amici, dissero,
che mi lasciarono sana e salva all'angolo tra Hudson e Morton.
In un ristorante messicano a Columbus Avenue, Lee e Chris organizzarono
una cena d'addio per Rourke. Lee mi aveva chiamato
quel giorno dal suo ufficio di Wall Street.
All'inizio avevo previsto la cosa per domenica, dato che aveva
detto che voi due sareste andati ad Atlantic City, ma ho appena
scoperto che parte domani. E stata una follia riuscire a organizzare.
Non volevo andarci; eppure non riuscii a tenermi alla larga.
Arrivai puntuale, ma invece di entrare camminai l intorno - a
nord, a ovest, a sud, poi ancora a est, facendo un quadrato di
quindici isolati. Quando salii le scale del ristorante verso la loggia
e mi unii alla festa - c'erano nove persone, compreso Mark
- stavano finendo il dessert; c'erano piatti di flan e gelato fritto
sparsi per tutto il tavolo.
Sei venuta, disse Lee, alzandosi per darmi un bacio. Sono
cos contenta.
Rourke non parl n si mosse per venire a salutarmi. Tutti gli
altri borbottarono ciao ma si agitarono imbarazzati, non sapendo
cosa fare o cosa aspettarsi. Erano perfino pi ignoranti di
quello che succedeva tra Rourke e me di quanto non lo fossimo
noi, e quell'incertezza, mescolata al disappunto di lui, era come
una temperatura criticamente elevata. Come avrebbe detto Rob,
Le cose erano piuttosto imprevedibili.
Lee chiam il cameriere dalla loggia per ordinare un altro
espresso e un'acqua con ghiaccio, e tir fuori una sedia a capotavola,
che io trascinai dalla parte di Rourke, cos non avrei dovuto
vederlo, anche se avrei potuto percepirlo, percepire tutto di
lui. Era nella stanza con me, stavo pensando morbosamente. Presto
non sarebbe stato pi nella stanza con me.
Mark alz il suo caf con leche. Be', buona fortuna, Harrison.
Nessun altro alz il suo bicchiere o la sua tazza perch Harrison
non accett il brindisi di Mark; lo fiss soltanto, poi si alz.
Doveva andare, disse a Lee; voleva passare del tempo con sua
madre. Ci fu uno strusciare di sedie trascinate, ma lui alz le
braccia, dicendo a tutti di stare comodi, e dando a Lee un rapido
bacio prima di uscire.
Ricordo che non avrei voluto nient'altro che alzarmi e andarmene
con lui, per scusarmi di averlo lasciato quella mattina, per
capire quello che andava capito, per andare a conoscere sua madre,
per aiutarlo a fare le valigie, per avere un arrivederci privato,
e quel momento di tutti i momenti  il pi fastidiosamente
vivido per me; fu l'ultimo bisogno onesto che sperimentai per
anni. In un batter d'occhio, se n'era andato. Sapevo che non lo
avrei mai pi rivisto.
Chris pag il conto, e finimmo in silenzio. Tutti loro si alzarono
e presero le giacche. Mark ringrazi Lee e Chris.
Rob sollev il mio pullover dalla spalliera della sedia. Disse:
Andiamo. Ti do un passaggio.
Gli dissi di no.
Forza, disse tetro. Prendo la Holland. Taglio direttamente
per Ninth Avenue, prendo Bleecker Street all'angolo con laTenth,
ti lascio l, e poi mi butto a ovest per la Seventh all'incrocio con
Ninth Street. Bum, bum, bum.
Sarei stata bene.
Rob avvicin la sedia, poi diede un'occhiata al di sopra della
sua spalla verso gli altri. Guardami.
I miei occhi guardarono i suoi, a muso duro.
Una volta fatto questo, disse, non c' ritorno.
Non c' gi ritorno.
Ti va di fare due passi?, chiese Mark mentre le auto si allontanavano.
Grazie, dissi. Casa sembra proprio come...
Agitai un braccio.
Come casa, disse Mark. Non dire altro.
La notte era magnifica, cose che capitano, e la violammo dolcemente,
passeggiando in su da una parte di Columbus Avenue
e in gi dall'altra, guardando le vetrine dei negozi.
Sembri una stella del cinema italiana, disse rivolto al nostro
riflesso. Con il pullover sulle spalle e soltanto il primo bottone
allacciato.
Cercai di ricordare se avessi mai raccontato a Mark che Marilyn
e pap mi avevano paragonato a Monica Vitti. Ma d'altra
parte, era proprio da Mark farti pensare che si era procurato il
tuo dossier.
Girammo a est sulla 76th Street e ci dirigemmo verso Central
Park. Salii su un muretto basso e allungai la mano verso la sua
spalla mentre camminavo. Mentre mi aiutava a scendere, scivolai
lungo il fusto delle sue braccia.
Come un angelo disse appena sceso.
Caduto, vuoi dire.
No, disse. Non intendevo quello.
Guid il mio viso all'indietro e mi baci, e glielo permisi perch
le mie labbra meritavano labbra che desideravano essere baciate
e il mio corpo era un corpo meritevole che desiderava essere
toccato e perch c' un momento in qualunque vita in cui tocchi
il punto pi basso possibile. In quel momento non sei tu ma
il mostro di te stesso, una creatura che si avvicina furtivamente
ai chiostri della tua stessa disperazione. Il mostro ti spinge ad
avanzare - vieni, vieni - e cos tu vai. In realt, ti senti meglio l
dentro, dissennato e incauto, capace e libero. Senti di aver raggiunto
l'altra sponda, che hai attraversato il dolore, anche se ti
sei soltanto arreso ad esso. E sei fortunato se non hai una pistola.
Perch se avessi una pistola ti spareresti.
Io abito qui. Siamo a Beresford su Central Park West. In
realt, sono i miei genitori che abitano qui. Mi scort attraverso
la serie di porte di fronte all'American Museum of Natural
History.
L'appartamento dei Ross era maestoso e sublime, la quintessenza
di un appartamento newyorkese anteguerra. Se mai Manhattan
potesse essere annusata e versata, assumerebbe la forma di
un appartamento come quello. La differenza tra
quell'appartamento e la casa nell'East Hampton era clamorosa - le pareti a intonaco,
i dettagli originali, l'infilata di stanze eleganti collegate
da corridoi dai soffitti alti. Un pianoforte a coda Steinway era
collocato vicino a una schiera di finestre che davano sul parco. I
miei pensieri si rivolsero a Jack. Mi domandai dove fosse e quanto
lo avessi danneggiato per catapultarlo cos lontano. Vidi i
quadri - un de Kooning, uno Stella, un Diebenkorn, parecchie
incisioni di Picasso. Mark aveva acquistato il Diebenkorn in una
galleria in California, mi disse, e lo aveva regalato ai suoi genitori
per il loro venticinquesimo anniversario di matrimonio. Nelle
camere da letto c'erano litografie di Mir, un disegno a carboncino
della O'Keeffe, una serie di fotografie di Stieglitz.
Vetrinette bianche torreggiavano dal pavimento al soffitto
nella zona della cucina principale, ma c'erano anche vetrinette
all'ingresso, che era una specie di dispensa. Il pavimento era rivestito
da quelle classiche piastrelle quadrate bianche e nere, e vicino
alla stanza della cameriera una porta con la serratura di sicurezza
conduceva a un ascensore di servizio. La spazzatura veniva
messa l; mani invisibili la recuperavano.
Mark rovist nel frigorifero. Non hai mangiato stasera. Ti
preparo qualcosa.
Quando il bollitore fischi, Mark trasfer l'acqua bollente per
il t in una bellissima teiera di porcellana. Era turchese chiaro
con oche in volo dipinte a mano, fogliame d'oro e bordature
d'oro. Mi mostr i timbri neri sul fondo di ogni coppia di tazza
e piattino. Il servizio era giapponese, dell'inizio del secolo.
Nippon, disse, riferendosi al marchio di fabbrica. Significa
semplicemente Giappone e si riferisce al paese d'origine. Negli
anni Venti, le leggi doganali degli Stati Uniti cambiarono e richiesero
che venisse scritto: Made in Japan, che non suona bene
come Nippori, no?
Sull'orologio della cucina erano quasi le tre e mezzo. Mark e
io avevamo camminato per ore. Rourke aveva finito di fare le
valigie. Era solo nel suo appartamento, a pensare a me. Solo
un giorno fa, ero l anch'io.
Dove sono i tuoi genitori?, chiesi a Mark, scacciando il pensiero
di Rourke. C'era il profumo di semi del pane di segale che
si stava tostando.
A Milano, disse. In vacanza. Poi saliranno a Montecarlo
per giocare un po', e poi andranno dritti a Cannes, passando per
Nizza, per il festival del cinema.
Mi dispiaceva averglielo chiesto; adesso tutto faceva pi male.
Forza, disse. Ti faccio vedere la casa. Lasciammo sul tavolo i piatti che avrebbe pulito qualcun altro e presto stavamo attraversando
i corridoi. Era strano ma riuscivo a vedere noi stessi
che ci spostavamo. Passammo davanti a una stanza che aveva sedili
alle finestre e lunghi vasi di fiori - viole del pensiero. Esitai;
era cos carino l.
La stanza di Alicia.
L'ex camera di Mark era proprio in fondo. Era pi piccola e
pi buia di quella della sorella, ma pi bella. C'erano librerie di
ciliegio costruite ad hoc e uno scrittoio con alzata a scomparsa di
ciliegio e cose appese come fotografie, gagliardetti, diplomi
- Collegiate, Ucla, Harvard. La stanza era come una di quelle tasche
nascoste per le monete nei tuoi Levi's, il posto perfetto se ti
capita di avere la cosa perfetta da infilarci.
Mi resi conto che Mark mi aveva portata l invece che nel suo
nuovo appartamento perch esisteva una possibilit che avrei
declinato l'invito. La visita a casa dei suoi genitori sembrava accidentale
ed edificante, e non mi importava di essere l; in realt,
mi sentivo al sicuro, introvabile, come in fondo alla coda di
un serpente.
Sembrava che Mark avesse sempre ragione - comunque, il
suo istinto aveva ragione e la fortuna era dalla sua parte, e queste
sono caratteristiche eccellenti in un uomo quando non ne
riesci a trovare nessun'altra.
Sul bordo del letto, mi baci di nuovo e mi sbotton la camicetta
lentamente, metodicamente. Era di cotone, color pelle
di daino con i bottoni di madreperla - ce l'ho ancora. Poi Mark
abbass le spalline del mio reggiseno, tirando gi il merletto con
il pollice.
Sto sognando?, mormor a se stesso. Questo dev'essere un
sogno.
Non mi presi la briga di fermarlo. Non mi presi la briga di dire
di no, perch presto sarebbe sorto il sole, perch mi aveva accompagnata
nel labirinto della notte, perch ce l'aveva messa
tutta per tanto tempo, e aveva aspettato - un anno intero.
Rourke non era un dio, n un re - era un solitario, un uomo
solitario. Non avevo motivo di aspettarlo. Se fosse stato vero che
Rourke mi voleva, forse era anche vero che aveva bisogno di rinunciare
a me. Forse il suo sacrifcio lo aiutava ad andare avanti;
ci sono uomini cos, uomini che hanno bisogno della perdita
per esentarli, che non si sentono consacrati senza penalit.
In ogni caso, aveva davvero importanza, giorni da sola o giorni
con Mark, quando i suoi occhi avevano visto gli occhi di
Rourke e i miei occhi e gli sguardi tra di loro? Quando il suo
odio per Rourke era cos vitale che lo spingeva a volermi? Quelle
furono le cose che dissi a me stessa.
Mark che mi baciava il collo, con le mani che mi scivolavano
sulla vita e sulle mutandine. Quando segu la linea sotto l'elastico
della mia biancheria intima con un dito, le sue labbra si aprirono
e trattenne il respiro. Mi pilot all'indietro sul letto e mi
tolse il resto dei vestiti, ma non si tolse i suoi - per molto tempo
non si tolse i suoi. Procedette molto lentamente, fissandomi
per tutto il tempo. Io non osavo muovermi. Avevo letto da qualche
parte che il potere considera ingratitudine il contorcersi delle
sue vittime. Non volevo che pensasse che ero ingrata.
Quando butt i miei jeans sul pavimento, ci fu un rumore di
monete che rotolano. I miei soldi, che erano caduti fuori.
Mi disse di non preoccuparmi. Ho tutti i soldi di cui avrai
mai bisogno.


Capitolo 43.

Incontro Rob in un garage. Lo seguo nel retro, dove c' odore di
diesel incubato e benzina essiccata - al sicuro, un mondo di uomini.
Sotto una delle macchine c' Rourke. Rotola fuori. E molto tempo
che non lo vedo. Voglio toccargli il viso, ma non riesco a raggiungerlo.
Rob mi dice di provarci, perci ci provo, e quando lo faccio,
lo sento, la sua pelle, e le cose cominciano a crescere - la luce e
il calore e il mio senso di me, che cresce dal basso verso l'alto, come
le piante.
Rourke e io siamo in una stanza. E illuminata a giorno senza finestre;
la porta  socchiusa. Lui  chino sopra una valigia. Essere vicino
a lui sembra una cosa provvisoria o di prova, come essere riuniti
con qualcuno che  morto. Come se il tempo fosse segnato.
Mi bacia, dicendo che torner tra qualche ora. Aspetter, anche
se so che non torner. Non ha intenzione di essere bugiardo. Semplicemente
non sa quello che so io.
Mark  arrivato, e la stanza che Rourke e io condividevamo 
nell'appartamento di Mark. Qualcuno ti ha chiamato, dice Mark.
Un tizio che ti chiamava per nome - Eveline, Eveline. Dalla camera
da letto, dice Mark. Forza, vacci.
Sotto le coperte c' una sagoma. E Rourke? Vado sotto le coperte.
 buio; lui  nudo. Mi tira indietro i capelli dalla faccia. Siamo
sdraiati, vicini e staccati, conosciuti e sconosciuti.
Tesoro, dice. Mi sei mancata, tesoro.
Ho addosso una sottoveste con i bottoni. Lui la sbottona, in maniera
esperta. Una mano mi tiene ferma mentre l'altra... Adesso lui
 dentro di me. Lo sento. Siamo sdraiati sul fianco, quasi immobili.Trovo la sua cadenza. Mi sforzo di essere un organo
per lui, cieco, privo di intelligenza, collegato.  vero, possibile che sia vero, che
 tornato?
Mi dispiace, dico. Per avere dubitato di te. Ti amo. Gli dico che
lo amo.
S, dice lui, cominciando a spingere pi forte adesso. Ti amo
anch'io.
E io - i miei occhi - si chiudono strizzandosi, non si apriranno,
sanno che non devono aprirsi. La vista di Mark mi ucciderebbe. Mi
uccide.
Prima che Mark si alzi prendo dei soldi dal com e vado a ritirare
la Bmw in garage. Devo vedere Rob in chiesa.  la sua parrocchia
di famiglia, dove va ogni domenica alle nove, vicino alla casa
dei suoi genitori, a Rumson. Conosco questa abitudine perch
ci sono stata qualche volta, due volte a Pasqua, una volta alla vigilia
di Natale e una volta alla comunione di Charlie. Charlie  il
nipote e figlioccio di Rob, il figlio di Anna e Joey. Avrei chiamato
per dire che sto andando, ma non volevo correre il rischio che
Mark mi sentisse e si svegliasse. Quando sono tornata a casa dopo
essere stata da Pinky's ieri sera con Rob, Mark era fuori e non
 tornato a casa se non dopo che io ero andata a letto.
Aspetto sui gradini della chiesa nella pioggerellina e ascolto la
fine della messa. Il prete sta parlando del Dono. Dice che il Dono
 la capacit di vivere nel presente, che  qualcosa che Dio
possiede e che Lucifero vuole. Non sono sicura di questo, del
Dono. I preti hanno un modo di procedere per deduzioni, trascurando
poi di spiegarsi. Credo che voglia suggerire il fatto che
Dio - o la bont nella gente - viene soddisfatto dai regali di ogni
momento normale, e che Lucifero - o la malvagit nella gente -
 ossessionato dalle cose illusorie ed elusive che sono davanti e
dietro di noi - come i sogni e i rimpianti.
Rob esce con entrambe le signore Cirillo, sua madre e sua
nonna da parte di suo padre. Per combinazione, hanno anche lo
stesso nome di battesimo - Fortuna. Lui apre i loro ombrelli pieghevoli,
prima uno, poi l'altro. Le donne si appoggiano a lui sui
gomiti, cos quando cammina deve allungare il collo al di sopra
dell'arco di stoffa che fanno. Quando mi vede, si ferma sui suoi
passi, si fermano tutti, in fila.
Che  successo?, mi chiede.
Niente.
Stai bene?
Tutto a posto, dico. Sto bene.
Cristo, perch non mi fai venire un maledetto infarto, gi
che ci sei?
Entrambe le donne gli danno uno scapaccione sincronizzato.
Ma che ti prende?, dice sua madre rapidamente, come se questo
succedesse in continuazione. Sei appena uscito dalla chiesa.
Cadr morto stecchito, avverte sua nonna.  successo a mio
cugino. Fa il gesto di un'accetta con la mano. Morto.
Saluto le signore con un bacio. La mamma di Rob  vestita
con uno chemisier blu scuro ripreso sotto il seno con il collo alla
Peter Pan. Nonna Cirillo indossa una vestaglia da casa stirata
con un pullover nero all'uncinetto intorno alle spalle, e con la
mano libera si aggrappa alla borsa, tenendosela stretta, come se
qualcuno potesse strappargliela. Non si ricorda di me, ma va bene
perch non si ricorda mai niente tranne oscuri particolari del
suo passato, come la taglia delle scarpe di sorelle morte e il prezzo
dei pomodori nella drogheria che la famiglia gestiva sulla
First Avenue.
Sei bagnata fradicia, Eveline, dice la signora Cirillo tirando
fuori un fazzoletto dalla manica e asciugandomi il viso. Come
mai non sei venuta dentro? Si rivolge a Rob. Come mai non 
venuta dentro?
Rob si guarda intorno. Come sei arrivata qui?
Indico la Bmw.
Quale, la 3.0Cs? Di chi  quella macchina?
L'ha comprata Mark. Per me. Solo che non lo dico. Dico: Di
Mark.
Quella  una bella macchina. Non mi ha mai detto di quella
macchina. Rob scuote la testa con nauseata incredulit. Seguimi
fino a casa. Mio padre sta preparando il pranzo.
Da Vinny-O hanno aggiunto una parete parziale per creare una
zona per la cena. A parte quello, il posto  com'era quattro anni
fa, tranne per un'insegna che dice siamo al completo e un poster
della Heimlich Maneuver, la manovra da fare quando qualcuno
si sta strozzando.
Ti piacciono quelle insegne, eh?, dice Rob. Tutto quello
che gli serve adesso  uno chef e una cucina. Un paio di clienti.
Qualcosa da mangiare. Forse un men.
Si comporta come se il ristorante fosse suo, come se fosse tornato
al tavolo della sala da pranzo dei suoi genitori. Si appoggia
al bar, afferra il telefono e fa qualche telefonata. Ha un cerotto
sulla mano destra che non aveva la sera prima, quando eravamo
da Pinky's. Si tocca il cerotto mentre parla al telefono, dicendo
qualcosa di complicato a qualcuno su una scommessa di 100 a
80, cos lui ha rilanciato a 200, ed ecco fatto, quindi si  ritrovato
sotto di 8.200, e giura che trover il resto la prossima settimana
perch ha una cosa grossa in ballo, ma proprio grossa, e
puoi averne una fetta se vuoi.
Gli faccio segno di darmi dei soldi per giocare al flipper che
simula il bowling. Si mette il telefono tra il collo e la spalla, si
infila nella tasca davanti la mano buona e mi d una manciata di
monete. Attraverso la stanza e lascio cadere un quarto di dollaro
nella fessura. Non hanno migliorato il design del gioco dagli anni
Sessanta. Il ragazzo cartone animato indossa pantaloni a met
polpaccio con il risvolto di sei centimetri, e la ragazza cartone
animato ha i capelli cotonati, il cerchietto e una cintura sottile
come uno spaghetto intorno alla vita del vestito. Sembrano
spensierati. Faccio sfrecciare sibilando il disco. Me lo porto al ventre
e lo lancio. Bii-boo. Che sfortuna! Uno split!
Non ci hai messo abbastanza forza, dice Rob, avvicinandomisi
da dietro. Ci riesci con l'altezza. Prova ancora. Mi solleva.
Trascino il disco all'estrema sinistra e lo lancio in diagonale a
destra dove scivola sotto un birillo, tocca due punti dell'angolo
e rimbalza a sinistra, scivolando e fermandosi proprio sotto il secondo
birillo - Chik-ching! Bravissimi! Uno spare!
Bel colpo, dice, abbassandomi lentamente.
Al nostro tavolo accatasto i quarti di dollaro avanzati davanti
a Rob. Ne fa saltare uno e lo fa ruotare sul tavolo. Il suo sguardo
si perde nella moneta che gira. Non gli hai detto niente ieri
sera, eh?
Dormivo quando lui  arrivato a casa.
Lo sa dove sei adesso?, mi chiede Rob.
Faccio segno di no con la testa.
Sta' attenta, mi avverte Rob. Sta sclerando.
Rob, dico, a volte quando noi - quando lui e io - a volte
nel sonno - mi sbaglio e penso che Mark sia Rourke.
Rob sbatte la moneta sul tavolo. Alza lo sguardo. Mark lo sa?
Penso di s, dico.
Rob annuisce. Alla luce i suoi occhi nocciola sono verdi. La
maggior parte dei giorni sembrano tappi. Dai, dice. Andiamo
a fare un giro in macchina.
Quando usciamo, spalanca la porta d'ingresso e la tiene aperta
per lasciarmi passare, dimenticando la mano infortunata.
Merda, dice, scuotendola. Gli chiedo cosa sia successo e dice:
Niente di affascinante. Stavo mangiando delle noccioline salate
da una lattina.
A Spring Lake la gente ha il Dono. Lavano le auto, potano le siepi
e c' questa sensazione che il peggio  finito, che nel mondo
non sta succedendo niente oltre a te e alla minuscola scheggia
d'azione nelle tue immediate vicinanze. Superiamo dei ragazzini
che si lanciano la palla per la strada e Rob rallenta. Ehi, chi ti
ha insegnato a tenere la mazza?, chiede a un ragazzino. Il venditore
di aspirapolvere?
Mentre ci avviciniamo a casa di Rourke, ho la sensazione di
tornare a casa dopo una guerra o un lungo soggiorno in un istituto
psichiatrico.  tutto come prima - i rododendri catawba, il
tremolio del vialetto d'accesso d'asfalto, il verde violento del tubo
di gomma in giardino. Mi chiedo se il fatto che tutto appaia
uguale non sia peggio che se tutto apparisse diverso, dato che naturalmente
niente  uguale; sono passati tre anni dall'ultima
mattina che sono stata qui, la mattina che ho lasciato Rourke e
ho fatto l'autostop per tornare a New York.
Una figura con i pantaloni di cotone beige e la camicia jeans
si inginocchia nel giardino davanti, e al suono gutturale della
macchina di Rob la donna si volta e socchiude gli occhi. Mi domando
se pensava che fosse Rourke. Quando si alza non  n alta
n bassa - come me, no, un po' pi alta.
Rob gira e imbocca il vialetto d'accesso; esita prima di spegnere
il motore. Ascolta, dice, c' una cosa che devi sapere. Ci
sar un combattimento.
Che genere di combattimento?
Quello del ritorno, con quote molto alte. Un combattimento
in cui Harrison fa a pezzi qualcuno e noi facciamo un sacco
di soldi. Rob gira la chiave. Onestamente, mi trovo in una situazione
un po' del cavolo. Ho chiesto al tuo fidanzato l di prestarmi
un po' di soldi, ma niente da fare. Nel frattempo, il margine
mi sta ammazzando. Lo sai cos', no?
S, dico. Gli interessi per l'allibratore. E penso: Il ritorno
di Rourke.
Esatto, dice. Te lo avrei detto, solo che Mark mi ha detto
di non dire niente. E finch non vi ho visti da Pinky ieri sera,
non ero sicuro in che rapporti foste.
Quando sar?
Appena riesco a organizzarlo, dice mentre spegne il motore.
Sta' attenta. Fa un gesto con la testa indicando la figura che si
avvicina sull'erba. Lei  abbastanza suscettibile quando si parla
di combattimenti.
Non parler mica di combattimenti con me - no?
Difficile a dirsi. Si china per aprire lo sportello. Ha delle
percezioni extrasensoriali, tipo. E strana. Fa il giro per venire
dalla mia parte e mi aiuta a scendere, poi mi mette un braccio
intorno alle spalle. Pronta?
I nostri passi battono sul mattonato a reticolo. C' il shhht-
shhht-shhht di un impianto di irrigazione a pioggia e lo stock di
una palla. E ancora, uccelli. Forse gli stessi uccelli dell'altra volta
che sono venuta. Kate una volta aveva un fringuello africano
che visse per cinque anni, ma quello non  il tipo giusto di uccello.
Strano pensare all'uccello di Kate, ma non a Kate.
Rob la saluta. Lei gli offre la guancia. Lui la bacia. Questa 
Eveline. Evie, questa  la signora Rourke.
Si sfila i guanti da giardinaggio e mi tende la mano. Eveline.
Piacere di conoscerla.
Il suo sorriso, i suoi capelli, i suoi occhi -  davvero molto
difficile. Mi mordo la pelle inferiore del labbro, dentro la bocca dove
nessuno mi pu vedere. Come suo figlio, lei proietta un'aura
di radiosa salute. Il suo modo di parlare  leggermente aristocratico.
Ha sposato qualcuno di condizione inferiore, credo - si 
sposata per amore. Rourke ha quel tipo di bellezza, quella che irradiano
le persone innamorate.
Come stanno i tuoi genitori, Rob?, si informa.
Si stanno alla gola, quindi significa che stanno bene.
 vero. Sar quando smetteranno di esaminarsi al microscopio
che dovrai preoccuparti, dice con distacco regale.
Rob allunga la mano per prendere una sigaretta, poi richiama
la mano all'ordine. Non l'ho mai visto cos nervoso, tranne
quella volta con zio Tudi. Senta, signora R., devo prendere alcune
cose dal seminterrato.
Fai pure, dice. Quando hai finito, vorrei che portassi gi
alcuni scatoloni dalla soffitta. Sono accatastati sotto la finestra
che d sulla strada. Si rivolge a me. Sto dando via tutto. Rimarresti
sconvolta vedendo quello che si accumula in una vita.
Una vita, la rimprovera Rob. Dall'aspetto, sembra che lei
ne abbia almeno altre due da vivere, signora Rourke.
Attento con i complimenti, Rob.  probabile che mi insospettisca.
Eveline e io saremo dentro. Raggiungici quando hai
finito.
Rob inciampa mentre indietreggia, quasi cadendo su una fila
di bossi. La scavalca, e mi chiede: Per te va bene?.
Non la picchio mica, Rob, dice la signora Rourke. Te lo
prometto.
La cucina  ariosa e piena di luce.  la cucina di una cuoca,
spaziosa e completamente attrezzata. Sono seduta a un tavolo da
pranzo, e all'angolo alla mia destra c' un tavolo da lavoro, con
una tovaglia di plastica a quadri rossi.  coperto da un assortimento
di libri e manuali di cucina aperti, con segnalibri di carta
sfilacciati. Lei accende il fuoco sotto il bollitore e si mette a
trafficare, prendendo le tazze e i piattini dall'armadietto delle
porcellane e prendendo un bicchiere di birra per Rob. Sebbene
non mi aspettassi di trovare una persona solitaria, mi colpisce
quante cose abbia da fare - la pila di lettere, il telefono che squilla.
Il mondo gira intorno a lei.
Cerco tracce di Rourke. Hanno una somiglianza fisica, ma il
legame tra loro  pi evidente per me nelle sottigliezze dell'ambiente.
Non c' niente di rigido o di sentimentale nell'amore che
questa donna nutre per la vita domestica. Come la mascolinit di
Rourke, la femminilit di sua madre non ne viene smentita. Si
muove troppo velocemente e troppo bene per essere falsa. Come
suo figlio,  brava perch non c' nessun altro migliore di lei. La
casa  incantevole, eppure non sento nessuna cupidigia.  facile
rimanere sedotti dalle case dei Ross, o dalle case dei loro conoscenti,
cominciando a desiderare cose che neanche vuoi, come
delfini di Baccarat e umidificatori per sigari in noce intarsiato.
Qui, invece, mi sento spinta ad aderire alla sua indipendenza di
visione - anche se la conosco appena, non voglio deluderla. Sento
che ha fiducia in me, solo perch mi dedica del tempo. Comincio
a contare i minuti prima di dovermene andare, prima di perdere
la sua influenza. Anche questa  una sensazione familiare.
Questo  sulle torte. Sta parlando dei libri di cucina; ne ha
scritti tre. Ho' infornato e assaggiato tutte le torte che riesci a
immaginare + da quella di mele alla sbriciolata di cotogne a
quella salata con la carne tritata. La signora Rourke appoggia la
schiena al ripiano della cucina, mettendosi davanti a me. I suoi
occhi sono come l'oscurit del cielo tra le stelle. Odio le torte
alle spezie, dice. Anche tu le odi?
Non lo so, dico piano. Non le ho mai assaggiate.
Be', in questo caso, direi che ti trovi nella posizione migliore
per la tua ignoranza.
Penso a Maman. Se mi viene in mente la madre di Kate invece
della mia non  solo perch le volevo pi bene, ma perch ho
un inventario limitato di immagini al quale attingere quando si
parla della questione della cucina. Ma il paragone si estende al di
l del cibo, al di l dell'ammirazione e dello stupore; la signora
Rourke ha raggiunto lo stesso posto vuoto dentro di me che aveva
riempito Maman. Mi fa pensare a quanto sia stata fortunata a
incontrare Maman quando ero una ragazzina. A che bella cosa sia
per una donna con un'abbondanza di risorse imbattersi in una ragazza
con un surplus di mancanza. E, naturalmente, a che brutta
cosa sia stata morire nel bel mezzo di un rapporto del genere.
Sento la mano della signora Rourke sulla mia spalla.
Perch non fai una spedizione nella dispensa mentre io verso
il t? Ci sono delle scatole di latta piene di biscotti, sulla
sinistra. Sto organizzando una festicciola per mia nipote. Nessuno
se ne accorger se ne manca qualcuno.
Ce ne sono tre barattoli pieni; prendo quello con i bambini
che ballano e mi volto per uscire. La porta della dispensa si 
quasi chiusa. Sul retro di essa, vedo dei segni sul legno - un grafico
di crescita, quella di lui. I miei genitori non hanno mai misurato
la mia crescita, neanche una volta, anche se questo ora per
me non significa niente. Adesso vedo solo Rourke, che fa una
metamorfosi verso il basso attraverso gli anni. Mi inginocchio,
toccando ogni tacca, sapendo che lui era l ogni volta che sono
state incise. Alla fine arrivo alla prima, settantaquattro centimetri,
non tanto pi alto del mio ginocchio. Mi sento colpita al
cuore e desolata, come se stessi sfogliando al contrario un album
di fotografie di un figlio che ho dato via, al tempo stesso gelosa
e riconoscente verso la donna che ha tenuto questo semplice studio
su di lui, questa attenta antropologia.
Quest'ultima  del giorno del Ringraziamento del 1978. 
sopra di me, dall'altra parte dello stipite della porta. Attraverso
la stretta apertura vedo che ha in mano la tovaglia rossa stampata.
Un metro e novantadue. Anche se potrebbe anche essere pi
alto, adesso. Ormai si rifiuta di farsi misurare da me.
No, penso, credo che sia esattamente un metro e novantadue.
Vuoi vedere il resto della casa?, mi chiede. Trova nei miei
occhi orribilmente lucidi quello che ha ipotizzato dal momento
in cui ci siamo incontrate. Non distoglie lo sguardo. La maggior
parte della gente distoglie lo sguardo, incapace di sopportare la
vista di lui nei miei occhi.
Dico di s, e andiamo, lasciando il t intatto.
Il giro che mi fa fare non  soltanto un giro dell'infanzia di lui
- dove ha sbattuto la testa, dove ha inciso le sue iniziali, dove ha
fatto i primi passi - ma una specie di valutazione accademica,
come se avessimo un accordo professionale sull'importanza dei
pi oscuri dettagli tecnici della nostra passione condivisa.
Mi porta nella propria camera da letto, quella che ho visto
dalla strada. Una IBM Selectric  poggiata su un tavolo tra librerie
con le ante a vetro zeppe di libri, e c' una sedia di chintz con
una coperta di cachemire piegata su un bracciolo. Ci sono fotografie di Rourke ovunque - lui a testa in gi a due anni; lui che
brandisce una mazza a undici, con i muscoli gi in evidenza; lui
scuro alla spiaggia, adulto, che la abbraccia, vicino a una palma.
Alle Hawaii, dice. Ci siamo andati per Natale una volta.
Quando era ancora alla Ucla.
Ci sono vecchie foto in bianco e nero, quelle quadrate con i
margini smerlati, e foto sbiadite, a colori, di un uomo - suo marito.
C' il ragazzo sul ginocchio di suo padre in verde; i due che
emergono da sott'acqua in una piscina, con la faccia identica; il
neonato infilato nella piega del braccio di suo padre. Le dita di
lei balbettano sopra le foto.
Mio marito e io siamo fuggiti insieme, spiega. Mia madre
si era rifiutata di aiutarci economicamente, anche se ne aveva le
possibilit. Mia nonna mi lasci questa casa, e poco dopo esserci
trasferiti nacque Harrison. Naturalmente mia madre si innamor
del bambino ed ebbe un improvviso ripensamento. Ogni
settimana arrivavano mobili nuovi, o argenteria, o porcellane. I
colleghi di Bill del dipartimento di polizia venivano a trovarci e
lo accusavano di accettare bustarelle.
La seguo fino alla fine del corridoio. La camera di Rourke. Ci
sono trofei, fiocchi e poster di combattimenti all'Olympic Stadium di L.A., al Municipal Stadium di Philadelphia e al Madison
Square Garden - Palomino contro Muniz, Jersey Joe Walcott
contro Rocky Marciano, Ali contro Frazier, e anche quelli
del Criterion - Harrison Rourke contro Little Tommy Lydell,
contro Johnny Amato, contro Piggy Harding, contro Chester
Honey Walker.
A destra c' un com, uno specchio, il detentore della sua immagine.
Non  neutrale; sembra ondularsi. Riesco a vedere
Rourke in piedi davanti a quello specchio in vari stadi nel corso
degli anni, che contempla la gemellarit del s - quello vero e
quello riflesso - che sorge contro l'enigma dell'essere. Penso a lui
a ventiquattro anni, quando ci siamo incontrati la prima volta,
con me che ne avevo appena diciassette, insignificante, esile e
completamente incapace di aiutarlo a comprendere i misteri che
sicuramente stava affrontando.
Lui  nato qui, dice guardando il letto. E un letto doppio,
perfettamente rifatto, come se lei lo aspettasse a casa stasera stessa.
Sulla colonna del letto c' un guantone autografato di Ray
Mancini. Mi siedo e sollevo il guantone, tenendolo in grembo.
Mio marito era un agente investigativo assegnato a Lower
Manhattan, al Primo Distretto. Si precipitava a casa, ma Harrison
stava quasi sempre per uscire. Indica con una breve scrollata
della testa i cimeli. Alcuni di questi appartenevano a Bill. Era
un pugile in Irlanda originariamente, a Belfast. Non so quanto
ne sa lei.
So solo che mor.
Quindici anni fa ad aprile. Abbassa gli occhi, poi li alza. Il
fascino dei suoi occhi  accentuato dalla frangetta nera e dagli zigomi
prominenti. Il resto dei suoi capelli che le arrivano alle
spalle  raccolto sulla testa. Ho dato a Harrison questa stanza
quando  rimasto coinvolto in una rissa con un coltello. Il dottore
disse che combatteva perch aveva bisogno di spazio. Come
se non fosse qualcosa che aveva nelle vene.
Gira per la stanza, sistemando oggetti come se fosse il titolare
di un museo. Dopo la morte di Bill, era come avere un toro
in casa. Mia sorella sugger la recitazione. Per anni feci la spola
accompagnando Harrison a New York avanti e indietro per pubblicit,
audizioni, lezioni. L'idea era che se guadagnava dei soldi
con la sua faccia, avrebbe avuto un incentivo a mantenerla presentabile.
Be', toller la recitazione, ma non smise di combattere.
Divent soltanto pi selettivo.
Mi dice: Facevano scommesse, sa. Lui e Rob fecero una fortuna
quando erano adolescenti, prima che io venissi a saperlo e
minacciassi di farli arrestare. Quelli erano tempi duri. Grazie al
cielo, incontrarono un anziano gentiluomo cinese che insegn
loro le arti marziali e li present a un allenatore del Criterion,
Jimmy Landes.
Annuii. Ho sentito parlare di loro.
Malgrado le mie riserve, Harrison  diventato un bravo pugile.
Non so se suo padre ne sarebbe stato orgoglioso o sarebbe
inorridito. Alza lo sguardo. Lo ha mai visto combattere?
Scuoto la testa.
C' un guizzo, un sorriso, che scompare all'istante. Naturalmente,
tutti volevano che diventasse professionista. Naturalmente,
io volevo che andasse al college, e dato che lo avrebbe voluto
anche suo padre, lui acconsent. I ragazzi vennero accettati alla
Ucla, che era il meglio sotto tutti gli aspetti: sarebbero stati insieme,
Harrison avrebbe potuto portare avanti il suo interesse
per la recitazione, e L.A.  piena di palestre. La signora Rourke
si siede accanto a me sul letto. Rob si laure in economia e prosegu
per prendere un secondo livello di laurea - ha una straordinaria
capacit con i numeri. Harrison si trattenne l, e continu
a recitare e a combattere, soprattutto a combattere. Aveva
intenzione di andare alle Olimpiadi e poi usare quelle credenziali
per trovare dei finanziatori. Lui e Rob volevano aprire un club
sportivo, vari club. Poi per la cosa sfum. Gi prima del boicottaggio
delle Olimpiadi, la cosa sfum.
Quando Rob ottenne il master, volammo tutti in California.
Rob aveva un occhio nero - con un grosso ematoma, chiuso e
gonfio. Era stato fortunato che non gli si fosse spaccato lo zigomo.
Tutti sapevamo che era stato Harrison. Mi sentii malissimo
per i signori Cirillo. C'era tutta la famiglia. I parenti di Fortuna
avevano preso un aereo da Bologna. Presi da parte Rob. Dissi:
Robert, l'occhio. Non si preoccupi, signora Rourke, mi
assicur.  stata tutta colpa mia. Ho detto una cosa stupida. Cosa
mai avrai detto per meritare questo?, chiesi. E lui disse: La
cosa sbagliata. Sa, mi chiedo ancora quale possa essere stata la
cosa sbagliata.
Vers l'acqua che ha bollito di nuovo; lei sistema i biscotti sui
piatti. Rob fa l'ultimo di parecchi viaggi in soffitta. C' il rumore
a mitraglia del battito dei passi. A lei piace il rumore; 
tanto tempo.
Sono contenta che sia venuta, dice. Spero che questa non
sia l'ultima volta. I suoi occhi esaminano il mio volto. Allunga
la mano attraverso il tavolo, toccandomi i capelli. Sono pi
lunghi, adesso. Erano cortissimi.
Mi dispiace, dico. Non capisco.
C' una fotografia che lui tiene sempre con s. Lei era al liceo
quando Harrison gliel'ha scattata, mi ha raccontato. In una
palestra.
Mentre scendiamo le scale della veranda, ci grida di aspettare.
Torna con una lettera per Rourke e chiede a Rob di spedirla.
Rob  pi lontano di me, cos allungo la mano e la prendo.
Ancora arrivederci, dice, afferrandomi le mani. Sento passare
qualcosa tra lei e me: coraggio, fiducia, onest.
Rob suona il clacson due volte, facciamo retromarcia e ce ne
andiamo. Rob accosta la macchina alla prima cassetta della posta.
Questa, no, gli dico. La prossima. Tengo stretta la lettera
- il suo nome, scritto dalla mano di sua madre.
Rob preme l'acceleratore.
Com' morto suo padre?
Rob allunga la mano per tirare gi l'aletta parasole. Dobbiamo
aver girato verso ovest. Il sole, che sta tramontando.
 stato assassinato. Dal fratello di un tizio che aveva ucciso.
Era in servizio; tir un pugno e uccise un tizio. Una pura
combinazione. Una rapina a Chambers Street. Il fratello del ragazzo
venne da Detroit per sistemare la cosa. Rimase ucciso anche lui.
Il compagno di Billy Rourke gli spar. In faccia. Brutta storia.
Un gran casino.
Quanti anni avevate?
Quattordici. Avevamo quattordici anni.


Capitolo 44.

I signori Ross sono a Los Angeles, quindi Mark organizza una
festa improvvisata nel loro appartamento chic con le loro cose
chic - cibo, vino, camerieri. Mark  attento a non chiamarla festa
di fidanzamento-, dopo la serata disastrosa con Rob, ha imparato
la lezione. Continua a chiedermi di scegliere il momento in
cui daremo ai miei la notizia, e io continuo a suggerire di
aspettare finch non li vedremo di persona.
Gli ospiti sembrano dei maiali. Maiali eleganti. Tutti gli occhi
sono morti e tondi su facce che sono antologie di pezzi - denti e
nasi e milioni di capelli asciugati col phon e pettinati, e labbra
che rilasciano opinioni attraverso garbugli di fumo, rivelazioni
oblique di menzioni su Variety e la luminescenza dei diamanti.
Dalla finestra dietro la mia sedia imbottita per la cena, la citt
ribolle, un oceano di catastrofe e possibilit. Una luce rossa
lampeggia come una girandola e batte sulle cime degli alberi di
Central Park; un'ambulanza sta recuperando un corpo e lo affida
alle cure di estranei. Siamo molto in alto, ma non possiamo sfuggire
alla violenza delle strade. Ci basta non vedere - non  la questione
dell'indigenza che ci turba, solo lo spettacolo di essa. Ricordo
a me stessa che le luci rosse sono un segnale. Ogni notte 
la notte peggiore della vita di qualcuno.  facile dimenticarsene.
 ora di girarsi; mi giro. Braccia si congiungono come rami
di una stella che sorge al centro del tavolo. Dita ingioiellate e
polsi ammanettati nell'oro stringono tulipani chiari. La luce delle
candele abita lo champagne, trasformandolo in un caramello
effervescente.
Senti, senti, dicono, e beviamo - a Mark, alla sua promozione,
al suo impegno. Al suo successo.
C' un significato epico nel circolo diritto e imponente che
formiamo, nell'unione di braccia pronte, nei pugni che stringono
il vetro friabile. Un brindisi  un rituale a parte, una partenza
comune, un tipo di preghiera. Usciamo fuori dal tempo perch
lo abbiamo sconfitto. Siamo superiori alle cose di cui parliamo.
Penso ai cavalieri valorosi e ai re coraggiosi, a importanti
imprese dimenticate, a grandi eroi morti e sepolti.
Un secondo brindisi, dice Mark, con la voce che si atteggia
alla tenerezza. A Eveline. Mi indica, loro mi indicano, e mi
chino per aggiustarmi l'abito perfetto, che mi sta alla perfezione.
Nella luna scintillante del mio piatto di porcellana, scopro una
sembianza sbiadita della mia faccia. Attenta a come tengo la testa,
mi raddrizzo per mettermi di fronte al mare degli occhi.
Possa il resto della nostra vita essere felice come lo sono stati
questi tre anni.
Salud, mormorano con gentilezza, anche se non sono gentili.
Per loro, io comincio e finisco con Mark. Lui  la mia origine
e il mio obiettivo. Per loro io non sono pi di quanto appaio.
Fanno qualsiasi cosa per tenermi nella prigione dei loro giudizi.
Sbrigatevi a bere, dice Alicia. Si cena tra venti minuti.
I corpi si dissociano dal tavolo, formando grappoli socievoli.
Aspetto un'apertura, che  come aspettare di essere scelta in una
squadra.
Tre anni, tuona una voce alle mie spalle. La voce appartiene
a Brett. Un sacco di tempo, Eveline. Davvero un sacco di
tempo.
Non sono certa che sia vero. A volte un anno  abbondante e
generoso, turbolento come una burrasca. A volte va piano piano
piano. I minuti possono essere cruciali, i decenni insignificanti,
e potrei dire cos, ma lui ha finito con me. Per lui la mia
reticenza  la prova della mia stupidit. Per Brett sono inutile a
parte il mio aspetto. Esamina la folla sperando che la gente ci
abbia notati. Si sente virile quando  accanto a me, come certa
gente si sente colta quando ha in mano dei libri. Il suo sguardo
torna a posarsi sul mio corpo. Ha gli occhi cattivi, la pelle prematuramente
rugosa e una zazzera di capelli fragili segna il centro
del suo cranio. Ha le unghie curate, e sotto il collo alto di
cachemire ha i seni afflosciati. La proposta che mi sta facendo
con gli occhi  furtiva e semplice - soldi, potere e comodit in
cambio di sesso. Mi domando per quale errore della natura sia
riuscito a sentirsi cos virile. Eppure la sua audacia un peso ce
l'ha. Brett  un uomo d'affari, ricco e famoso. Nessuna opportunit
va lasciata inesplorata, nessun amico  cos caro da non
poterlo tradire.
A me e Brett si uniscono Dara e un uomo che si chiama
Swoosey Schicks, un nome che suona come un ubriaco con le
nacchere. Discutono di buoni del tesoro e del piano missilistico
Star Wars di Reagan, di andare in bicicletta a Bali, e del prezzo
del Rolex ottagonale in oro 14 carati di Brett - 1.950 dollari.
Dall'altra parte della stanza Mark comincia a ballare con Amy,
una rossa che ha fatto un'apparizione in Amadeus. O forse in
Passaggio in India.
Uh-oh, dice Brett, dandomi di gomito. Le cose cominciano
a farsi interessanti.
Mi scuso. Vado in bagno.  l'unico posto in cui nascondersi.
Gli uomini vogliono sapere cosa fanno le donne in bagno. Si nascondono.
Mi siedo sul bordo della vasca.  una vasca newyorkese anteguerra
con gli angoli arrotondati. Non devo fare pip, ma mi alzo
il vestito e mi abbasso le calze fino alle ginocchia comunque.
Il confine  strano, bianco e nero. Tocco ogni parte del confine,
una parte e l'altra, saltando la linea divisoria, con le dita che saltano
- dal nylon alla pelle, dalla pelle al nylon. Dall'elastico del
reggiseno estraggo una piccola penna, e sulla coscia mi disegno
dei fossili, fossili di rosa, che sono resti pietrificati di rose. L'ultima
volta che ho visto pap abbiamo mangiato un gelato e mi
ha dato un articolo di giornale sui fossili di rosa che risalgono a
trentadue milioni di anni fa. Sulla gamba scrivo anche il mio nome.
Mio pap - non lo vedo da tanto tempo. Gelato significa
che era estate.
Dietro la tenda della doccia sopra la vasca c' una finestra alta,
inserita a fondo in un bugigattolo piastrellato rettangolare.
D su una fila di mattoni, che  il palazzo vicino. Fuori c' musica
che arriva da un appartamento adiacente. La canzone risale
a un'epoca in cui la musica diceva chi eri, non come dovevi apparire,
e la vita era come un sogno che sognavi sfrecciando come
se stessi guardando fuori da un veicolo in corsa. Le notti erano
buie allora, nere, come la madre del carbone.
Mi arrampico nella vasca. Spingo i flaconi di shampoo da una
parte del bordo e apro la finestra girando la manovella. Entra un
po' di polvere, un po' di cenere.
Do you say your prayers little darliri,
Do you go to bed at night
Prayiri that tomorrow, everything will be alright?
[Hai detto le tue preghiere, tesorino?
Vai a letto di notte
Pregando che domani sar tutto a posto?]
La canzone si avvolge a spirale nel condotto dell'aria tra gli
edifici prima di uscire attraverso il condotto. Io seguo il suo percorso.
A volte capita di vedere una mongolfiera procedere in
quel modo, ballonzolando a scatti verso il nulla, come un giocattolo
che viene ritirato da Dio.  triste vedere una mongolfiera
che scompare in quel modo; ti rende nostalgico.  come vedere
il bambino che eri un tempo e riconoscere che ne stanno
arrivando altri - che non sei l'ultimo.
Silenzio adesso; non silenzio, ma il pigolio e il rumore delle
voci che si rintanano tra la fessura che divide la porta dal pavimento.
Nel lavandino mi lavo le mani. Dipano una striscia di
carta igienica per asciugare le impronte dei piedi che ho lasciato
in fondo alla vasca. Non  che sono pulita;  che ho tantissimo
tempo da ammazzare.
Quando gli ospiti se ne sono andati, torniamo nel letto della
stanza di quando era piccolo, dove abbiamo fatto sesso la prima
volta. Mi domando se anche l'ultima volta si consumer in questo
letto. Sarebbe bello, che fosse l'ultima volta.
Il corpo di Mark si avvicina al mio. Le sue dita si trascinano
sulla mia pelle come muffole bagnate. Sento che non ho sentimenti,
che non  niente, che  una cosa facile, come una meccanica
sterile. Sono grata che non insista sulla cognizione. Ci sono
certe cose che una ragazza non pu tollerare.
C' un posto in cui andare, un posto al quale nessuno ha accesso
- una barriera. Non so cosa blocchi, ma mi muovo verso
di esso, viaggiando, pi lontano e pi a fondo, per raggiungere
- non lo so, soltanto un luogo.
Stai bene?, mi chiede Mark quando  finito. Me lo chiede
sempre.
Sto bene, dico mentre mi tiro su a sedere, ho solo sete.
Questa non  una bugia. La sete  suprema, come se dentro mi
fossi avvizzita. Sono in piedi davanti al frigorifero dei suoi genitori
e bevo tutto, un contenitore alla volta, spostandomi da destra
a sinistra cos posso tenere il conto di quelli che ho svuotato.
Odio sollevare un contenitore vuoto come se fosse pieno - il
modo in cui le mani ti volano in alto, ingannate.
Alla finestra del salotto mi vedo, bianca per la luce blu della
luna, o blu per la luce bianca della luna. Le mie braccia
sembrano braccia morte, agganciate alle mie spalle da spilli, penzolanti;
rimango a guardare mentre la mia immagine si stacca dalla
mia sagoma ed esce da essa.
La vedo. Si tocca la guancia; il mio braccio rimane appeso. Lei
gira su se stessa, ruotando di un quarto, nonostante io rimanga
ferma. Si mette le mani dietro la schiena e le poggia con leggerezza
sul rilievo sotto di essa. Conosco questa ragazza, penso. Forse
 quella che ero io un tempo. E determinata. Anch'io ero determinata.
Vorrei parlare, dire qualcosa. Ma le cose che sono leggibili ai
sensi sono spesso prigioniere del linguaggio, come la sensazione
di lontananza frastornante che hai quando la luce del giorno batte
sul pavimento della cucina, incantandoti nel mezzo di un'improvvisa
sventura, facendoti pensare alla fragilit della vita - e alla
sua bellezza. Oppure la persistenza luccicante di un profumo
che indugia nell'aria, e ti riempie di desiderio mentre lo attraversi.
Non ci sono parole per descrivere cosa significa perdere
qualcuno che ami, o per esprimere cosa sia la sofferenza.
E la solitudine. Dovrei dire qualcosa della solitudine. Il panico,
l'isteria schiacciante che arriva non quando sei senza gli altri,
ma quando sei senza te stessa, alla deriva. Dovrei descrivere la lurida
provincia della mente, il triste distretto interno, il luogo cos
affollato che non riesci a sollevare le palpebre dei tuoi occhi, e
hai il petto livido per il costante assalto del tuo cuore. Voglio trasmettere
il peso della disperazione, la rovina del compromesso.
Abbi coraggio, dovrei dire alla ragazza sul vetro, come i coraggiosi
erano un tempo - pronti a tutto per vivere e per amare. Voglio
che si prepari alla maledizione della perseveranza. Forse non
sa niente della capacit di sopportazione. Non sa che lei durer.
La mia pancia  ancora in attivit per l'orgasmo. Mi chiedo:
lei mi pu vedere? Spero di no. Non voglio che sappia che qui il
sesso  senza amore, che qui io raggiungo un obiettivo, un fine,
come allungare la mano per prendere un anello. Ma no - lei non
vede niente. Indietreggia, scivolando di nuovo nella camera del
mio cuore dove tengo in serbo l'essenza di lei, e di lui. Segretamente
conservo noi, una trapunta frusciante di follia che si dispiega
come le campane di una cappella che suonano a festa e
gradualmente si attutiscono e si allontanano, avviluppandosi,
estendendosi oltre qualsiasi cosa chiunque possa percepire. Non
posso dire che lo amavo - non basterebbe. Posso dire che ho
guardato me stessa morire, e che ho visto le mie labbra formare
il suo nome con il mio ultimo respiro.


Capitolo 45.

Ci sono quelli che cercano di manipolare il destino. E ci sono
quelli che barano per ingannarsi da soli. Sono arenati sulla loro
strada ma vogliono sentirsi diversamente. Vogliono sentire il brivido
della determinazione. Giocano con il caso. Vivono una
realt nella quale il potenziale di ogni singola vincita impallidisce
in confronto al gioco. Questo genere di rischio non  per i
deboli di cuore. Questo  Rob.
Ci sono quelli che non lasciano niente al caso. Non si fanno
sedurre. Brigano e accumulano per gonfiare l'aggregato di quello che sono, e nel frattempo si sforzano di ridurre il mondo a
qualcosa di piccolo, come un sasso da restringere. Il rifiuto di lasciarsi
allettare  uno strumento di controllo, un mezzo per garantirsi
di non essere violati, un mezzo per sfruttare l'affare che
costituiscono. Si tratta di determinare la verit prima che la verit
determini te. Mark.
Ci sono quelli che rischiano di constatare che non hanno
niente, e che non hanno bisogno di niente. Sono aperti alla possibilit
e ciechi al rischio perch sono stati feriti, che  un altro
modo per dire informati. Sono corpi che si muovono nello spazio,
inviolati e impermeabili. Sono pieni, dentro; niente al di l
pu parlare a nome loro. Non chiedono alcuna convalida; sono
padroni di se stessi. Questo  Rourke. E un tempo, anch'io.
Non so se la vita sia prestabilita. Forse  meglio concepirla
come una serie di corridoi, che diventano pi ampi o pi stretti,
a seconda di quanto sei ricettivo al caso. Il trucco  trovarsi
sempre sulla cresta del destino, sviluppare la capacit di reagire.
Mai restare bloccati in pensieri piccoli, lenti, nel pensiero che
ogni singolo stato  una finalit; altrimenti la vita diventa stagnante
- i corridoi si restringono. Questo  un abuso del dono
della mobilit.
Quando persi Rourke, chiusi la porta al caso. Non rischiai pi
niente. Abbandonai il tavolo da gioco. Una volta che te ne sei
andato, non vieni invitato a rientrare. Devi farti strada con la seduzione,
con la forza.
Sembro una puttana. Mentre vado downtown tutti mi fissano
per come sono vestita. A casa mi sono provata parecchie mise,
ma indipendentemente da quello che sceglievo, sembravo una
puttana. Il problema  che non so cosa voglio essere. Non so se
essere la ragazza che ero, quella che prese vita grazie agli occhi di
lui, o l'altra, quella che sono diventata, dimostrazione dell'errore
che ha commesso lasciandomi. Comunque non torner alla
ragazza. Ho paura di tornarci. Per questo sembro una puttana:
vestirmi in questo modo  una specie di armatura.
Salgo quattro rampe di scale di cemento per andare in un loft
a nord di Chinatown, a Lafayette, vicino a Cleveland Place. Su
una bacheca in cima alle scale c' la lista delle lezioni e degli
eventi. Il venerd alle quattro c' il combat Tai Chi della polizia
di New York. L'ospite di oggi  il boxer e allenatore olimpico Harrison
Rourke.
Venticinque tizi sono seduti in cerchio ad ascoltare un cinese
piccolissimo con un accappatoio di tela e i pantaloni larghi - il signor
Xinwu. Il Cinese. La stanza  tappezzata di trofei e stendardi
scritti in cinese. Alla mia destra ci sono citazioni e fotografie
incorniciate di famosi maestri di Tai Chi - Yang Chengfu, Zheng
Maqing, Ben Lo, Wang Shujin. C' un enorme documento in
carta pergamena con un verso di Lao Tsu dal Tao Te Ching.
Chi vince gli altri  potente,
Chi vince se stesso  forte.
Trovo subito Rourke, come una bussola trova il nord. Mi si
stringe la gola. La sua schiena ampia  l in mezzo a tutte le altre
schiene ampie, con la giacca di cotone tesa, spiegazzata sulle
braccia proprio come le altre giacche spiegazzate; eppure io riconoscerei
la sua schiena ovunque.
Corpo  radicato nella terra per potenza chi", spiega il signor
Xinwu mentre mostra gli esercizi - la forza avvolta come un filo di seta, spinta con le mani, economizzare il gong. Radicamento
impedisce a combattente di venire rovesciato. Filo d'erba
non attacca vento o si nasconde da vento. Si abbandona a. vento.
Ha radici. Significato di vento  stesso di buona donna - tiene
uomo dritto in tempo sbilanciato. Tutti ridono, poi lui aggiunge
serio: Radici pi letali di fucile.
Ospite d'onore signor Harrison Rourke  boxer occidentale.
Tai Chi aiuta signor Rourke, continua. Boxer occidentali stare
troppo diritti, un corpo in piedi va gi. Corpo che batte per
terra fare moltissimo male! Tutti ridono di nuovo; ride anche il
signor Xinwu. Obiettivo numero uno per boxer - incorporare
dolore. Boxer deve restare in piedi quando colpito. Tai Chi insegna
signor Rourke ad abbandonarsi - come erba nel vento.
Il signor Xinwu fa un cenno a Rourke, e Rourke si alza per
raggiungerlo. Rourke si posiziona con le gambe aperte parallele
alle spalle, piegandosi sulle ginocchia e abbassando i fianchi. Respira
profondamente, incava il torace, e alza la schiena come il
cappuccio di un cobra. Cerco di immaginarlo mentre si prepara
per un combattimento; seguo le sue azioni come se assistessi a
una metamorfosi. Riesco quasi a vedere lo squamarsi della pelle,
il puntellamento del muscolo sottostante, e sotto, gli organi che
arretrano; le pulsazioni che si fermano, la consistenza del suo
corpo che crolla sulla consistenza del pavimento, cadendo sul
freddo solido della terra. Improvvisamente sembra che Rourke
abbia in mano una palla invisibile.
Il signor Xinwu si riferisce a questo spazio vuoto, chiamandolo
peng. Il peng  energia protettiva, dice, che aiuta a guardarsi
dagli assalti.
Quando Rourke si gira di profilo, mi vede. Non mi guarda,
n distoglie lo sguardo, eppure sento che la sua attenzione si allerta.
Qualcosa mi attraversa, come un brivido. Fisicamente, c'
desiderio, e shock -  passato cos tanto tempo. Immediatamente
dopo arrivano cose portate dalla mente - il peccato del tempo
sprecato, l'ingiustizia dell'accesso perduto, la menzogna malata
che sono, come sono vestita. L'idea di restare sola con lui 
improvvisamente terrorizzante.
Abbandonati per superare, ammonisce Xinwu, con gli occhi
che guizzano nella mia direzione. Piegati per stare dritto.
Senti tuo avversario, chiedi cosa  debole, cosa  forte? Cosa 
solido, cosa  vuoto?
Xinwu si prepara. Anche Rourke si prepara. Inclinano la testa
e il torace cerimoniosamente. Quando mio amico era ragazzo,
faceva lotte di strada, Xinwu racconta esitante mentre cominciano
a combattere in maniera formale. Quando venuto da me,
lui era grande disastro - molto coraggioso, molto mancante abilit.
Rourke lancia un calcio, che Xinwu blocca con incredibile
economia di azione. Io detto: Signor Rourke, tu pensa troppo.
Fa troppo. Agisce quando deve aspettare. Io detto: Tu usa potenza.
Tu deve usare direzione di potenza.
Si separano, muovendosi di nuovo, come sculture scrupolosamente
posizionate e riposizionate. Si fermano, si girano. Si muovono
veloci come il fulmine, e assolutamente lenti.  bello, davvero
- Rourke che torreggia sul suo amico, eppure non  un avversario
degno. Xinwu anticipa ogni mossa successiva come se
riuscisse a leggere l'obiettivo dei muscoli di Rourke.
Recentemente mio amico ritorna - ancora molto coraggioso,
adesso pi capace, ancora grande disastro. Io dico: Signor
Rourke, prima controllare emozione per controllare corpo. Prima
trovare silenzio. Il signor Xinwu attacca e arriva al corpo. Il
corpo di Rourke  forte, fatto come di mattoni; ma comunque
accusa, piegandosi in dentro e in basso, andando elegantemente
a terra. Immagino che vi siano punti morbidi, come perni. Anche
i grattacieli possono crollare.
Rourke si alza e tutti applaudono. Il signor Xinwu annuisce,
scusandolo, e Rourke mi trapassa.
Ci vediamo nell'atrio. Le sue mani localizzano i miei fianchi
come quando si raccoglie un fiore proprio nel punto giusto dello stelo. Mi stacco dal pavimento mentre mi solleva. Il suo viso
 cambiato negli ultimi tre anni. Ci sono rughe infinitesimali e
recessi nei muscoli, come una scrittura in codice che solo io posso
leggere.
Pensavo di averti vista, prima, dice. A Prince Street. Ma
non eri tu. Mi stringe pi forte, poi mi mette gi, facendo un
passo indietro.
Quando sei arrivato?, gli chiedo.
Qualche ora fa.
Non hai ancora visto Rob?
No, dice Rourke. Sono venuto qui direttamente dall'aeroporto.
Lo vedi pi tardi? Voglio sapere quando parleranno, quand'
che Rob gli dir tutto.
S, mi dar un passaggio fino a casa mia.
Il signor Xinwu sta parlando di come sbilanciare un avversario
senza procurargli un danno, di come cercare di sentire amore
per quelle cose che uno spera di proteggere piuttosto che odio
per l'avversario.
Com' all'ovest?
Scrolla le spalle. Non molto diverso da qui. Non ci sei mai
stata?
Annuisco, goffamente, goffa nell'ammettere che sono stata
nella sua particolare parte del mondo senza di lui, e nell'evocare
Mark anche solo implicitamente. Mark e io siamo andati due
volte a sciare ad Aspen.
Gli occhi di Rourke si muovono; il suo peso si sposta. Anche
se non dico altro, l'ho perso. Posso leggere le sue intenzioni prima
che siano manifeste. Sono come il signor Xinwu. Un maestro.
Aiuterebbe Rourke sapere che l'ho cercato dappertutto - in
ogni ristorante, in ogni bar, in ogni strada? Mi sono sforzata
cos tanto di vederlo che qualche volta l'ho visto davvero, solo
che non era lui. Lui aveva appena detto: Pensavo di averti vista.
Non eri tu.
Ci giriamo imbarazzati e guardiamo nella stanza principale,
osservando i poliziotti che si muovono a coppie. Uno di ogni
formazione volta le spalle al muro, e l'altro  di fronte a lui. Ricordate,
sta dicendo Xinwu, scontro  inevitabile. Quelli che
fanno ricorso a violenza non sono ancora padroni di non violenza.
Mantenete controllo. Neutralizzate urti. Unica separazione
tra voi e uomo in galera  controllo. E per polizia, controllo
 obbligo speciale.
Cerco di pensare a qualcosa da dire. Chiedo a Rourke se questo
 quello che insegnava in prigione, quella volta.
Pi o meno, risponde rigido. Pi rispetto. Meno scontro.
Ancora lo fai?
Andare nelle prigioni? Non molto. Xinwu lo fa regolarmente.
E la boxe? Come entra la boxe in questo?
Questo insegna il controllo, risponde Rourke. La boxe esige
controllo.
Al contrario delle risse di strada.
Con gli incontri organizzati c' un peso o una classe condivisi;
con le risse di strada,  uno scontro di intenzioni. Quanto
qualcosa significa per te contro quanto significa per il tuo avversario.
Potresti perdere tutto.
Tutto, s. Una moglie, un figlio, la tua vita.
Be',  meglio che torni dentro, dice.
Credo di - dover - sai, andare anch'io.
La scala  stretta e di un grigio antincendio. Comincio a scendere,
afferrando il corrimano. Lui  l, vicino a me, e si china.
Sopra l'arpa delle sbarre ci baciamo.
Arrivederci, dice con gentilezza. Sono stato contento di
vederti.
Non sono mai stata la vittima della sua cortesia prima. Lui la
lancia come una bomba. Ha i gomiti sulla balaustra. Si piega e
la sua giacca si apre e vedo dentro dove  bello. Non vedo solo
che  bello, sento che  bello. Reagisco alla bellezza. Non riesco
a ricordare l'ultima volta che ho reagito a qualcosa. Ho una
grande posta in gioco. Ho solo qualche secondo. Sto per dire:
Rourke. Ma lui parla per primo.
Di' a Mark che gli faccio le mie congratulazioni, dice togliendosi
l'asciugamano dal collo, scuotendolo di fianco a s e
riavvolgendoselo intorno alle spalle.
La GTO sale su marciapiede sbandando mentre Mark e io usciamo
dal condominio. Si muove accanto a noi, piombando sull'asfalto
come una meteora arenata. Il mio primo pensiero  che
non vedo quella macchina da tantissimo tempo. Vedere quella
macchina  una cosa diversa dal vedere lui. E come se non ci fosse
stata nessuna macchina da allora, come se la sua macchina
fosse l'unica macchina. Era il posto dove tenevi i tuoi vestiti e
sentivi la tua musica e mangiavi e dormivi e facevi sesso; era una
macchina per quando avevi bisogno di muoverti. Da allora
c'erano stati solo veicoli. Il mio secondo pensiero  che Rourke sia
arrabbiato. Rob deve avergli detto tutto mentre andavano in auto
verso la spiaggia. Mi domando se abbia visto sua madre, se lei
gli abbia raccontato della mia visita.
Mark si appoggia al tettuccio, e il piede gli scivola dal marciapiede.
Non lo avevo mai visto inciampare. Harrison! Che
sorpresa. Che ci fai qui?
Rourke dice: Salite.
Grazie, ma ho la macchina proprio l. Mark indica il garage.
E la mia  proprio qui. Rourke si china per spalancare lo
sportello. Salite.
Mark si morde il labbro. Fammi dire al garage di
riparcheggiarla. Attraversa la strada procedendo a balzi - n veloce, n
lento, ma calcolato, come l'aritmetica. Lo uccide lasciarmi davanti
allo sportello della macchina in folle di Rourke, ma deve
fingere almeno di fidarsi che sar ancora l quando torna.
Il braccio di Rourke  appoggiato sul retro del sedile: lo fissa
in tutta la sua lunghezza fin dove sono io. Il mio corpo  bene
in vista attraverso il vestito. Una folata di vento mi colpisce i
fianchi; io le vado incontro, con il vestito che mi si incolla addosso.
Con lui l mi sento come qualcosa che si libra in alto,
qualcosa che  impegnato in un volo. Mi piego per tirare la leva
del sedile, e mi infilo dietro. Quando Mark emerge e attraversa
di nuovo la strada, Rourke semplicemente lo osserva, con gli occhi
da assassino.
Mark chiude lo sportello. Cirillo mi ha detto che sei appena
arrivato dal Colorado. Com' laggi?
 okay, dice Rourke, inserendo la prima.
Quando sei atterrato?, chiede Mark.
Stamattina.
Al semaforo all'angolo, Mark dice: Dove andiamo?.
Rourke gira a sud su Ninth Avenue. Risponde: A fare un giro.
All'Old Town Bar sulla East Eighteenth Street prendiamo un tavolo
- Mark e io con le spalle alla parete e Rourke di fronte a
noi.  come se fossimo a un colloquio di lavoro. Rourke ritrae il
mento nel collo e inclina la testa verso sinistra, e compare una
ragazza come in risposta a un fischio silente.
Prendo una Beck's, dice. Ne porti una anche per lei.
Quando mai hai voluto una birra?, mi chiede Mark, appoggiando
il gomito al tavolo e indicando pigramente la cameriera,
me, la cameriera. In realt prender del vino bianco. Quale vuoi?
Quale di che?, risponde la cameriera.
Vino. Quale vino.
Lei aggrotta le sopracciglia e dice: Il vino della casa!.
Il vino della casa, ripete Mark. E qualcosa che spremete in
cantina? Perch non va a vedere le annate disponibili e torna con
quello che ha trovato?
Non si preoccupi, le dico. Qualunque cosa abbia va bene.
Rourke  solo seduto, quasi in maniera meditativa.
Sa cosa le dico, scatta Mark. Porti la bottiglia pi costosa
che riesce a trovare. E una Stoll. Doppia. Con ghiaccio. Appena
ritorna con le cose da bere, lui le dice: Mi porti un'altra Stoll.
Controllo il suo bicchiere.  vero.  gi vuoto.
Mark si scarica in gola una vodka dopo l'altra, e Patty fa s che
il mio bicchiere di vino sia sempre pieno. Si chiama Patty; lo so
perch glielo ha chiesto Rourke. Ha girato la testa in maniera insinuante
nella portata della propria spalla, proprio come un boa
accarezza la sua massa corporea, e mentre lei si  piegata per
cambiare i bicchieri lui le ha chiesto: Come ti chiami?.
Lei  arrossita, in modo veloce e strano, come un fiore infuso
di colore artificiale. Sotto i suoi capelli neri a ciocche, ha detto
timidamente: Patty.
Sono gelosa di come Rourke la ammira, e di come lei  carina,
lavoratrice e intransigente. Anch'io una volta ero cos, intransigente
all'Heartbreak e prima di allora, intransigente al Lobster
Roll, e carina quando pagavo a modo mio e avevo una volont
di ferro. Una volta ero modesta. Ora sono libera di essere immodesta,
indecente e indiscreta. Appartengo a Mark - alla sua
cerchia e alla sua legione - come un cadetto appartiene all'esercito.
Sono una recluta, un coscritto, uno strumento. Non posso
essere ferita; ho un esercito. Sono anonima e inaccessibile. Come
moltissimi discepoli, sono stata scelta perch i miei bisogni
eccedono la mia ragione. Sono stata scelta perch, a differenza di
Rourke, sono senza carattere.
Mi chiedo quanti bicchieri ho bevuto. Undici, credo.
Rourke dice assolutamente no. Pi tipo tre.
Lui non ha bevuto affatto; Mark non se ne rende neanche
conto. Mark continua a ordinare altri giri, e Rourke continua a
scambiare bottiglie piene di birra con altre bottiglie piene. Lui
che fa l'occhiolino a Patty, e lei che risponde con un sorriso.
Mark vibra colpi alla meglio nell'aria. Allora. Con chi hai -
intenzione di - sai.
Di boxare?, dice Rourke. Con chiunque sia disponibile.
C' un ragazzino del Ghana che  abbastanza in gamba.
Be', sar meglio che lo scopri. Hai solo - cos'hai?
Otto giorni, dice Rourke.
Otto giorni? E stai bevendo birra? Sar meglio che ti impegni.
 passato un bel po' per te. Ho sentito che Tommy Lydell
morde il freno. Che  successo a quello che avevi prima - quello con cui ti allenavi?
Jimmy Landes?  ancora gi in Florida.
Meglio che te ne trovi uno nuovo.
Rourke scuote la testa. Nessuno  come Jimmy. Piuttosto 
meglio da solo.
Be', come mi piace dire, chiunque si pu sostituire.
Non tutti, dice Rourke.
Mark inclina la testa ed esamina la tavola come se stesse facendo
un esame.  estremamente ubriaco. Tira fuori la lingua
mentre parla, facendomi pensare a una pianta carnivora, la Venere
acchiappamosche. Una volta Denny mi ha detto che le acchiappamosche
hanno dei peli in gola che vengono stimolati dal
movimento, per questo mangiano solo cose vive. Il movimento
 importante perch fanno circa sei pasti in tutta la vita. Ci
pensi, aveva detto Denny, sprecarne uno su sei con un ramoscello
o un sasso o qualcos'altro?
Torno subito, dice Mark. Si alza barcollante e traballa tra le
spalle della folla.
Guardo Rourke in esclusiva. E un sacco di tempo che non lo
vedo in esclusiva. Prima, quel giorno, era in una stanza piena di
gente. Uomini. Poliziotti. Prima, quel giorno, non sapeva niente
di Mark, di quello che aveva fatto Mark, di quanto ero caduta
in basso, di quanto ero debole.
 strano, dico. Tu ti senti strano?
Un po'. Le sue parole scivolano come ciottoli sul ghiaccio,
sfuggendo e schizzando via appena cadute. I suoi occhi sono
adamantini, come diamanti neri. Si sporge sul tavolo, e i bicchieri
fanno strada, dividendosi come il mare. C' una canzone
che suona.
With her killer graces and her secret places that no boy can fill.
With her soft French cream standiri in that doorway like a dream.
[Con la sua grazia assassina e i posti segreti che nessun ragazzo pu
riempire.
Con la sua crema francese morbida che  su quella soglia come un
sogno.]
Mi salta addosso, facendo un balzo in avanti, con le mani che mi
abbassano le spalle. Mi fa un po' male al braccio, e faccio un rumore
- Ah - dicendolo con forza, e accidentalmente mi mordo
forte il labbro facendomi uscire il sangue. Ci baciamo, e il
rosso filtra. Lui ha un sapore dolce. Arretra, tre centimetri, meno,
lo spessore della carta.
 cos che baci lui, dice, slealmente, come sono sleale io.
Forse  tutto l'alcol o solo il sapore del sangue unito al profumo
della sua saliva, ma sento qualcosa di animalesco. Mi domando
come sarebbe ucciderlo. Se avessi un coltello in mano,
sarebbe facile usarlo? La sua gola, che diventa flaccida, calda
mentre si accascia su di me come una cosa gargantuesca morente,
come un'incudine che affonda. La sensazione definitiva di virilit,
il passaggio della sua influenza.
Devo andarmene, quindi mi tiro su e mi dirigo verso il bagno.
Il pavimento si solleva sotto di me mentre cammino su un
pantano di verdi e marroni un po' da pub. Mark mi supera in silenzio
nella direzione opposta, senza neanche accorgersi di me.
In bagno decido di vomitare. Alicia dice che  facile, e lo . Il liquore
schizza fuori, plop, plop, e poi un fuoco di fila di plop, e,
okay, mi sento meglio. Mi strofino tovaglioli di carta ghiacciati
sulla faccia e sul collo e mi lavo la bocca con l'acqua.
Al bar chiedo una fettina di limone e resto l in piedi, appoggiata,
a mangiarla. Mark e Rourke stanno brindando; non posso
immaginare a che cosa. Vivere in un mondo con gli uomini 
come essere al centro di un ring con mani che ti fanno girare in
cerchio.  come se ti facessero ruotare, tre quarti da una parte,
una met dall'altra, un giro intero di nuovo dall'altra parte.
Ovunque atterri, c' un altro paio di mani. Agli uomini piace
farti credere che sono pericolosi quando in genere non lo sono.
Come possono essere pericolosi quando ci sono cos tante cose
che vogliono e delle quali non vogliono parlare? Quando vuoi
segretamente una cosa, commetti degli errori.
Ringrazio il barista per il limone.
Me ne d un'altra fettina e dice: Quando vuoi, tesoro.
Non sono un tesoro, non sono mai stata un tesoro, ma  carino
da parte sua chiamarmi cos e ricordarmi che le cose non devono
sempre essere in quel modo. Forse un giorno sar il tesoro
di qualcuno e quel qualcuno mi porter al parco divertimenti
Great Adventure un sabato di giugno e a fare campeggio nel Vermont
e mi comprer delle scarpe da jogging per Natale. Torno
al tavolo e mi domando cosa debba cambiare prima di poter diventare
un tesoro. Qualcosa di grande dovrebbe cambiare, credo.
Rourke parcheggia abbastanza lontano dall'ingresso dell'edificio
in modo che nessuno dei vicini veda Mark, che  svenuto sul sedile
davanti. Rourke esce dalla macchina e mi offre la mano per
aiutarmi a uscire dal sedile dietro. Fa il giro e viene sul marciapiede
con me e si appoggia sul paraurti posteriore, guardando in
silenzio la strada silenziosa. Mi appoggio anch'io, afferrando il
portabagagli per ancorarmi. Sulla faccia di Rourke c' una luce.
Si accende e si attenua. Non so da dove venga la luce. C' il sibilo
dalle fogne sotto di noi; folate di fumo si rintanano tra le
nostre caviglie.
Allora, dico, sabato prossimo. Cerco di parlare senza biascicare;
sento che ci sto provando.
Non risponde. Ha le braccia conserte contro il torace. Guardo
le sue braccia con meraviglia; penso a me dentro il loro cerchio,
a lui dentro di me. Sono anni. Quante donne ci sono state?
Per qualche motivo non riesco a smettere di pensare alla volubile
meccanica del suo sesso, a lui che scopa con altre donne -
anche se immagino che anche con una sola sarebbe abbastanza
tremendo. In realt, una sola sarebbe peggio. Una sola mi d un
indizio di come debba sentirsi lui per Mark.
Be', continuo, con la testa che oscilla un po'. Buona fortuna.
Lui che non si muove. Tu ci sarai.
Io non ci sar.
Tu ci sarai, ripete.
Non credo che io... Agito una mano, finendola l.
Mark non ti permetter di perderti lo spettacolo. Sta scommettendo
che mi far ammazzare.
Carlo esce per aiutare i Morrissey a scaricare i bagagli e i bambini
addormentati dalla macchina. Carlo scruta, si accorge di me
e gesticola; arriver immediatamente.
E se mi rifiuto?
Non ti rifiuterai. Rob ha bisogno di te.
Rob ha bisogno di soldi. Io non ho soldi.
Rourke scrolla le spalle. Tu attiri i soldi.
E tu?
Io? Io attiro la folla. Io combatto e vado a casa. Io sono come
te. Sto aiutando un amico. Non mi importa di chi vince.
I passi di Carlo. Lui che arriva, agitando la mano in segno di
scusa. Insieme lui e Rourke tirano su Mark dal sedile davanti, e
quando si alzano in piedi Mark si affloscia, spalancando le ginocchia
e piegandosi sul torace, come uno spaventapasseri. Lo tengo
io, signore!, dichiara Carlo, e Rourke se la fila, lasciando i due
che se ne vanno strascicando i piedi nell'atrio superilluminato.
Mi giro verso Rourke, incollandomi a lui, afferrandogli la camicia.
Io e lui uno di fronte all'altro, il mio viso vicino al suo torace.
Inspiro. Lo studio. Cerco a tentoni i residui di altre donne
- ricordi di seni, di gambe, gole frementi e labbra gonfie, il loro
odore, il sapore. Dovrei essere in grado di trovare i suoi ricordi,
la catena che formano. Ma quando lo tocco, trovo lo stesso uomo
che ho toccato la prima volta che l'ho toccato, solo che adesso
non c' nessuna apertura. E questo dipende dal fatto che sono
stata io a chiuderla - sono stata io a chiudere lui. Cercando
a tentoni le altre, semplicemente trovo me stessa.
Lui si guarda indietro, irremovibile. Non mi importa. Non
mi importa perdere un po' di grazia quando ai suoi occhi ne ho
cos tanta. Ti sbagli, Harrison, dico, usando il suo vero nome
per la prima volta. A me importa chi vince.
Al mattino Mark rotola gi dal divano. Si mette a parlare immediatamente.
Tutti dicono che  un bene parlare, ma di solito
quelli che lo fanno non sono in una posizione migliore di quelli che non lo fanno.
Che cazzo significava tutta quella storia?, dice sfregandosi
la testa.
Controllo l'orologio. Rourke  sveglio. A pensare, senza parlare.
Adesso  in palestra;  gi andato a correre. Dodici chilometri,
quindici.
Che cazzo di idiota, dice Mark entrando in cucina. A presentarsi
in quel modo.
Malgrado la sbronza, ha un bell'aspetto, come un pezzo d'antiquariato.
Ha cominciato a ingrigire prematuramente, e la nuova
sfumatura color peltro si addice al suo fascino da capitalista
ringhioso. Tutte le donne sarebbero felici di averlo. Fora una lattina
di succo di pomodoro, riempie un bicchiere e lo beve tutto.
Mi scruta dall'apertura incorniciata sopra il ripiano igienico bianco
che separa la cucina dal soggiorno. Il ripiano  spoglio. Mark
non ammette che ci siano delle cose sul ripiano. N frutta, n
carte, n vasi, n scolapiatti. Negli scolapiatti si rifugiano i batteri,
dice. Per questo non ci sono spugnette, solo kleenex di carta.
Nei luoghi pubblici scarica con il gomito e tira gli asciugamani
di carta dal dispenser prima di lavarsi le mani. Uno per girare il
rubinetto, uno per asciugarsi.
Mette il bicchiere nel lavabo e si asciuga la bocca. Confidava
su di te? Ti ha detto che non gli importa di chi vince? Che sta solo
facendo un favore a Rob? Mi si avvicina, girandomi intorno.
Non essere stupida. Non c' un combattimento. C' una truffa,
una frode, un imbroglio. E tutto organizzato. Harrison andr
al tappeto. Ecco perch  venuto ieri sera. Per prepararti. Lo uccider
essere battuto. Ma Rob  troppo nei guai con la gente sbagliata
- deve avere una garanzia. Una sconfitta  l'unico modo
che possa garantire l'introito. Ha chiesto a me i soldi, ma gli ho
detto che non voglio entrarci. Credimi. Mark dice: Io far la
mia parte. Gli riempir il locale. Ma ho una reputazione da
difendere. Ho te a cui pensare. Ecco perch, dopo questo, basta.
Abbiamo finito con questa gente del ghetto. Non possiamo entrare
nel nostro futuro trascinandoci dietro questa merda.
Mark  di fronte a me; siamo faccia a faccia.
Harrison  un animale, afferma Mark, proprio come il suo
padre assassino. Ti ha detto che suo padre era un assassino? Certo
che no. Perch  un bugiardo. Ti ha sempre mentito. Mark
allunga rapidamente una mano, ma io non batto le palpebre. Mi
mette una mano intorno alla nuca e mi stringe tra le sue braccia.
Mi dispiace per te, tesoro, mi dispiace davvero. Ti ha mentito
su tutto.
S, dico. S. Lo capisco adesso.


Capitolo 46.

Il giorno del combattimento mi scopa a sangue, come se sapesse
che  l'ultima volta. Merda, dice Mark quando ha finito,
hai un sapore dolce che resta in bocca.
La Cougar  parcheggiata in doppia fila fuori dai parrucchieri di
Astor Place. Lancio la borsa dal finestrino aperto sul sedile davanti.
Salgo, chiudo lo sportello e Rob parte.
Bel taglio di capelli, mi dice. Mi ricorda i vecchi tempi a
Montauk. Devi dare un'occhiata a questo film francese, All'ultimo
respiro. Jean Seberg interpreta il ruolo di una piccola ragazza
americana con i capelli corti e il taglio di Jean-Paul Belmondo 
proprio corto.
Rimbalza sul sedile mentre guida. E una serata calda e a Rob
piace quando fa caldo. Questo perch  un leone, e i leoni sono
i re del sole, e Napoleone era un leone.
Sul torace di Rob c' un nuovo tatuaggio - all'interno del globo
di un sole verde plancton c' scritto Roi de Soleil. Se lo 
fatto a New Orleans, al Mardi Gras. I tatuaggi del Mardi Gras portano
fortuna. Accendo la radio.
Cisco Kid was a friend of mine. Cisco Kid was a friend of mine.
[Cisco Kid era un mio amico. Cisco Kid era un mio amico.]
La macchina fa una curva larga ed esce da Houston Street imboccando
la Bowery. Fuori dal finestrino i cieli sono di un blu-
nero marmorizzato, come se fossero usciti dalla mitologia. Cieli
che somigliano a quando sta per arrivare una tempesta, solo che
non sta arrivando nessuna tempesta. Cieli che ti fanno venire la
nostalgia di casa, solo che non c' nessuna casa. Quando arriviamo
a Delancey Street, le prostitute battono sul cofano della
macchina. Salutano Rob con la mano. Ehi.
Deve trattarsi di un errore di persona, dice Rob. Davvero,
tesoro, te lo giuro.
Nel vialetto d'accesso dei Cirillo, la sorella di Rob, Christine, dice:
Tutti in piscina.  la legge. Christine lavora al banco degli
orologi da Bloomingdale. Se vuoi un orologio, vai da lei. Ti do
cinque minuti, Evie, mi avverte. Una proroga. Poi ti vengo a
cercare.
La prima volta che sono andata a casa dei genitori di Rob, ho
fatto l'errore di dirigermi verso la porta d'ingresso. Chi sei, mi
ha detto Rob, il postino? Le ultime persone che sono passate di
l sono state dei parenti dall'Italia.
La porta sul retro vicino al barbecue conduce in cucina, e la
stanza  piena di zie e nonne e vicine di casa anziane. Si vedono
le signore attraverso la zanzariera, che si urtano brevemente, come
mosche contro una finestra. Braccia fino al gomito compaiono
per passare vassoi di peperoni e salsicce da friggere.
La signora Cirillo lavora al grill. Nella maggior parte delle famiglie,
Eveline, spiega, mentre fa una smorfia nello smog della
carbonella per girare una fila di costolette, questo  un lavoro
da uomo. Ma quello che succede  che Dom comincia a chiacchierare
e si brucia tutto.
Lo faccio io, Ma. Rob afferra le molle. Forza.
No, Robert, dice, tu occupati della compagnia.
Dalla finestra del bagno al piano di sopra vedo la famiglia raccolta
in una specie di felice confusione insulare che  quasi invidiabile,
ma che forse non pu durare. Christine ha fatto correre
tutti in acqua per fare un idromassaggio, mentre il padre di Rob
si appoggia stancamente alla scala, spruzzando a caso con la
pompa quelli che non ci vanno.
Nell'angolo pi lontano del giardino, Joey indugia per proteggere
sua moglie, Anna, che  seduta di traverso su una sedia
a sdraio a dar da mangiare al bambino, che ha quasi cinque anni
adesso, anche se ancora lo chiamano il bambino, e al loro
figlio pi grande, Charlie. Tutti fanno finta che Rob non sia bravo
e che Joey sia il padre di famiglia, ma  Joey quello per cui si
preoccupano. L'anarchia di Rob ha una correttezza complementare,
ma la rettitudine di Joey  forzata, come se ne fosse annoiato,
come se da un momento all'altro potesse sgarrare. C' un
altro fratello, a L.A., Anthony, il bello. Nessuno nomina Anthony;
non ci sono fotografie - tranne una sepolta in fondo al portafoglio
di Rob.
Direttamente sotto la finestra del bagno c' la veranda sul retro
e il barilotto della birra alla spina, e Rob che riempie caraffe.
Vedo la cima della sua testa. Christine lo schizza. Rob. Vieni
qui. Senza neanche guardare, lui fa un passo da una parte in
modo che l'acqua non possa raggiungerlo, come se conoscesse la
distanza esatta dall'acqua al barilotto.
Scordatelo, lo stuzzica Joey mentre sale la scaletta dietro a
Charlie. Non si far mai vedere da Evie in costume.
Sciocchezze. Rob odia bagnarsi, rimbrotta la signora Cirillo.
L'ha sempre odiato.  come un gatto.
Ai miei tempi un ragazzino non si lasciava mai sfuggire l'acqua,
dice il signor Cirillo. Non  naturale.
Perch dovrei voler avere freddo?, dice Rob.  stato un
lungo inverno. Sto appena ricominciando a scaldarmi.
Quando esco di nuovo, raggiungo il groviglio di corpi, passeggini
e borse ammassati intorno ai tavoli nel vialetto d'accesso.
Il fidanzato dominicano di Christine, Ray Pena, sta distribuendo
bicchieri di birra chiara sul bordo con daiquiri decorati
da ombrellini e signore nude. Rob dice che il piano  fare in modo
che la gente diventi dell'umore per scommettere.
Le scommesse grosse sono gi state fatte, mi ha spiegato prima
Rob mentre venivamo in macchina, ma il bordo ring  decisivo.
Puoi davvero rastrellare un bel po' a bordo ring.
C' Lorraine con un gruppo di ragazze, cugine probabilmente.
Tutti sono o cugini o lavorano al mercato della carne o del
pesce. Tutto quello che si sente : Mangia il pesce -  fresco; mangia
il manzo -  fresco. Lorraine accende una sigaretta da uno di
quegli zampironi contro le zanzare, e la cenere viva colora di rosso
la sua French manicure. Non la vedo da un po'. Ha i capelli
lisci ed  magra. Indossa una camicetta bianca senza maniche e
una gonna nera diritta.
Lorraine sta benissimo, dico a Joey.
S, be', se ne sta andando, dice Joey. Prima Chris DeMarco
le ha trovato quel lavoro alla reception dell'ufficio del procuratore
distrettuale di Newark. In men che non si dica, si iscrive
alla scuola Fordham per studiare legge. Ora  assistente di un avvocato.
Indossa solo gessati, aggiunge, anche nel weekend.
Rob si avvicina per prendere due pina colada. Di chi state
parlando voi due? Di Ironside?"'
Vado a salutarla. Dico: Ehi, Lorraine.
Ehi, Evie. Mi bacia. La bacio anch'io.
Stai benissimo, dico. I capelli e tutto.
Grazie. Anche i tuoi mi piacciono, dice, dando uno sguardo
intorno e anche dietro. Li tocca. Dio, ci sei proprio andata
gi pesante a tagliarli, eh?
S, be'. Sta arrivando l'estate."
Non ci posso credere.  gi estate.
Ho sentito che vai alla Fordham.  fantastico.
S. Sorride. Nell'Upper West Side. Proprio vicino al tuo appartamento
- di Mark, insomma. Ti ho visto una volta, eri dall'altra
parte della strada. Con la sorella di Mark.
Avresti dovuto fermarmi.
Non volevo disturbarti.
Non mi avresti disturbato.
La prossima volta, dice, e annuisce.
S, dico. La prossima volta.
Mark  qui? Si guarda intorno. Non l'ho visto.
Non ancora, credo.
Viene qui, o l?
Non qui. Penso che venga l. O qui o l.
Seratona stasera, dice, voltandosi per essere di fronte a me.
S, immagino di s.
Lo hai mai visto combattere?
Scuoto la testa.
Siediti con me. Nel caso. Lorraine abbassa gli occhi sul suo
tavolo. Ehi, hai mai conosciuto nessuna di queste ragazze?,
chiede. Questa  Anne, Kathy, Allegra, Donna - Donna  mia
cugina. Questa  Evie, dice loro Lorraine. Un'amica di Robbie.
Un'amica mia.
Alle sette, tutti si dirigono verso la strada, spostandosi a gruppetti
di due o tre. Nessuno sale in macchina. Si preparano soltanto
a salire in macchina, sedendosi sul cofano, pulendo le
guantiere. Rob spalanca tutti gli sportelli della Cougar e mette
un otto piste. Poi alza il volume veramente alto.
My cherie amour, lovely as a summer day.
My cherie amour, distant as th Milky Way
[Mia cherie amour, incantevole come una giornata estiva.
Mia cherie amour, distante come la Via Lattea.]
Christine e Ray Pena cominciano a ballare sulla strada, e tutti
cominciano a ballare, perfino i signori Cirillo. Quando Christine
balla, i suoi capelli bagnati per via della piscina ondeggiano,
e tutti i ragazzini vengono a vedere. Nel vicinato, lei  quella da
emulare. E spavalda nella sua contentezza, e si vede che ha accettato
le piccole circostanze di una piccola vita. Come con un
prete che in realt ha vissuto un po', c' un'intelligenza pericolosa
nelle sue limitate aspirazioni che rende il suo comportamento
particolarmente degno di osservazione.
Rob mi prende il braccio e mi trascina vicino a s; balliamo
anche noi.  bello d'estate ballare sulle strade della citt, il limite
della strada e l'apertura del cielo, con il calore che ti sale su
dalle scarpe leggere.
Youre th only girl my heart beats for.
How I wish that you were mine.
[Tu sei l'unica ragazza per la quale mi batte il cuore.
Quanto vorrei che fossi mia.]
Tre auto percorrono sdrucciolando la strada in una processione
a luci accese, e il ballo finisce. C' di nuovo una conversione verso
il contagio schiacciante del tempo reale - gente che si separa,
vestiti e capelli che vengono sistemati. La madre di Rob si avvicina
al finestrino posteriore oscurato della prima macchina.
In ritardo come al solito, Tudi. E tutto ghiacciato.
Zio Tudi scende a fatica per baciarla, e al di sopra della spalla
di lei, attraverso i cerchi neri come l'inchiostro dei suoi occhiali
da sole mastodontici, osserva me tra le braccia di Rob.
Dice a Rob: Sei pronto ad andare?.
Rob dice: S, io sono pronto. Tu sei pronto?.
S, io sono pronto. Sono pronto da un pezzo?
Che vuol dire che sei pronto da un pezzo?, Rob mi lascia andare.
Stiamo tutti aspettando te
Vuoi startene l impalato tutta la sera a discutere di minuzie?,
gli chiede Tudi.
Merda, no. Andiamo.
Va bene, allora, andiamo.
Quello che sento in quel momento  una partenza, un'accensione,
una sensazione che quello che sta succedendo appartiene
a quello che lo ha preceduto meno che a quello che ancora deve
accadere. Rob mi scarica a Lorraine, che  da qualche parte dietro
di me, e mi chiama per nome. Sembra che chiami un bambino
da una finestra aperta: dolce, lontano - Eveline. La Lincoln
azzurro polvere di Ray Pena si avvicina prontamente, come se
fosse stata l vicino ad aspettare in folle, e Rob e Joey salgono.
Partono, e quando svoltano a destra alla fine della strada, vedo
l'avambraccio di Rob che pende fuori dal finestrino, sbattendo
sull'intelaiatura dello sportello. Ha un'aria bellicosa, e ho un
senso di nausea allo stomaco. Non  normale per lui rivelarsi.
Christine, Lorraine e io arriviamo in un auditorium da qualche
parte sulla costa del Jersey, un edificio decrepito con una facciata
imponente e sbiadita come quella di un ex cinematografo. Sta
arrivando un sacco di gente. La vista di questa gente che si precipita
per entrare  anarchica - ignari, opportunisti, correndo
tutti insieme da tutte le parti, come ratti che si scaraventano nei
cassonetti della spazzatura. Passiamo l davanti due volte cercando
un parcheggio.
Un chiosco della biglietteria vuoto al centro dell'ingresso 
pieno di cimeli incorniciati degli anni Cinquanta e Sessanta di
interpreti come Sammy Kaye a Point Pleasant e Fred Waring a
Ocean Grove. Christine si ferma per guardarsi allo specchio e
applicarsi il rossetto.  incredibile quanto somigli a Rob. La sua
mancanza di vergogna  in un certo senso matura e protesa in
avanti. Mentre la maggior parte di noi indugia reticente sulla soglia
dell'adattamento, lei  gi oltre e dall'altra parte, e sopravvive
benissimo.
Mi d una pacca sui fianchi. Non essere cos cupa, ragazzina.
Sar finita prima di quanto credi.
Attraverso una serie di doppie porte che conducono nell'arena
principale, attraverso la congestione della folla, vedo il bagliore
del combattimento preliminare. Questa  la prima cosa che
noto, la postazione del bagliore, che  la postazione del ring. Le
ragazze si intrufolano verso destra. Io le seguo.
Mark  al centro dell'auditorium, circondato dalla gente. Ci
sono tutti quelli che conosce - Richard, il suo capo, e la fidanzata
di Richard, Mia; Brett; Anselm; Miles e Paige; Jonathan e
Alicia; Marguerite, la sua amica avvocato maniaca dello shopping;
Dara; quel tizio che si chiama Swoosey Schicks; cugini e
colleghi e gente del lavoro che non ho mai conosciuto. Capisco
che sono del lavoro dalle penne che hanno nel taschino.
Scusa, non ce l'ho fatta a venire a casa dei genitori di Rob,
dice Mark, strappandomi a Lorraine, aiutandomi a scendere
lungo il corridoio e dandomi un bacio. Guidavo il convoglio.
Dodici macchine!
Mi passa a Jonathan e Alicia. Alicia mi prende la mano, strizzandola
forte. Lorraine  circa tre metri dietro di me. Sorride prima
di avviarsi in un'altra direzione, come a dire: Scusa, ma cosa devo
fare? Non dovrebbe dispiacersi. Ci sono abituata. Tutti fanno
quello che dice Mark. Tutti credono nella supremazia dei soldi.
Il primo combattimento  quasi finito. Per prepararmi, penso
a tutte le volte che ho visto Rourke in mostra - in un campo,
in palestra, in un teatro, in classe. Ricordo a me stessa che niente
di tutto quello che ho visto finora  stato un caso. L'ho visto
per essere preparata.
Ti dicono che c' un modo per disegnare gli alberi. Un albero non
dovrebbe essere un pugno in un occhio, spogliato dell'obliquit.
Un albero dovrebbe esprimere contorno, nucleo, crevasse. Un albero
dovrebbe sollevarsi dalla carta. Per rendere il contorno, devi
disegnargli dietro, davanti e sotto. Per rendere il nucleo, devi immaginare
il centro. Il centro non  il punto morto tra due margini,
o la mediana geografica di qualche oggetto che ti capita di vedere,
ma l'anima della O, il cuore della vastit, l'ombelico, l'ordine
essenziale della natura di una cosa, l'interno immobile dal quale
origina l'esterno mobile. Per rendere le sue cicatrici, vai alla ricerca
della sorte dell'albero. Concepisci l'albero per intero. Ogni
albero cresce in alto e in basso e all'esterno con un'equivalenza di
energia. Se guardi, troverai un trionfo di direzione - perpendicolarit
e pendenza, spinta e trasversalit, convessit e intaccatura.
Un albero si innalza con grandeur quando non trova ostacoli; si
mette nettamente di sghembo per prevalere sull'avversit; si ispessisce
in maniera incrementale, guadagnando circonferenza con gli
anni; preme con forza nel letto della terra con i suoi artigli. Come
un bambino, ferisce a sua volta come reazione alla crudelt e
all'impedimento. Come un santo, sospinge verso la luce.
In ogni albero c' un impianto di morbidezza sotto l'armatura,
un rifugio di velluto, una parte inferiore, un tempio dove si
mormora dolcemente in cui  immagazzinato il potenziale. Sotto,
perch c' verit e bellezza in quello che  rifiutato dalla vista.
Sotto, perch in ogni re c' un ragazzo.
Antonio Vargas ha una pelle da zingaro e i capelli neri raccolti
all'indietro. Sembra il tipo che  buono con i ragazzini, i parenti
che stanno invecchiando e le ragazze che lo amano. Alla fine
dei conti, Tommy Lydell si  tirato indietro all'ultimo minuto.
Quando Mark ha ricevuto l'informazione per telefono, ha dato
un calcio al tavolino da caff e lo ha rotto. Dopo che Mark ha
ascoltato i dati statistici di Vargas - ventidue anni, ottantasei
chili, un metro e ottantacinque, 25-3 con venti k.o., mancino
- si  sentito abbastanza rassicurato da inginocchiarsi per valutare
il danno. La gamba si era spezzata, quindi lo ha fatto portare gi
in cantina da Manny.
Vuole che lo incolli?, gli ha chiesto Manny, appoggiandosi
alla porta con il tavolo. Sembrava che tenesse un labrador morto
contro il torace, con le gambe fuori. Ho il morsetto!
Buttalo via, dice Mark. Ne comprer uno nuovo.
Rourke sta colpendo con dei doppi diretti corti, e sta facendo
indietreggiare Vargas per tutto il ring con grazia rilassata e
scattante, con i piedi che toccano a malapena la tela. Combatte
facilmente, come se niente fosse. Non ho la sensazione che ho
spesso vedendolo in pubblico, quando c' ma non c', e trascende
in qualche modo la sua stessa prestazione. Dalla prima campana,
quando  arrivato al centro, ha guardato Vargas, ha sollevato
le mani e ha cominciato a combattere. Vargas  sembrato
colto di sorpresa dalla sua mancanza di formalit. Io so come si
 sentito. Io so cos' essere completamente impreparati a un essere
cos istintivo. Io so cos' affrontarlo in quel modo, quando
 solo te che vede.
Nel quarto round, Rourke infligge a Vargas una combinazione
sgradevole - un destro alla mascella, seguito da un fluido uppercut
sinistro, sempre alla mascella, poi un destro pulito proprio
in faccia nella rientranza tra naso e zigomo, e c' un gridare,
come un ruggito, come un treno che sfreccia da una galleria.
E una campana. E un ritirarsi agli angoli. Tengo gli occhi su
Vargas, guardandolo malgrado il sangue. Il naso versa una striscia
color ambra da una narice. La protezione per la bocca gli  scivolata
fuori, e l'acqua gli scende sulla faccia e dal torace perch
l'uomo all'angolo gli sta strizzando addosso una spugna. Gli
mette il ghiaccio sulla guancia, e l'uomo dei tagli gli controlla gli
occhi. La sua testa si piega all'indietro e la gente gli parla, dandogli
sguaiato incoraggiamento.
Rob appare dall'altra parte rispetto a dove siamo noi, dalla
parte di Vargas, a circa tre metri dall'angolo, e parla con il fratello
di Vargas. Credo che sia il fratello, dalla somiglianza. La
faccia di Rob galleggia a livello del tappeto. Mi sorprende vederlo
l, anche se immagino che non abbia importanza dove si
trovi Rob. Gli uomini sul ring e fuori dal ring sono gli stessi: c'
un'equivalenza tra le due parti. Il signor Xinwu parlava di rispetto
tra gli avversari, e io sinceramente non sento animosit
contro Vargas. Quello che sento soprattutto  curiosit. Il letto
in cui dorme, la configurazione della sua cucina, chi gli parla
dalla porta del bagno? Ho la sensazione che la gente gli parli dalle
porte, e che, come me, lui non sia mai solo. Nessuno parla a
Rourke in quel modo.
C' ancora qualche secondo prima del prossimo round. Var-
gas viene raggiunto da suo fratello, che fa ciondolare, solo per un
momento, un braccio collegato al palo dell'angolo. Mentre il fratello
parla con Antonio, entrambi guardano Rourke, come se stessero
osservando un orizzonte. Rourke sta guardando; li vede? Io
non guardo; non posso. Non ho guardato nel suo angolo neanche
una volta.
Duemila, urla Swoosey a Mark, per ogni round in cui Harrison
resta in piedi dopo questo.
Mark e Swoosey si stringono la mano. Non tanto se la stringono
quanto se la toccano. Quattromila, scommette Mark,
che non supera questo.
La campana suona. Non so quale round - il quinto, credo.
Vargas si avventa in avanti come un cane randagio. C' un ruggito
di approvazione mentre arriva nelle vicinanze di Rourke.
Con il braccio destro e il suo corpo, tiene Rourke in una zona limitata
mentre il suo pugno sinistro lo colpisce. L'addome di
Rourke, la faccia di Rourke. Vargas lo attacca, ancora e ancora,
cinque volte, dieci volte. Rourke accetta la forza di ogni breve
colpo, tremando in modo intenso come un gong, opponendo
resistenza, assorbendo, senza perdere il punto d'appoggio - lui
ha radici. Ripenso a Montauk, all'autosacrifcio stoico, alla singolarit
quasi spaventosa, alle preparazioni minuscole e infinite
richieste per uno sforzo cos enorme.  orribile vederlo colpito,
ma  peggio vederlo entrare in maniera cos esperta nel dolore.
L'occhio destro di Rourke si gonfia e diventa duro. Immagino
il sangue all'interno radunato come le pecore, anche se il sangue
non arriva in greggi; solo che me lo figuro in quel modo,
catturato all'interno, smarrito e vagante. Adesso ha difficolt a
vedere: deve schivare alla cieca. Al successivo attacco alla faccia,
la testa di Rourke vola all'indietro come se stesse seguendo la
traiettoria di un jet. Per un momento, il collo  esposto prima
che il peso della sua testa si ripieghi di nuovo sul suo torace, ricordandomi
un cigno al quale abbiano sparato. L'arbitro  l, e
sta contando. Tutti aspettano che Rourke cada. Forse Mark aveva
ragione, forse il piano  che Rourke vada al tappeto. Una parte
di me desidera che sia vero; eppure, un'altra parte vuole che
continui a combattere. Ne ha bisogno.
Vargas trotterella trionfante; la sua gente urla il suo nome.
Vargas. Vargas.
Afferro il sedile davanti a me. Se qualcuno sta chiamando
Rourke lui non sente - non credo che possa sentire - eppure 
ancora in piedi. Anche se non mi sorprende che non vada al tappeto,
mi domando con chi stia combattendo.
Il momento successivo  intenso. Ho la sensazione che tanti
nodi stiano venendo al pettine, che il tempo trabocchi come acqua
per definire posti di confine nascosti in precedenza. Vedo
Rourke che esamina quei posti, che si prepara a esaminarli. 
come se si stesse consentendo di sentire, cosa che mi commuove
pi del sangue e della cecit. Vedo il padre che  scomparso.
Vedo la sua riluttanza a rivendicare lo spazio lasciato vuoto da
quel padre perch non se ne sentiva autorizzato per natura. Vedo
l'incapacit di proteggere e di essere protetto. Vedo gi, sempre pi gi, gi fino al tappeto -  come un pozzo - e penso a
quanto debba essere bello tornare indietro, ritornare nel posto
in cui  stato lasciato solo, il posto in cui  stato segnato. Conosco
la sensazione, io spesso ci torno. Al giorno, all'ora, al minuto
in cui l'ho perso.
Nessuno mi vede andarmene. Mi ritiro in fondo all'auditorium.
Guardo un'ultima volta mentre la folla comincia a ruggire.
Rourke sta uscendo dalle corde in fondo a sinistra. Sembra che
sia in piedi nell'acqua luminosa. Cerca di raddrizzarsi. Si alza poi
si piega, e le sue mani guantate si spingono verso le orecchie.
L'arbitro tiene una mano dietro, tenendo Vargas a freno.
Rourke barcolla in avanti; un passo, due passi, ogni volta andando
pi vicino a Vargas. Tutti gli occhi nell'arena sono su di
lui. Arriva al centro, trovandolo nonostante la confusione. Il
tempo sembra fermarsi; il ring  ai suoi piedi. Gira ad angolo per
trovarsi proprio di fronte a Vargas, come per dire a un conoscente
per la strada: Ah, e comunque - poi, dal nulla, Rourke trascina
indietro il braccio destro e lo abbatte sulla mascella di
Vargas. Vargas vola, stordito. Rourke approfitta del momento e si fa
sotto, attaccandolo al corpo. Chiaro e sicuro. Ancora, e ancora,
una macchina.
Da dove sono, c' una luce, una luce visionaria che si sparge,
da dove viene non lo so, forse dalla mia immaginazione. La luce
produce globi intorno alle teste dei pugili come le aureole
pre-rinascimentali dei santi di Giotto, come se questi fossero
uomini del sacrificio, come se fossero martiri, anche se in realt
non hanno niente di epico. Sono uomini comuni, comuni perch
cominciamo tutti con i sogni ma finiamo con niente, niente
di pi di quello che, nella nostra umilt maltrattata, riusciamo
a fare di noi stessi.
E le voci, un mare caldo, il caos che si solleva. Rourke, Rourke,
Harri-son, Harri-son.
  PARTE SETTIMA.
FIUME.


Capitolo 47.

L'ultima volta che lo vidi fu sulla Broadway, mezzo isolato a nord
di Houston Street. Era buio e freddo, e Mark e io stavamo camminando
downtown per andare a un'inaugurazione. Doveva essere
il mio terzo anno alla NYU. In mezzo alla strada, un tossico
stava bloccando il traffico. C' una stazione di servizio con un
autolavaggio l - o almeno, c'era una stazione di servizio, adesso
potrebbe non esserci pi - e la luce rosa fosforescente che produceva
trasformava la strada in una specie di teatro. Nel vortice
di questo enorme auditorium, c'era un corpo ingobbito - quello
di Jack.
Che schifo!, grid Mark sopra il frastuono dei clacson delle
macchine.
Jack. Spettrale, emaciato e impantanato in un ingorgo di caos
municipale. Mark aveva ragione, era una cosa disgustosa. Riuscivo
quasi a vedere il veleno nella trasparenza della pelle di Jack,
come un milione di insetti striscianti.
Forza. Andiamo. Mark cerc di portarmi via.
Sarebbe venuto verso di me, avrebbe riconosciuto la mia voce?
C'era un modo in cui di solito pronunciavo il suo nome; se
avessi usato quella voce, forse sarebbe venuto. Se avessi cercato
di portarlo via dal traffico, verso un negozio, un portone, in
qualche posto di relativa sicurezza, me lo avrebbe permesso?
Ma Mark non conosceva Jack e non sapeva niente di Jack, e
non sarebbe stato bello se fossi corsa sulla Broadway e avessi teso
la mano verso Jack, e Mark avesse gridato di non toccare la
cosa lurida e puzzolente che era. Non avrei voluto che Jack si
sentisse lurido o puzzolente ai miei occhi. Se ci fosse stato un
problema e fosse arrivata la polizia, Jack sarebbe stato messo in
stato di fermo, non certo Mark. Non avevo mai desiderato cos
disperatamente un amico, Rourke o Rob o Denny, qualcuno che
si fidasse di me. Di solito pensi a un amico come qualcuno di
cui ti fidi. Non avevo mai pensato a un amico come qualcuno
che si fida di te.
Mark mi port sul marciapiede. Sei davvero un tesoro. Per
come ti preoccupi della gente. E degli uccelli.
Jack  cos piccolo, pensai mentre camminavamo verso l'angolo.
Forse non era leale pensare una cosa del genere quando la sua
versione della virilit era contro le dimensioni. Di solito dovevi
solo guardarlo negli occhi per localizzare il potere in lui. Ma non
avevo visto i suoi occhi; erano chiusi. Pi avanti, se ci doveva essere
un pi avanti per lui, ci sarebbe stato un tremore e un dondolarsi
profano, un triangolo di strade cittadine da navigare che
gli avrebbe dato la sensazione di abbracciare chilometri - una
scaletta esterna, un idrante antincendio, il paraurti di una macchina,
e dopo quello, una debole ricerca in un bidone della spazzatura,
alla ricerca di cosa, non di cibo, non avrebbe cercato cibo,
un po' di vino avanzato, forse, in una bottiglia gettata via
precipitosamente. Pi avanti, nel mattino spietato e troppo luminoso,
ci sarebbe stata una coscienza crescente pi odiosa di
quanto avessi mai incontrato, mentre si sforzava come un animale
mezzo masticato di impedire la scomparsa dello stato pacifico
che aveva trovato mentre era fatto.
Prima di girare a ovest su Houston Street, mi guardai
indietro. Vidi Jack piegarsi amorevolmente nella sua dipendenza, simile
a un rottame della strada vorticante come una sinfonia intorno
a lui. La seduta dei suoi jeans era nera. Mi domandai se
puzzasse di vomito. Mi venne in mente che ero affascinata dall'immagine
di lui perch l'immagine di lui era la sensazione di
me - non c'era alcuna differenza tra noi; eravamo finiti esattamente
nello stesso modo, anonimi e senza amici, devastati dentro.
Quale che fosse il deficit che ci aveva attratti l'uno verso l'altra
all'inizio, continuava a legarci.
Questi tossici sono completamente desensibilizzati, mi inform
Mark mettendomi un braccio avvolto dal montone intorno
alla vita e trascinandomi via. Io o te moriremmo, ma quel
tizio pu bere da una pozzanghera e domani tornare per strada.
 strano a volte, come le storie si intrecciano, come quelle scimmie
di plastica collegate ai gomiti. Non avrei mai immaginato
che le vite di Rourke e di Jack sarebbero state di nuovo conformi
ipoteticamente o episodicamente, ma lo furono, accoppiate
com'erano dal mio coinvolgimento periferico. Quando permetti
che la tua storia sia legata alle storie degli altri, o sei gentile o
sei pazzo. C' un confine sottile, penso, tra compassione e follia.
Non mi venne in mente durante il combattimento di ripensare
a Jack per la strada, anche se sarebbe potuto capitare eccome
- la droga rendeva la pelle di Jack come un muro proprio come
un muro era stata la pelle di Rourke, per proteggerlo dall'essere
colpito. Ognuno dei due cercava di pervertire un dono naturale
- Jack mettendo a tacere la propria voce, Rourke deturpando
il proprio aspetto. Ognuno dei due aveva un'enorme fiducia,
eppure si sentiva totalmente solo. Vargas picchiava Rourke
dal di fuori, proprio come l'eroina masticava la vitalit di Jack,
picchiandolo all'interno con un tocco pi leggero ma una forza
pi grande. Come poteva un uomo lucido come Rourke ignorare
l'aritmetica palese della crudelt? Come poteva un uomo cos
fisicamente disciplinato permettere che la conseguenza dei suoi
sforzi venisse corrotta? E Jack, che violava la sua preziosa ragione
e trasformava se stesso in uno stupido. Ma io - li amavo entrambi.
Cos'era che volevo cos violentemente da dovermelo
procurare due volte?
Andy's Place  un diner aperto ventiquattr'ore su ventiquattro a
Margate, nel New Jersey, due isolati a sud di dove si era svolto il
combattimento di Rourke. Quando lasciai l'auditorium durante
il combattimento quella notte, non avevo idea di dove andare.
Le strade erano vuote e il vento si era fatto violento. I miei
vestiti sbattevano come se fossi su motoscafo. Mentre camminavo,
sentivo il mio nome, vicino e lontano, come se il mare stesso
mi stesse chiamando. Evie! Eveline! Ev-e-line!
Trovai il diner e mi ci infilai dentro. Aveva un atrio pulito con
un telefono pulito che funzionava a pagamento, e affissa alla parete
da uno di quei giochi con la gru che afferra i giocattoli, c'era
una lista plastificata di numeri di compagnie di auto per Manhattan.
Riuscii a parlare al primo tentativo con Monroe Limo e
mi venne detto da un gentile operatore che ci sarebbero voluti
almeno quindici minuti perch arrivasse qualcuno. Pensai che
fosse meglio defilarmi mentre aspettavo, nel caso chiunque venisse
a cercarmi. Informai la cameriera che stava arrivando una
macchina, poi ordinai un toast. Anch'io un tempo ero stata una
cameriera. Non volevo che pensasse che ero una maleducata.
Disse: Bianco o di segale?.
Uhm, di segale.
Marmellata?
Niente marmellata. Indicai il bagno. Vado a lavarmi, sa,
eccetera.
Prego, mi disse, con l'aria di chi aveva capito. Le busso
quando il taxi arriva.
Carlo non era in servizio, c'era Al. Al mi diede quaranta dollari
per pagare la corsa dal Jersey, pi una mancia di sette dollari.
Avevo pensato di far aspettare l'autista mentre salivo a prendere
i soldi, ma Al aveva tirato fuori il portafoglio. Mark gli avrebbe
dato venti dollari in pi per la cortesia, quindi dissi va bene.
Arrivai su alle due del mattino. Ricordo l'ora perch la prima
cosa che feci fu preparare la valigia, a cominciare dalla sveglia
d'acciaio che pap e Marilyn mi avevano regalato per Natale.
Non ho idea del perch la sveglia fu la prima cosa - forse per i
suoi numeri sinceri e brillanti o per lo sforzo che sicuramente
avevano fatto per sceglierla, discutendo dei suoi pregi contro i
pregi di tutte le altre sveglie. Per qualche ragione si erano decisi
proprio per questa.
Dopo misi in valigia i miei libri, e alla fine tutti i miei vestiti.
Fortunatamente, Mark aveva appena acquistato un set di valigie
per il viaggio che dovevamo fare in Italia. Portai nel salotto
le quattro valigie piene e uno zainetto, poi li fissai, considerando
dove andare e come arrivare dove volevo andare. Ovunque
fossi andata, Mark mi avrebbe seguita, e chiunque avesse cercato
di aiutarmi sarebbe stato trascinato in un doppio casino, cio
il casino della mia situazione pi tutto un altro casino che avrebbe
combinato Mark.
Quando il telefono squill, fu un sollievo. Non mi aspettavo
il telefono. Mi aspettavo la porta - e Mark, l impalato. Era Dan
Lewis. Scusa se ti chiamo cos tardi, disse Dan. Spero di non
aver svegliato Mark. Dan frequentava la Juilliard, e qualche volta
io e Mark andavamo con degli amici a sentirlo suonare all'American,
un dinner club nel distretto dei teatri.
Per un po' lui rimase in silenzio. Nella finestra dall'altra parte
del salotto, il vento si stava alzando da pazzi, come se volesse
qualcosa da me. Era lo stesso vento che avevo sentito fuori dall'auditorium
nel Jersey, quando avevo pensato di averci sentito
dentro il mio nome.
Ricordo che pensai: Credo che questa sia la notte. E poi: Certo
che questa  la notte.
Lo hanno trovato nei boschi. Circa due ore fa. Nella fattoria
di mio nonno.
Ero stata nella fattoria dei Lewis una volta durante una vacanza
a febbraio quando i nonni di Dan erano in Florida. C'era
una bufera di neve, ed eravamo rimasti intrappolati su vicino alle
Catskill Mountains senza cibo e senza telefono. Avevamo cercato
di camminare nella neve con le racchette da tennis. Ricordo
che Jack ci inform davanti a una cena a luce di candela a base
di fagioli in scatola e marshmallows arrostiti che la moffetta 
una puzzola. Lui e Dan avevano litigato quella sera, come al solito,
sulla questione di cambiare nome al gruppo.
Che ne dici di The Void?, aveva suggerito Jack.
Dan aveva scosso la testa. Suona come svuotarsi la vescica.
Non to void, coglione, The Void.
Ah, disse Dan, come nello spazio, come nelle distanze illimitate.
Esatto, aveva detto Jack. Come nel buco che c' tra le tue
maledette orecchie.
Dan si schiar la gola. Stai bene?
Non lo sapevo. Dissi: Tu stai bene?.
Sto bene, disse.
Come sapevano, insomma, come hanno fatto a capire dove
cercare?
Immagino che non si sia fatto vedere dove di solito dormiva.
Uno dei suoi amici, conoscenti, insomma, ha chiamato il servizio
informazioni di Manhattan cercando il nome Fleming e
ha trovato Elizabeth, e la sua famiglia ha cominciato a indagare.
Mio nonno mi aveva chiamato dalla Florida proprio il giorno
prima per dirmi che il suo guardiano lo aveva avvertito che mancava
un fucile. Me lo aveva descritto perch ne ha un sacco, di
fucili. Ho capito esattamente quale intendeva. Ho detto solo:
S, lo conosco.  il fucile che piace a Jack. Cos l'ho detto a Elizabeth,
e i poliziotti del luogo hanno cominciato a perlustrare la
propriet ieri mattina. Hanno continuato nella notte nel caso
fosse ancora vivo. Lo hanno cercato per ventisei ore. Sai, ci sono
quasi duecentocinquanta ettari laggi. Il signor Fleming ci  andato
oggi in macchina per identificarlo.
Mi appoggiai alle valigie, premendo la parte alta dello stomaco
su una delle maniglie. Non potevo fare a meno di pensare agli
stivali tra le foglie. E ai cani. Molto probabilmente avevano usato
i cani. Pensai anche alla lentiggine al centro del suo labbro inferiore
e all'azzurro dei suoi occhi. E al colpo di fucile.
Quanto -  rimasto - l?
Uno dei poliziotti ha detto tre o quattro giorni. Ma secondo
mio padre, un secondo tizio ha detto che forse era meno, che
Jack era, sai, magro' tanto per cominciare.
E sua mamma?
Non bene. Ho appena attaccato il telefono con lei. Ha deciso
di organizzare un servizio funebre la prossima settimana. Venerd
sera. Spera che noi diremo qualcosa. Un paio di noi. Tu,
io. Elizabeth.
Un'enorme folata scosse rumorosamente le finestre. La sent
anche Dan, dato che era solo a qualche isolato di distanza. C'
vento, stasera, disse. Come a novembre. Il tuo compleanno 
a novembre, giusto?
S, dissi. Strano che te lo ricordi.
Come posso dimenticare la sera che Jack ti regal quel girocollo
nella custodia frigorifera? L'opale.
Dissi: S,  vero, l'opale.
Be', stai bene, Evie. Probabilmente ci parleremo domani. Di'
a Mark che mi dispiace aver chiamato cos tardi.
Non ti preoccupare per questo, Dan. Non  neanche in casa.

 Capitolo 48.

A volte senti qualcuno che dice:  stato come vedere un fantasma.
Con questo vogliono dire che hanno sperimentato una penetrazione
del presente da parte di un agente del passato; hanno sperimentato
una destabilizzazione. Chiamano la sensazione fantasma
perch l'occasione ispira curiosit e paura e tocca le meraviglie
gemelle di spazio e tempo.
Evie?, dice Kate.
La sua voce arriva chiaramente, anche se sono a casa di mia
madre a East Hampton e Kate  in Francia. Ce l'ha mandata
Laurent dopo la laurea alla McGill. Abita con la sorella di sua
madre, Yvette, a Brest, una citt sul mare, in Bretagna. Yvette 
una farmacista; ha una farmacia.
Sembra che tu sia nell'altra stanza, dico. Forse l'altra stanza
non  quello che intendo. Forse intendo un posto pi vicino.
Mentre le dico di Jack, resta in silenzio. Mi domando: Sto
parlando troppo piano? Mi sente?
Ti sento bene, dice. Per un bel po' non c' niente, a parte il
rumore di singhiozzi intermittenti. Kate sembra arrabbiata per
la notizia, che non  quello che mi aspettavo, anche se ha un effetto
consolatorio su di me. Mi sento come se fossi in un certo
senso fuori dai guai - un guaio, qualche guaio. Ogni volta che
penso di riempire il silenzio, ricordo che c' Kate dall'altra parte,
che quindi non sono costretta. Inoltre, nella mia testa ci sono
soltanto sciocchezze casuali, come la volta in cui Jack ci aveva
portato le pizze a forma di cuore.
Non so come questo sia potuto succedere, afferma Kate
amaramente.  una cosa cos assoluta. Cos assoluta.
Lei ovviamente non potr partecipare al funerale, ma c' un
posto dove pu andare in Bretagna venerd, un'isola chiamata Ile
d'Ouessant. E piatta con scogli che danno Sull'Atlantico, e ci
sono onde gigantesche che si avviluppano e si schiantano sulle
rocce. C' una riserva di uccelli e di conigli selvatici. Posso prendere
un traghetto.
Dice qualcos'altro, ma non lo sento. Il telefono  pesante,
quindi continuo a cambiare mano. Ho l'idea che le mie ali siano
state spezzate. Non  solo una figura retorica; in realt sento
che ho le ali spezzate, come se parti del mio io superiore siano
staccate e penzolanti.
Kate tace, ancora l, dall'altro capo del filo, in un cottage, in
Francia. Lei sembra al corrente delle mie ali, o almeno immagina,
perch alla fine quando parla di nuovo dice che dopo essere
arrivata a Parigi dal Canada il mese scorso, ha preso un treno per
la Bretagna e sulla strada si  fermata a Chartres per visitare la cattedrale.
Ci siamo andate con il gruppo di francese, ti ricordi?
Mi ricordo. Ci sono re e regine incisi sugli stipiti del portone.
Sul Portale Reale, conferma Kate, esatto. Su altre porte ci
sono santi e figure bibliche. Ricordi che continuavamo a saltare
tutti i giri turistici per andare nei caf a bere caff e a disegnare?
Tu dicevi cose come: Siamo dovute arrivare fino in Francia per
restare bloccate in mezzo a gente chiassosa e vestita male che
viene da casa nostra?. Ma quel giorno a Chartres avevo paura
che avremmo perso l'autobus della gita e ci saremmo perse in
mezzo alla Francia. E tu hai detto: Kate, tu parli la lingua. Non
ti puoi perdere. Perdersi significa solo non capire. Sai che ci
penso sempre?
Immagino di essere fortunata se ho qualcuno che pensa a me
quando visita una cattedrale. L'amica di Mark Marguerite dice
che fare shopping da Saks la fa pensare a sua madre. Quelli erano
i nostri momenti pi felici, dice Marguerite, con le lacrime agli
occhi. Solo lo shopping, nient'altro importava. Quanto a me, non
penso a Chartres quando si tratta di Kate, ma a un giorno al secondo
anno delle superiori quando lei era con la banda. Prima
che sua madre morisse, prima di Jack. La parata cominciava alla
Biblioteca di East Hampton e finiva al Windmill su North Main
Street, dove si tennero discorsi, soprattutto sui sacrifici della
guerra. I ragazzini non ascoltavano perch era abbastanza garantito
che si stessero dirigendo verso vite prive di sacrifcio pubblico.
Continuavano solo a spingersi uno con l'altro, a fare rumore,
a rubarsi il cappello.
Kate e io eravamo sedute sul marciapiede vicino alla chiesa
metodista, e Jay Robbins ci raggiunse sotto uno dei vecchi olmi
giganti, poggiando il suo trombone sul prato, e noi tre formavamo
una fila adolescente dalle gambe lunghe, con loro che indossavano
quei pantaloni di poliestere bianco da banda con le
strisce laterali. Jay aveva gli occhi castani e il naso coperto da una
spruzzata di lentiggini. Quando eravamo in quarta elementare,
aveva regalato a Kate un braccialetto con il nome per il suo compleanno.
Lei gli aveva restituito il regalo, ma lo aveva fatto con
molta gentilezza; una sera dopo cena noi due eravamo andate a
casa di lui in bicicletta a Sherill Road. Io ero rimasta ad aspettarla
nel vialetto d'accesso, mentre loro due si erano seduti a parlare
sulla veranda. Alla fine Jay sembrava contento di essere stato
trattato con rispetto, pi di quanto sarebbe stato se in realt
si fossero fidanzati, e alla fine dei conti la loro amicizia dur tantissimo
tempo. Jay aveva accompagnato in macchina Kate e Maman
allo Sloan-Kettering parecchie volte, e aveva accompagnato
Kate a entrambi i balli della scuola, anche se aveva una fidanzata
che viveva a circa un'ora a nord dell'isola, a Mattituck.
Penso sempre a quella parata e a Jay Robinson con il suo
trombone. La femminilit naturale di Kate gli aveva permesso
di reagire con naturale virilit, e alla fine tutto si era risolto.
Non mi sentivo tanto spaventata dai ragazzi dopo quell'episodio.
Ma quello apparteneva all'epoca precedente l'infiltrazione
- da parte di altre ragazze e delle idee di propriet. Prima dell'infiltrazione,
potevi veramente contare su ragazze come Kate
perch ti guidassero nel labirinto. Sfortunatamente le ragazze-
guida vanno dall'essere battitori nel senso degli indiani
americani all'essere cameriere nel senso di una bisteccheria affollata.
Chiss come succede.
Se l'amicizia  come una cattedrale, allora l'amicizia abbandonata
 come delle rovine senza tetto, come una struttura un
tempo gloriosa. Nelle foto che aveva mio padre della Seconda
guerra mondiale, le cattedrali bombardate a Colonia o a Dresda
non sono soltanto nervature annerite; sono luoghi di culto scavati,
che ancora simboleggiano qualcosa, altrettanto piene di significato
quanto ci che rappresentavano originariamente - intenzione,
fede, luogo. Mi sentii legata a Kate, ma anche, come
dire, fuori all'aperto.
Sabato partiamo per Grasse. In Provenza.  dove si fanno i
profumi.
Sar bello. Vedrai un sacco di fiori.
Deve essere bello avere un'immunit genetica, trovare riparo
nella tua etnia, svanire nel tuo lignaggio. Nel momento stesso in
cui formulo questo pensiero, lo lascio andare. Non vorrei vivere
in Francia n in nessun'altra parte, non quando la storia dell'America
si sta ancora dischiudendo. Non quando parlo la lingua,
quando non ci si pu perdere, quando c' ancora tantissimo da
capire. Per me non c' sicurezza pi grande o migliore della sicurezza
imprenditoriale, la sicurezza del cowboy, la sicurezza della
possibilit infinita. Ci salutiamo e attacco prima io. Non voglio
essere maleducata.  solo che non c' niente che possa trattenermi
dal mettere gi il telefono per prima, niente che mi faccia
pensare - Adagio.


Capitolo 49.

Prima vado alla mimosa. Non sembra che sia cresciuta, eppure lo
, che  la cosa incredibile degli alberi. Sono riservati per quanto
riguarda la propria crescita. Poi viene mia madre, nel giardino sul
retro; il suo volto alla luce del sole, come lo conosco, la forma dei
suoi occhi e il colore. Ha fatto le pulizie. In mano ha un asciugamano
e una bottiglia spray piena di acqua e aceto. Non usa pi
prodotti chimici, mi informa, strofinandosi i capelli dalla fronte
con il dorso della mano libera. Il marcapiano  andato.
Domani ci sar una festa in giardino, una festa di compleanno
per un amico del college, Jann, che prima era Jan quando era
una lei. Mi ricordavo di Jan? Devo ricordarmi di lei.
S che me la ricordo. Portava i mezzi occhiali.
I bifocali.
Esatto, s, i bifocali.
Mia madre strofina la pellicola dei tavoli e mi racconta delle
storie. Non  insensibile; semplicemente parla girando intorno
ai miei sentimenti per il mio bene. Forse ha sempre parlato girando
intorno ai miei sentimenti per il mio bene. Mi viene in
mente che forse sono difficile, soprattutto per lei, dato che siamo
cos diverse. Forse mi dava pi di quanto sapessi. Confidava
sul fatto che me la sarei cavata, anche se non poteva confidare
sul fatto che lei mi avrebbe resa cos.
Mi chino per darle un bacio. Anche lei mi bacia, poi torna ai
tavoli, mettendovi le candele, quelle con la rete di plastica. Ne
sollevo una, annusandola. Profuma di citronella, di Jack.
C' posta per te nella rimessa, dice. L'ho messa in un cestino
e l'ho legata con un nastro blu.
Nella rimessa ci sono parecchie scatole. Non so dire esattamente
che cosa sto cercando, ma mi fermo davanti a una pila di diari.
All'interno, c' un resoconto cos vivido del mio passato che  come
guardare dentro di me con degli strumenti speciali per l'osservazione
del molto piccolo o del molto lontano. Ma solo perch
ci sono tracce di me non significa che mi si possa trovare; in
realt io sono irreperibile - noi siamo irreperibili; volevo dire noi.
 difficile scoprire se stessi alla genesi del proprio percorso,
quando tutto era bello e nuovo. La perdita del nuovo ha meno
a che vedere con l'acquisizione di anni che con il chiudersi alle
possibilit. Cominci a diventare selettivo con il piacere perch
non ti fidi pi che la vita lo conceda a caso. Ti rifiuti di aspettare
la fortuna, perdi fiducia. Diventi qualcuno che guarda negli
occhi di un'altra persona ma si rifiuta di vederci la storia. Mentre
la rete protettiva per l'io si stringe, la rete per gli altri si allarga.
Cos  caduto Jack.
Ho letto da qualche parte che la parola nostalgia deriva da due
idee greche - nostos, che significa ritorno, e algos, che significa
dolore - che insieme suggeriscono un doloroso ritorno. Eppure,
anche se sento dolore, non posso dire che desidero tornare. Non
mi manca com'ero; non mi pento di quello che sono diventata.
Quello che sento ha a che fare solo con me. Sono semplicemente
troppo in ritardo; ho imparato tantissimo, ma, ironicamente,
 impossibile rivisitare l'ignoranza con la consapevolezza. Queste
chiavi non possono aprire quelle porte.
L'arenaria alla base dei gradini della rimessa  scolorita alla luce
del sole. Il calore scorre nei miei piedi nudi;  un calore antico,
un identico calore. Alla mia destra c' l'aiuola di fiori di campo
che ho piantato io, aggrovigliati alla base come fratelli e sorelle
che dormono. Dal boschetto che creano spunta un cespuglio di
rose verbena che abbiamo piantato Marilyn e io un giorno che
lei e pap sono venuti a trovarmi. Ci siamo fermati da Miss
Amelia's Cottage ad Amagansett per una fiera dell'antiquariato,
e Marilyn ha comprato un vaso con le piantine di quei fiori e
due panche cinesi infiocchettate che a me erano piaciute. Pap
disse che probabilmente le sedie erano state fatte a Pittsburgh,
ma io immaginai che fossero appartenute ai figli dell'imperatore
della Cina. Vedevo i bambini seduti, dritti e attenti, che ascoltavano
un precettore, con i piedi calzati di pantofole a penzoloni.
Quando Marilyn le port a far rivestire a Grand Street, il
tappezziere si offr di comprargliele per millecinquecento dollari.
Lei rifiut, anche se le erano costate solo duecento.
Mio padre aveva detto: Ci saremmo potuti comprare una
macchina nuova!.
No, Anton, le terremo per Eveline, per quando avr una casa
sua un giorno, gli aveva risposto Marilyn con decisione. Noi
non avremmo mai capito il loro valore.
Procedo nell'erba, verso il vialetto d'accesso, diretta ai binari
del treno. C' questa sensazione, che ho perduto da molto tempo,
di leggerezza dell'essere, di unione con l'atmosfera, di sguardo
nel cielo, proprio questo cielo, con niente davanti a me e
niente dietro. Malgrado il poco che sapevo e il poco che avevo,
ricordo la sensazione di propriet inalienabile.
Quello che mi manca, quello di cui ero proprietaria, forse
non era niente di pi dell'immunit. Se la vita moderna si pu
vedere come qualcosa di velocissimo e patogeno - che si replica
e si duplica e necessariamente non  originale - allora l'infanzia
al confronto  un periodo di benedetta insensibilit. Forse la
perdita dell'innocenza fa parte di qualche operazione pratica.
Forse c' qualcosa da imparare nella sua fragilit fugace.
Oh, le campane dell'attraversamento, e il treno che passa rimbombando.
Tengo duro mentre passa, e lo guardo scomparire
lungo i binari. Le linee che collegano l'inizio alla fine, il posto
dal quale hai immaginato al posto nel quale hai immaginato.
Di nuovo sola e lasciata a domandarmi: Sono perduta, o rimango
- sono perenne? Ho smesso di divenire, o mi preparo? Ci sono
pellegrini che camminano continuamente, attraverso gli anni,
attraverso le nazioni, cercando risposte a domande che non
sanno come formulare.
Cammino di notte a East Hampton, e il mondo si inclina e gira.
Io avanzo barcollando, formulando pensieri morti. Skateboard
e spaventapasseri e gare di sputi, le pagliacciate da star del
circo dei ragazzi, punzecchiare le vacche e andare in tre su una
bicicletta. Tramonti svettanti a novembre, tornare a casa tardi
dal cinema, dando calci alle foglie dei castagni cadute, verdi con
i margini arricciati, come stelle che si sciolgono o scarpe da strega.
Il calore del cofano di una macchina d'estate, il suono attutito
delle palle da softball. Non so se questa sia casa o no, se mi
accoglier o no, se io mi lascer accogliere da lei o no. So solo
che ho raggiunto un altopiano su queste strade, una strada senza
uscita della consapevolezza.
Chiamo mia madre dal telefono a pagamento nel vicolo vicino
alla White's Pharmacy. Risponde uno sconosciuto. Sembra
inglese, con un accento scuro di Manchester. Sullo sfondo ci sono
i rumori di una festa. La festa in onore di Jann. Gli chiedo di
passarmi Irene.
Resta in linea, tesoro, dice. C' un corpulento schiocco di
plastica quando cade la cornetta. Lo sento gridare a qualcuno:
Scendi, allora, e daccene venti!. Poi una risata rauca, poi un
conteggio unanime. Uno, due, tredici, quindici, venti!
Evviva e altre grida e ancora conteggi e di nuovo la festa, e
quando nessuno recupera il telefono, riattacco.
Quando finalmente ritorno a casa di mia madre, se ne sono
andati tutti. C' un biglietto per me sulla porta: Siamo andati al
Sea Wolf. Ci vediamo laggi!
Indugio sulla soglia. Non mi va di uscire, ma non mi va neanche
di andare a letto. Non ho fame; non c' la televisione. Non
voglio entrare nella vecchia stanza di Kate. Non voglio entrare
nella mia vecchia stanza. Tutta la vicenda sembra pericolosa, per
il solo fatto di essere qui. Tornare a casa  come rientrare in un
edificio in fiamme. Ne calcoli la necessit. Metti a punto un percorso
sicuro. Decidi di andare in successione e al contrario, una
stanza alla volta cos non perdi la strada - sarebbe cos facile perdersi
l dentro. Ti piacerebbe avere un'altra scelta; ma non ce
l'hai. C' qualcosa che devi salvare.
Come sempre quando mia madre esce, la casa  libera dalla
sua presenza in maniera insopportabile. Il salotto  insolitamente
immobile, come se fosse stato evacuato di recente e rapidamente.
L'oscurit  rotta dal debole bagliore color mostarda di
una lampada al cherosene. I bicchieri sono mezzi pieni, cuscini
e maglioni sono sparsi in giro, il suono di Bob Dylan filtra attraverso
il fumo delle sigarette. Ci sono altri tre album in coda
sull'alberino; due sono impilati sul piatto.
I miei piedi si appiccicano mentre cammino. Deve essere stata
una bella festa. Ah ah, ha detto mio padre una volta che  venuto
per Capodanno. Ho perso una scarpa l davanti alla stufa.
Girovago per il sonnolento salotto blu, sentendomi tranquilla,
intontita, in una specie di trance elegiaca. Esamino gli averi
di mia madre, i manufatti del cuore che dimostrano la presenza
e la durata della presenza - cio, di quella di lei. Come un vaso
di marmo lei si incanala attraverso gli oggetti sparsi per la casa,
anormale e pallida come un lenzuolo, congelata l dentro. Mi ricordo
di me stessa bambina proprio in mezzo a questi oggetti,
in testarda attesa che apparisse o traspirasse qualcosa di vitale e
di reale che potesse commuovermi, raggiungermi, toccarmi.
Scopro l'archeologia del mio bisogno con delicatezza. Si deve affrontare
la propria innocenza con cautela quando non ti ha portato
da nessuna parte, quando si  dimostrata fallibile, quando
non resta altro, quando scopri che hai esaurito la purezza del
tuo cuore.
Non  un ricordo facile - io che aspetto la ricompensa o il risarcimento,
sperando che qualcuno si assuma la responsabilit di
me. Anche se ricordo rapidamente a me stessa che, da bambina,
non ho sopportato niente di pi che un lieve squilibrio, niente
di rischioso o ignobile, che sono stata amata in un certo senso,
e che ci si preoccupava per me, e cos via, eccetera, ma altrettanto
istantaneamente riconosco che sto come al solito giustificando
i miei genitori, assolvendoli dalla disattenzione perch era
benevola, assumendomi io la responsabilit perch ne sono capace.
Capace  quello che mi hanno messo in grado di essere.
Per la prima volta in assoluto mi rendo conto di qualcosa di
pericolosamente polemico nel punto di vista che ho mantenuto
a lungo. Quando ricordo a me stessa che l'amore professato non
si pu paragonare a qualcosa di disperato e originale, quale parte
di me sta parlando? La parte in pace con la mia stessa competenza
o la parte che la detesta, la parte che desidera essere
spazzata via?
Ho ricercato a lungo un distacco emotivo perch personalmente
lo preferisco, o perch  tutto quello che abbia mai conosciuto?
Che strano aver trovato un amore che mi definisce, la tenerezza
che credo di aver desiderato, qualcosa di reciproco che
muove lo spirito e sospende il tempo, e poi averlo perduto. Molto
ingegnoso da parte mia trasformare la storia di un'affermazione
in quella pi familiare di una perdita. Una simile perdita 
una forma di controllo. Ho agito per tutto il tempo per garantirmi
il mio stesso fallimento?
Faccio un altro giro, un'ultima volta. Non tocco le cose che
mia madre ha scelto di tenere; non sono mie. Se  evidente che
io non sono presente qui, che non c' un santuario a me, mi sento
vicina a lei in un modo speciale. E come se stessi recuperando
il tempo perduto rispetto al conoscerla, acquistando fiducia
a ogni passo. Mi sento carica di una comprensione di lei che 
completamente nuova.
Mi sposto verso la finestra panoramica. Ricordo quando le
notti erano stellate ma nere. Ricordo l'aria limpida e la febbre
della voce di Rourke. L'ho amato, l'ho amato, fin dall'inizio l'ho
amato. Non riesco a capire come sia accaduto, come si sia trasformato
in questo, quando la vista  la stessa vista, quando sembra
che l'albero non sia cresciuto, quando il volto di mia madre
 lo stesso volto, quando un tempo ero una ragazza.

 Capitolo 50.

Il ticchettio della bicicletta rallenta diventando un netto staccato
mentre mi inclino per attraversare Newtown Lane e taglio verso
Herrick Park a East Hampton Village. Il parco giochi  sospeso
come per magia nell'aria fragrante, come una marionetta di latta.
Mi ricorda il sito abbandonato della Fiera Mondiale appena si
esce dalla Long Island Expressway a Queens. I miei genitori mi
hanno portato a quella fiera nel 1965. Ricordo che correvo nell'erba
verso le braccia distese di mia madre. E mio padre, dietro
di lei, le nostre tre figure come ciottoli sulla scia del colossale globo
scheletrico. L'Unisfera. Oltre al breve ricordo di una camminata
con loro sotto la pensilina di un cinema d'inverno, di me con
la testa appoggiata alla spalla di mio padre e il soffice rimbalzare
della testa di mia madre che si muoveva accanto a noi, questo 
tutto quello che mi resta di noi tre insieme come una famiglia.
La bici salta sul marciapiede, scaraventandosi sulle collinette
d'erba come una palla da biliardo. A giudicare dal sole, sono le
nove. Mancano sei ore al funerale.
Una giovane coppia con i pantaloni di cotone beige, i mocassini
e le magliette Lacoste con il colletto alzato legge i giornali
mentre i due figli roteano sulle altalene di pneumatici. Mi domando
se abbiano tutto quello che hanno sempre desiderato.
Deve essere bello avere tutto quello che hai sempre desiderato,
se  mai possibile. Pu essere che ogni volta che ottieni una cosa
che vuoi, automaticamente salta fuori un altro desiderio, come
in quel gioco in cui si mette una mano sopra l'altra all'infinito.
Non solo madre e padre hanno gli stessi vestiti e lo stesso
taglio di capelli, ma sono della stessa altezza. Non ricordo di aver
mai visto un uomo e una donna che si somigliavano cos tanto.
In un certo senso  un segno dei tempi - l'equivalenza fisica, l'economia
emotiva. Tutto riconduce a un'eliminazione del rischio.
Rourke e io non saremmo stati bravi a somigliarci. Ecco perch
abbiamo fallito.  vergognoso aver fallito l dove gente inferiore
ha trionfato. Sul mio utero c' un residuo della mia inadeguatezza,
un'impronta, impressa per sempre, come un dipinto in
una caverna, come un cavallo che corre inciso diecimila anni fa.
A volte Mark dice: Che c' che non va?.
Gli rispondo che ho male all'utero.
Ancora?, chiede.  possibile?
Le altalene sono libere. Ne prendo una, infilando le catene all'interno
dei gomiti. Il mio torace si accascia, la mia camicia si
gonfia, e i miei tacchi fanno quarti di luna nella polvere. Quando
ero piccola, disegnai una fila piena di altalene sulla carta da
pacchi dell'asilo - coppie su coppie di V rovesciate collegate in
cima da linee orizzontali, molto grandi e molto piccole - quelle
piccole perch implicavano una distanza. Devo aver avuto quattro
anni.  strano pensare per quale motivo in cos giovane et
stessi sperimentando la prospettiva.
Ti sentivi senza amici, mi spieg Jack una volta. Senza
amici mentre lo disegnavi e senza amici nel futuro, un futuro
lontano quanto la tua mente in miniatura riusciva a calcolare. E
non rappresenta solo la paura di una futura mancanza di amici
- guarda la nitidezza di quelle linee - rappresenta la determinazione.
Sensazionale.
Regalai a lui il disegno. Lui e pap lo incorniciarono, poi lui
lo appese vicino alla finestra a obl dalla parte opposta del suo
letto, cos sarebbe stata la prima cosa che vedeva tutte le mattine.
La mattina era difficile per Jack. Mi domandai se il disegno
era ancora l.
Lo scivolo  di fronte a me. Gli scivoli sono ingannevoli - tutto
quell'arrampicarsi solo per una breve discesa da nessuna parte.
Era cos che viveva Jack alla fine - in una routine, lavorando per
la discesa. Ma quando dondoli, non c' terreno da conquistare.
Impari a indugiare, a essere aviotrasportato; sei come un accordo
finale sospeso. Se dopo non arriva niente, non arriva niente di
pieno, gravato, intenso. Mi appoggio all'indietro, drizzando il
corpo, dondolando e penzolando a testa in gi. Vorrei che i capelli
mi strusciassero a terra. A volte sogno che sia possibile.
Un bambino piccolo corre dietro alla palla, e suo padre lo afferra,
lanciandoselo sopra la spalla. Il bambino strilla. Era tantissimo
tempo che non sentivo uno strillo.  un pallone da spiaggia
a strisce cos grande che il bambino non riesce a vedere oltre
quando lo tiene in mano. Io so cos' tenere quella palla, allungare
il collo ma ancora non percepire i miei passi, sentire il percorso
incerto davanti a me, leggere il mondo in termini di colori
caldi e impassibili.
Quando riprendo la mia bicicletta e mi dirigo verso la casa dei
Fleming, mi ricordo che ieri notte ho sognato il mare. Ho sognato
acqua tutto intorno, che si scagliava contro una casa, la
mia casa, e la scuoteva. Era un sogno su Jack. Eravamo nella casa,
e l'acqua era alta, e lui cantava, e la casa oscillava. E noi ondeggiavamo,
dolcemente, come bimbi in una culla. Io ondeggiavo,
e soprattutto lui ondeggiava, e cantava meravigliosamente.


Capitolo 51.

Una ragazza si ferma alla fine del corridoio.  molto difficile
quando sei una ragazza immaginare che sei come sono le altre ragazze.
Possono avere un'aria cos morbida. Non morbida per come
le senti se le tocchi, ma morbide per come appaiono quando
stanno male. Lei ha i capelli bordeaux tirati indietro sulle spalle
e grandi seni che danno la sensazione che stia al caldo d'inverno.
Ha gli occhi brillanti, piccoli e azzurri, e il mascara  sbaffato.
Indossa una gonna dritta di cotone a strisce multicolori e una
sottoveste corta sotto la giacca arancione con le frange, che  allacciata
con una cintura di plastica bianca vintage. Sembra Dusty
Springfield, tranne per i capelli rossi e i tatuaggi.
Eveline?
S, dico. Ciao.
Mi porge la mano. Sono Jewel. Tu conosci mio cugino. Dan.
Oh, certo. Non ci siamo mai incontrate, vero?
Scuote la testa. Ho fatto le superiori all'estero, a Londra.
Ah, okay.
Una volta vivevi vicino al treno.
S, esatto, vicino al treno.
Mi domando cosa stia dicendo. Sembra che stia dicendo qualcosa.
Tiro su il maglione dal sedile accanto al mio, invitandola a
sedersi. Stavo tenendo il posto per Denny, ma lui  in ritardo,
come al solito. Jewel si piega nella sedia come se il laccio che
l'ha tenuta finora sia stato reciso, e comincia a piangere.  buffo,
riesco a malapena a distinguere i suoi singhiozzi; si stanno
mescolando ai singhiozzi di tutte le altre persone.  uno di quei
funerali, il genere di funerale in cui singhiozzano tutti, dove tutto
si unisce e crea una specie di musica.
Malgrado il rumore della sofferenza, il caldo crepuscolo marino
che filtra dalle tende nel giardino sul retro dei Fleming  bellissimo.
Mi sembra di essere in una piscina. La gente ha cominciato
a salire educatamente sul lato esterno di ciascun corridoio,
sfiorando le ortensie bianche, il che significa che non ci sono pi
sedie e che sono venuti circa duecento ospiti. Conosco il conteggio
esatto delle sedie perch ho firmato io per loro quando sono
arrivate questa mattina.
Centosettantacinque, giusto?, ha ricontrollato l'autista prima
di lasciar scaricare i suoi uomini. L'autista era Billy Martinson
del liceo, del corso di storia europea. L'amico di Nico Gerardi.
Billy  sembrato contento di vedermi. Mi ha raccontato che ha
mollato la State University of New York a Oswego dopo un anno,
che era uscito dal campo degli affari, per cos dire, per entrare
nel campo dei trasporti, nel suo ramo consegne. Billy aveva la
dubbia eccellenza di aver realizzato pi consegne di ogni altro
nel campo camionisti degli Hamptons, qualsiasi cosa questo significasse.
Probabilmente soltanto che era un pericolo pubblico
sulle autostrade locali.
Centosettantacinque,  esatto, conferm la signora Fleming,
legandosi l'accappatoio pi stretto. Aveva continuato a legarselo
sempre pi stretto per tutta la mattina, anche se non rischiava di
aprirsi neanche per sbaglio.
Centosettantacinque sedie suonava come una quantit enorme
al signor Fleming, che comparve dalla cucina, con un Bloody
Mary in mano, completo di rametto di sedano per girarlo. Quando
sua moglie gli ricord che il servizio funebre era stato organizzato
in un venerd pomeriggio e che i college erano vuoti per
l'estate, lo disse con un tono esausto e debole, come a far capire
che non sarebbe stata in grado di sopportare un'obiezione da
parte di lui se avesse dovuto decidere di farne una. Alla fine lui
non disse niente, probabilmente non perch fosse d'accordo con
lei ma perch io e Billy ce ne stavamo l impalati, a fissarlo. Era
vero che al servizio funebre avrebbe decisamente partecipato un
sacco di gente, e non solo per le ragioni che aveva nominato la
signora Fleming. Anche se poteva aver rovinato alcuni rapporti,
Jack aveva ricevuto dei messaggi.
La signora Fleming scroll le spalle e scosse la testa, tremolando
con la bocca aperta come se non sapesse cosa dire, o come
parlare, o cosa fosse che tutti volevano. Si mise una ciocca di capelli
bianchi dietro l'orecchio destro e si strinse di nuovo l'accappatoio,
cercando di ricomporsi.
Era la vicinanza di suo marito che l'aveva messa a terra. Questa
non era una supposizione; lo sapevo per certo. Il solo fatto
che il signor Fleming era l in piedi, con quel Bloody Mary, ed
era, be', era identico a Mark.
Billy chiese: Le sedie, signora Fleming? Dove le vuole?.
In questo modo, dissi, assumendo il comando, e gli uomini mi
seguirono su per il vialetto d'accesso intorno alla parte
ovest della casa verso la zona della cerimonia.
Billy esamin le corde della tenda per vedere se erano tese e i
picchetti per vedere se erano saldi. Chi ha fatto questo lavoro -
Party Animals o Monumental Tental Rental?
Monumental, credo.
Scosse la testa. Avreste dovuto chiamare noi. Mi diede un
biglietto da visita. La prossima volta.
Ero arrivata dai Fleming pi o meno alle nove e mezzo, quella
mattina. Era tutta la settimana che pensavo di passare a trovarli,
solo che non l'avevo fatto. Continuavo semplicemente a gironzolare
in bicicletta intorno alla casa, assicurandomi che le cose
avessero un'aria normale, che le luci si accendessero di sera e che
le auto girassero l intorno di giorno. Quando mia madre si accorse
di quello che stavo facendo, si arrabbi e mi disse di andare
a bussare alla loro maledetta porta. Mi disse che questo non
era il momento per i modi stronzi di citt.
Non voglio disturbare, dissi.
La gentilezza non  un disturbo.
Forse hanno bisogno di spazio.
Non hanno bisogno di spazio, disse mia madre. Hanno bisogno
di qualcuno che risponda a quel cazzo di telefono.
Ero abbastanza sicura che ai Fleming non sarebbe piaciuto
che qualcuno usasse il loro telefono. Jack aveva sempre detto che
sua madre sbiancava ogni volta che qualcuno lo toccava.
Non c' nessuno pi attrezzato di te per assicurarsi che la famiglia
stia tenendo duro - soprattutto quella donna - e fare in
modo che Jack venga correttamente rappresentato. Tu sei un diplomatico,
disse, e piacendogli il suono, aggiunse, un diplomatico
dei morti.
Tua madre ha ragione, disse Powell, che era venuto a casa
in aereo da Anchorage per il funerale. Immagina di essere
morta prima tu. Jack sarebbe seduto proprio l dove sei tu, a dirci cosa
fare e cosa non fare - che musica suonare, che vestiti indossare,
che storie raccontare.
Mia madre guard Powell in maniera interrogativa. Credi
davvero che se ne starebbe seduto?, chiese. Io immagino che
sarebbe sdraiato. Sai, spaparanzato sul divano.
Powell annu mentre considerava la cosa. Immagino di s. Se
ne starebbe sdraiato a piangere.
E sarebbe una seccatura pazzesca, aggiunse mamma.
Hai ragione, Irene. Sarebbe un incubo.
Anche se non riuscivo esattamente a immaginare che i Fleming
mi avrebbero accolto con un caldo benvenuto, mi fidai
dell'opinione di mia madre. Era stata a centinaia di funerali. Era
sempre la prima a offrirsi volontaria nei momenti di crisi. Quando
chiunque cercava di scoraggiarla dal partecipare all'ennesimo
servizio funebre, diceva: Non c' niente di peggio che una scarsa
partecipazione a un funerale. Spero vivamente che tu non sia
solo il giorno in cui seppellirai qualcuno della tua famiglia.
Quando le sedie furono sistemate io entrai dal giardino e trovai
la madre di Jack seduta in salotto, che alla fine si era vestita.
Indossava un tailleur pantaloni color tortora e in grembo aveva
un libro chiuso, una specie di album. Anche se non diceva niente,
c'erano due tazze sul tavolo e un piatto di quei sandwich
triangolari senza bordi. Immaginai di dovermi unire a lei.
Trasfer l'album sulle mie ginocchia come se mi passasse un
portablocco nello studio di un dottore, senza clamore o emozione.
Era una collezione di foto della vita di Jack che aveva raccolto
negli eventi di famiglia - matrimoni, feste di laurea, compleanni.
Aveva intenzione di metterlo in mostra alla commemorazione.
Non dovetti guardare a fondo o a lungo per vedere che
Jack era depresso in ogni scatto, nonostante il fatto che fosse riuscito
a imbastardire tutti i suoi vestiti eleganti. C'erano distintivi
dei boy scout attaccati con la colla sul suo abito Brooks
Brothers con i risvolti ampi e fiamme dipinte sulla sua unica cravatta
di seta e adesivi Wacky Pack lucidi sulle sue scarpe buone.
Non riuscivo a vedere le scarpe nelle foto, ma sapevo che c'erano.
Le scarpe erano leggendarie. Denny se le era fatte prestare
per il banchetto dell'ultimo anno anche se lui aveva due numeri
pi di Jack, e quando avevamo ballato, si era mosso come per
magia, non perdendosi neanche un passo.
Ero sopraffatta. Era tantissimo tempo che non vedevo fotografie di lui. Volevo disperatamente ripristinarlo. Non riuscivo a
capire perch non fosse possibile farlo. Io pensavo solo: La sua
voce, la sua voce. La sua faccia, i suoi occhi, la sua voce. Mi portai
il libro vicino alla faccia, tenendo gli occhi socchiusi.
C' qualcosa che non va?, chiese la madre di Jack con quella
specie di tono piatto e sgonfio, senza alzare gli occhi dal libro.
Ho dimenticato i miei occhiali, dissi, mentendo.
Occhiali, disse lei con scarsa considerazione. Sei terribilmente
giovane per portare gli occhiali.
Rimasi cos con lei per quasi un'ora, esaminando una foto dopo
l'altra, socchiudendo gli occhi e sprofondando sempre di pi
nella disperazione, perch non potevo esattamente lasciarla sola
con l'infelicit dei ricordi il giorno del funerale. Dopo il funerale
ognuno avrebbe dovuto pensare per s. E, in pi, Rita la governante
aveva preparato un bricco di caff appena fatto, e malgrado
fossi passata spesso davanti al divano dei Fleming, non mi
ci ero mai seduta. In realt era abbastanza comodo. La signora
Fleming non sembrava minimamente preoccupata che io tenessi
in mano una tazza di caff e mangiassi dei sandwich sfogliando
l'album strapieno e soffiandomi il naso, anche se c'era una
buona possibilit di far cadere qualcosa sul divano, il che mi fece
domandare se Jack non avesse esagerato la sua nevrosi per la
pulizia pi di quanto lei meritasse. Continuavo ad alzare lo sguardo,
quasi aspettandomi che entrasse Jack, e che si unisse a noi.
Pensavo che fosse qualcosa che avremmo potuto superare bene
insieme - non il funerale, ma il caff con sua madre. Mi dispiaceva
che non ci avessimo mai provato.
Sentii che dicevo: Le dispiace se apro le tende?.
Lott con il suggerimento come se avesse un vuoto cognitivo,
come se una parola o un termine che avevo usato le fosse estraneo.
Mosse la bocca, ma non ne usc niente.
Io mi alzai e scostai le tende da ogni finestra.  bello oggi,
dissi. Raggi di sole si precipitarono dentro da varie angolature
come se non aspettassero altro. Non  bello? Bello come parola
poteva non essere stata una scelta appropriata nel giorno del
funerale; comunque la usai con una certa autorevolezza. La giornata
era mia, avevo deciso, e anche se non lo era, avevo intenzione
di prendermela. Nei vecchi film noir, il detective assume
su di s il problema di qualcun altro, e nella catena di circostanze
che porta alla risoluzione del problema, risolve il suo, di problema.
Lavora procedendo all'indietro attraverso il crimine, mentre
nella sua mente si muove in avanti per risolvere il proprio
enigma. In simili storie il crimine  una metafora, e l'enigma 
una metafora, e forse anche cominciare dalla fine  una metafora,
una ricetta per una vita di successo. Il modo in cui va  questo
- La storia comincia quando ci entro io.
La signora Fleming sussult come se fosse sbalordita per la luce
dei fari che si avvicinavano. Poi si riaccomod, con gli occhi
spalancati e impietriti.
Si sente bene?, le chiesi, senza essere sicura che sapesse pi
chi ero. Non sembrava agitata o disorientata; in realt, aveva l'aria
di aver fatto ritorno a una situazione di incolumit. Questa
non era una cosa nuova, mi resi conto, ed era qui che risiedeva
l'enigma dei suoi modi gelidi - era incalcolabilmente depressa.
Naturalmente Jack aveva voluto salvarla. E naturalmente ci aveva
provato. E, naturalmente, tutti i suoi sforzi erano stati scardinati.
S,  qui che si era perduto. Che tristezza. Nella sua mente
infantile, lui era stato il fallimento di sua madre. Anche Rourke
si sentiva cos, a parte il fatto che Jack aveva provato un altro disgusto
che a Rourke era sconosciuto - il padre di Jack non era
un eroe come lo era stato quello di Rourke.
E l'enigma di Jack era l'enigma di noi. Lui che non voleva
asfissiarmi come aveva fatto suo padre con sua madre, ma che
era incapace di non farlo. Lui che faceva ricorso psicologicamente
agli strumenti e ai termini che avevano dato a suo padre potere
sugli altri. Lui che mi stringeva, che mi insegnava, che veniva
verso il mio bisogno con tutto il suo bisogno, e alla fine, lui
che se ne andava come era arrivato, portandosi via il suo dolore
come in una valigia, perch io non avevo fatto niente per sollevarlo
dal suo peso.
Guarda questa, disse la signora Fleming, picchiettando su
una pagina sulla quale eravamo passate gi almeno due volte.
Spalancai gli occhi.
Era una foto di loro due, con Jack bambino. Nella foto lui
aveva i capelli bianchi e lei aveva i capelli bianchi. Erano incantevoli,
madre e figlio, e pieni di speranza per il nuovo legame che
c'era tra loro. Lui non pesava neanche dieci chili, con le costole
che sporgevano all'infuori sopra il pannolino e le caviglie come
ramoscelli. E i suoi occhi, azzurro intenso come se il colore fosse
stato marchiato in modo indelebile sulla sua faccia, come se
lui si fosse gi svegliato all'assurdit dell'ingiustizia.
Mai prendere le parti di tuo marito contro i tuoi figli, mi
confid con un sibilo. Mi girai per cercare i suoi occhi. C'era
qualcosa che dava i brividi nel loro vuoto, l'impotenza sorda, il
rifiuto patologico di investire in niente al di l della sfera della
propria infelicit. Guardandola, mi sentii come dovevano essersi
sentiti altri quando guardavano me. Aveva l'aria di una persona
che soffrisse di vertigini. Ti diranno di farlo. Non farlo mai.
Gli uomini sono alienabili. I figli no.
Fummo interrotte da uno schianto sul pavimento al piano di
sopra. La mia mano sussult e il caff si vers un po' sul
piattino. La porcellana trem in modo discontinuo, e poggiai attentamente
la tazza sul tavolo. La casa era stata cos silenziosa che
avevo immaginato che fossimo sole.
Il signor Fleming grid: Susan! Dove hai messo i miei gemelli?.
Pi impressionante del rumore che aveva prodotto era il fatto
che lei lo avesse evocato solo qualche secondo prima del rumore.
Lo aveva percepito prima che diventasse percettibile. Proprio
mentre mi stava portando a dubitare del suo legame con lui,
la signora Fleming dimostrava la forza di quel legame.
Non li ho messi da nessuna parte, rispose alla balaustra.
Sono sul tuo com.
Aspett nel caso in cui lui gridasse qualcos'altro, poi torn da
me con un sorriso senza gioia. Jack lo detestava. Anch'io lo detesto.
Sono rimasta sposata perch non avevo alternativa. Ho dovuto
tenere in considerazione il loro college, il loro futuro, disse.
Che cosa avrei fatto? Stavo invecchiando, con due figli. Si
riprese il libro. Almeno mio figlio ha avuto il coraggio di morire.
Suo padre si aggrapper alla vita fino alla sua fine pi amara.
A meno che non lo uccida io prima.
Una processione di tetri ospiti passa davanti alla fila degli averi
di Jack che Elizabeth e io abbiamo sistemato sul muro del giardino
prima della cerimonia. C' il topo imbottito che ho fatto io,
l'armonica che gli aveva regalato mia madre, i suoi disegni, il suo
skateboard, la sua tavola da surf, i suoi libri, l'album di foto di
sua madre.
Jewel  ancora vicino a me. Lo amavi, Jewel? Ho l'impressione
di s.
Fruga nella sua borsa di velluto e annuisce.
Da quando?
Da dicembre del 1980, sussurra, tirando fuori un fazzolettino
di carta. Dan e io lo incontrammo per caso alla veglia per
John Lennon. Jack era fatto. Ci riconobbe a malapena. Me, non
mi vedeva da anni, ma Dan, be'... Riportammo Jack a casa dei
miei genitori a West End Avenue e lo nascondemmo in camera
mia. Non parl per due giorni. La terza mattina se nera andato.
Non lo sentii pi finch non si present nel mio appartamento
a Yale due mesi dopo. Era di nuovo in pessima forma,
cos gli diedi una ripulita e lo riaccompagnai in macchina all'universit,
a Boston. Quell'estate prendemmo una stanza insieme
nell'East Village. A settembre si ritir dalla Berklee e venne con
me a New Haven.
Yale. Ricordo che Alicia disse che le era sembrato di aver visto
Jack.
Per un po' le cose andarono bene. Andavamo ai concerti e al
cinema, e io prendevo in prestito per lui dei libri dalla biblioteca.
Gli comprai una chitarra, disse. Credo che si annoiasse o
cominciasse a sentirsi inquieto, cos cominci ad andare gi in
citt. All'inizio dormiva dal suo bassista tra Fourteenth Street e
Avenue A - avevano formato un nuovo gruppo - ma presto cominci
a scomparire per giorni di seguito. La sua famiglia cerc
di intervenire, ma era straziante per lui. Tutta la famiglia nel salotto
di Elizabeth tra la First e la Seventy-seventh con una terapeuta
e questi armadietti da cucina decapati. Non riusciva a darsi
pace per quegli armadietti, non capiva perch qualcuno avrebbe
dovuto darsi tutto quel da fare.
La famiglia gli chiese scusa, ma lui intu che erano stati soltanto
imbeccati ad assumersi la colpa. Disse che non erano veramente
cambiati, avevano solo sostituito le loro personali idee
autoritarie con le idee autoritarie di qualcun altro. Disse che erano
stati solo spinti dalla paura dell'AIDS e delle connotazioni
omosessuali che avrebbero dovuto affrontare se mai lui avesse
contratto la malattia.
Secondo la sua famiglia, Jack ha sabotato tutto, dice Jewel.
Se solo avessero potuto vedere quanto era sconvolto. Continuava
solo a dire: Sono programmati, sono programmati. Soprattutto
sua madre. Penso che abbia desiderato sconvolgerla per farle sentire
qualcosa. Io non sapevo cosa fare. Gli ho telefonato. Gli ho
scritto delle lettere. Sono andata a trovare Elizabeth.
Mi dispiace, dico.
Lei scrolla le spalle. Volevano che andasse in questo posto
per la disintossicazione nel Minnesota, ma lui si rifiut, cos lo
isolarono. Ci chiesero di fare lo stesso. Io mi opposi perch sapevo
che questo lo avrebbe fatto finire ancora di pi nelle mani
della gente sbagliata.
L'ultima volta che l'ho visto  stato a Natale, sei mesi fa. Avevo
un maglione per lui. Non voleva il maglione; voleva cento
dollari. Dissi che non potevo darglieli, che non li avevo cento
dollari. Lui disse tipo: Va bene, lascia perdere. E questo  quanto.
Un mese fa ho ricevuto una telefonata per la chitarra. L'aveva
venduta. Il mio numero nel Connecticut era scalfito sul retro, e
il tizio al quale Jack l'aveva venduta era stato arrestato. I poliziotti
pensarono che fosse stata rubata.
Le passo un fazzoletto di carta nuovo; ha usato l'ultimo che
aveva. La gente continua ad avvicinarmisi per baciarmi o salutarmi,
o solo per darmi una pacca sulla spalla.
Non ti ha mai chiamato, vero?, chiede, con l'anima triste
che nuota. No, non credo che lo avrebbe fatto. Si guarda in
grembo. C'era un quaderno. Se lo portava ovunque. Quando
dormiva, io lo leggevo. Canzoni, poesie, fiori pressati. Lettere a
te, lettere da te. Sai niente di questo quaderno?
S, dico. Lo conosco.
C' un mormorio di attivit sul davanti.
 meglio che torni dalla mia famiglia, dice Jewel. Volevo
solo dirti che mi dispiace.
Non essere dispiaciuta per me. Io l'ho tradito. Tu non lo hai
mai tradito.
No, Eveline, tu non lo hai tradito. Tu lo hai trattato come se
fosse un uomo sano e normale. Tu non gli hai permesso di
abbassarsi alla piet o al bisogno. Quando non hai pi potuto essere
sincera, te ne sei andata. Ti ha amata ancora di pi per questo.
Padre Michael McQuail di Braintree, nel Massachusetts, comincia
l'elogio funebre ammettendo che non ha mai conosciuto Jack,
che  venuto per fare un favore alla sua amica Cecilia Hanover,
la nonna materna di Jack, che  troppo inferma e non ha potuto
fare il viaggio da Boston per partecipare al funerale.
Anche se sono un prete, dice, piegando dolcemente il microfono
fuori dalla sua portata, e poi scendendo proprio dal podio,
non sono stato invitato a parlare in veste di religioso.
 in piedi davanti a noi con un abbigliamento informale da
viaggio da prete: pantaloni neri, una camicia nera a maniche
corte e un bell'orologio di acciaio inossidabile. Le sue braccia sono
abbronzate e sane. Prima l'ho sentito parlare di jogging con
il reverendo Olcott- il loro altro interesse in comune.
Mi sembra di capire che Jack era un ragazzo senza peli sulla
lingua, e io sono un uomo senza peli sulla lingua, quindi non
perder tempo a parlare di una vita perduta inutilmente o di
preziosi doni sprecati. Dir soltanto che quello che questo individuo
ha fatto a se stesso, alla sua famiglia e ai suoi amici  stata
una trasgressione della peggiore specie. Prima di tutto, il traffico
di droga e il consumo di droga sono illegali, e l'avvelenamento
che l'abuso di sostanze provoca nel corpo e nella mente
rappresenta una profanazione della natura a livelli perversi. Secondo,
il suicidio  un crimine. In un'altra occasione potremmo
fare una discussione tranquilla per stabilire se il suicidio costituisca
un crimine etico o un crimine religioso, ma a giudicare dal dolore
che vedo sui volti che ho davanti, credo che nessuno contester
il fatto che  un crimine civico. La sua morte costa a tutti
voi. Siete stati rapinati della vostra capacit di procurare assistenza,
di offrire compassione, di chiedere perdono.
Padre McQuail parla rapidamente, con una specie di latrato
nasale. Prima che una frase sia completa, la successiva comincia
la sua capriola nella sua bocca. D l'impressione di essere furbo
e sincero e un po' infervorato. Una cosa  certa, ha l'attenzione
di tutti.
Ma il vostro dolore voi lo conoscete. Parliamo invece di cos'
un mistero. Parliamo dei sentimenti che sono a rischio di
guastarsi se non se ne parla. Parliamo dell'idea alla quale ognuno
di voi si sta aggrappando: Che quelli che falliscono erano fallati.
Voi volete sapere:  fuori dall'ambito della possibilit che Jack
sia stato vittima di un crimine di dimensioni uguali a quello che
ha commesso? Non un volgare gesto solitario, forse, ma crimini
raffinati, crimini sottili, crimini di omissione
Comincia un nuovo giro di pianti. La folla impiega qualche
minuto a calmarsi. Non ho fatto un viaggio di sette ore per venire
qui e far sentire qualcuno peggio di quanto gi non si senta.
Sono venuto perch siete tutti qui riuniti solo per questa volta,
e io ho colto un'occasione. Se qualcuno  troppo sconvolto
per ascoltare, siete invitati a fare un giro dell'isolato.  una bellissima
giornata. Padre McQuail aspetta, ma nessuno se ne va.
Non devo aver conosciuto Jack per sapere che era un ragazzo
difficile. La signora Hanover, sua nonna, alla quale si dice che
somigliasse,  una donna estremamente difficile. La nostra  un'amicizia
faticosa. Qualcuno potrebbe chiedere: Perch disturbarsi?
La vita  breve, non bisogna affaticarsi. Per me questo equivale a
dire: La vita  breve, non bisogna crescere cos tanto.  vero, la signora
Hanover  caustica, ma  anche geniale.  una moralista,
ma  anche intransigente.  testarda, ma  anche affidabile - se
mi irrita l'immobilit granitica delle sue opinioni, ho sviluppato
una dipendenza dall'immobilit granitica della sua etica. Se mi
provoca, si aspetta di essere provocata nello stesso modo. Se mette
in dubbio le mie intenzioni,  perch, in verit, le mie intenzioni
vanno messe in dubbio.
Se il mio rapporto con lei fosse minimamente meno difficile
- se non costituisse una sfida per me, se non mi mettesse alla
prova, se lei mi accettasse troppo facilmente, per il mio valore
apparente, allora non sarebbe un'amica ma una conoscente. Certamente,
a questo livello di intensit, uno non pu avere molti
amici. Non  mica una brutta cosa. Una minore possibilit di
scelta  una conseguenza della veridicit.
Non devo aver conosciuto Jack per vedere che sceglieva i suoi
amici con attenzione. E evidente che li sceglieva bene. Sicuramente
avr cominciato come tutti i bambini, che danno quello
che sperano di ricevere. Un'idea infelice  che, man mano che invecchiamo,
dobbiamo andare oltre la perfezione di questo baratto
infantile in cambio di qualcosa di pi astruso. Scommetto che
Jack era terrorizzato all'idea di fare la transizione nella maturit
che voi avete fatto tutti con relativo agio, che sosteneva che fosse
un compromesso, e vi metteva alla prova - ingiustamente, senza
dubbio. Alcuni di voi sono andati oltre, ritirandosi nella zona
franca delle conoscenze. Terrorizzato dalla vostra distanza, dalla
vostra cortesia, ha rimosso se stesso nello stesso modo. Non aveva
bisogno dei narcotici per sentirsi lontano; ci si sentiva gi. I
narcotici confermavano i suoi sentimenti e li intorpidivano.
Padre McQuail passeggia in maniera assente davanti ai Fleming.
Elizabeth sta tremando, sta vibrando in realt, come un
cane che ha freddo, e il signor Fleming si  accasciato con il volto
tra le mani. La testa della madre di Jack  come di pietra. Lei
 il busto di se stessa.
Ci sono cose che si non possono inquadrare all'interno di
parametri esterni normali, dice padre McQuail, perch possiedono
una natura interna fuori dal comune. Per essere gentili, avere
compassione, essere un amico - se, poi,  un amico che vogliamo
essere - dobbiamo sforzarci di guardare al di l delle manifestazioni
esterne per vedere l'essenza di quello che ammiriamo.
Appoggia un gomito sul leggio e rivolge lo sguardo verso di
noi come per memorizzare i nostri volti. Visto che siete amici
di Jack, voi siete probabilmente resistenti alle analogie semplicistiche.
Comunque, vi prego di assecondarmi. Se uno  un giardiniere,
non pu trattare una rosa come tratterebbe qualsiasi altro
fiore. Una rosa richiede molte cure, e sicuramente poca gente
ha la pazienza per questo - molto del prodotto, e molto del
tempo,  un muro di spine. Perch Dio ci d la rosa? Per renderci
umili, per migliorarci, per incoraggiare il perdono e la comprensione.
E per quelli che mostrano sopportazione, la ricompensa 
divina. Eppure mi viene in mente che la rosa non  soltanto la
ricompensa, ma il riconoscimento del successo dei nostri sforzi -
la sensibilit, la tenacia.  la prova della virt della fede. La rosa
evidenzia la tenerezza. Dio ha strategicamente posto la purezza
in mezzo al pericolo per distinguere quelli che sono in grado e
che si sforzeranno di raggiungere un ideale. Il mio sospetto  che
una volta che si  chiamati ad amare in questo modo, una volta
che si  dimostrata la propria capacit, sarete chiamati di nuovo.
Sono venuto gi da Boston per farvi sapere che la vostra esperienza
con Jack non  stata un fallimento;  stata un'esperienza.
Non possiamo riscrivere la vita di Jack. Ma potremo raddoppiare
i nostri sforzi la prossima volta che incontriamo qualcuno come
lui. Vi chiedo di essere coraggiosi di cuore. Vi chiedo di ricordare
che se siete rimasti feriti da questa vicenda non  stato
perch meritavate di essere feriti, o perch siete stati tanto stupidi
da essere feriti,  perch avete rischiato di essere feriti. Vi chiedo
di non rinunciare alla disponibilit a rischiare.
Elizabeth sembra devastata. Ha gli occhi gonfi, rosa e troppo
grandi per le loro orbite, come occhi tiroidei. L'andamento del
suo discorso  il contrario di quello di padre McQuail. Parla nel
microfono come se fosse sedata, anche se, avendo trascorso il pomeriggio
con lei, io so che non lo . E semplicemente determinata
a confessare la sua parte.
Ringrazia padre Michael per conto della sua famiglia, poi
dice: Ho due anni pi di Jack, ma Jack era avanti a me in tutto.
Scuola, musica, arte, idee, e adesso sofferenza.  diventato vegetariano
quando aveva dieci anni. Questo non ha impedito al resto
di noi di mangiare carne parecchie volte alla settimana. Ricordo
che ero seduta a tavola, a tormentarlo con una bistecca.
Mi guardava con uno sguardo vuoto, e si meravigliava davanti
allo spettacolo di me, un animale che mangiava un altro animale,
e ovviamente io cominciai a sentirmi come un animale che
mangiava un altro animale. Dopo cena mi costringevo a vomitare.
Non ho mai pi toccato carne da quando sono partita per
il college. Non riesco a sopportarne neanche l'odore. Sono andata
via da due appartamenti per via dell'odore della carne che
cuoceva. Non permetto ai miei genitori di cuocerla quando vado
a trovarli, o prima che vada a trovarli - e per amor mio, loro
non lo fanno, dice, anche se non trattavano Jack con la stessa
cortesia. Onestamente non so come potesse sopportarlo.
A nove anni appese un'insegna che aveva fatto lui con un lenzuolo
strappato fuori dalla sua camera da letto per protestare
contro la guerra del Vietnam e le uccisioni di Kent State, e a tredici
anni boicott il dentifricio perch conteneva additivi non
essenziali. Utilizz le mele e il filo interdentale per settimane finch
pap non scov un ritrovato naturale nel negozio di cibi salutisti.
I miei genitori gli facevano suonare il pianoforte come un
cucciolo ammaestrato ai loro cocktail party finch una volta lui
disse: Ecco una canzoncina che ho scritto proprio per voi, e le
parole erano gli ingredienti del pane bianco a fette suonate con
questa melodia da piano bar veramente brutta. Non gli chiesero
mai pi di suonare. Alle superiori - non so neanche perch sto
raccontando questo - nascondevo i miei prodotti per l'igiene
intima femminile in una scatola dentro il cassetto di un com.
Una volta Jack entr mentre io frugavo nella scatola. Gli gridai
di uscire, ma lui continu ad avanzare nella stanza. Elizabeth,
disse, non ti vergognare. Per favore. Sto dicendo questo perch
loro non lo faranno mai. Si strofina gli occhi. Ti prego, mi
disse. Ti prego.
Jack amava il blues da quando era bambino, il che era misterioso
considerando che a casa nostra non ascoltavamo mai niente
a parte Bobby Vinton e i Carpenters. Solo per farvi capire che
razza di stronza ero, gli dicevo sempre: Il blues fa schifo. Ieri notte
mi sono chiusa a chiave nella sua stanza. Non so quanti di voi
abbiano visto la sua stanza, ma  il posto pi fico del mondo. Ero
sul suo letto a piangere quando ho visto la collezione dei suoi LP
sul pavimento. Per la prima volta ho pensato di guardarli, guardarli
veramente, e l'ho fatto, e io, e io - non riuscivo a credere di
non, di non aver mai - ci sono cassette di latte piene di...
Si china sul leggio per sorreggersi. Distolgo lo sguardo. Malgrado
sia in piedi davanti a una folla,  il suo momento. Sento
che Jack  nel padiglione - con la sua greve vitalit, esattamente
com'era, con la sua particolare sincerit. Arriva come un minuscolo
cambiamento nell'umidit. Suo padre si alza per aiutarla.
Lei gli fa cenno con la mano di sedersi.
Piene di registrazioni rare - settantotto giri, quarantacinque,
in perfette condizioni, in ordine alfabetico, etichettate, esattamente
come lui le aveva lasciate, perch le amava? Continua
nonostante le lacrime. Il mio primo pensiero  stato regalare
quei dischi a Dan o a Evie perch io non li meritavo. Poi mi sono
resa conto che Jack avrebbe potuto venderli quando aveva bisogno
di soldi. Ma si era rifiutato di farlo. Ha preferito spararsi.
Deve aver saputo che li avrei avuti io. Deve essere cos.
Dopo aver aiutato Elizabeth a tornare a sedersi, Dan prende il
suo posto. Passano minuti prima che le persone facciano di nuovo
silenzio. Dan aspetta pazientemente. Pi pazientemente aspetta,
pi tutti cedono all'emotivit.
Appena l'ho saputo, afferma con semplicit, ho pensato:
non posso dire di aver perduto nulla. Qualunque cosa abbia
perduto, l'ho data via volontariamente, tanto tempo fa. In realt mi
sono sentito fortunato perch sono scappato prima di restare ferito.
Ho pensato: non  cambiato niente. La sua assenza  la sua
assenza, e la sua presenza - le cose che abbiamo fatto o la musica
che lui ha scritto, quello  ancora una presenza, sapete.
Ma dopo aver sentito padre McQuail, credo sia il caso di dire
che ho mancato.
Dan si tira la camicia dal torace e si sistema gli occhiali. Litigavo
abbastanza spesso con Jack. Man mano che crescevamo,
ho smesso, perch era pi facile non lasciarsi coinvolgere, e perch
credevo che fosse quello che devono fare gli adulti. Voglio
dire, a chi piacciono le interferenze?
La cosa strana  che pi diventavo tollerante verso i suoi estremismi,
pi lui diventava estremo. Era come se mi stesse implorando
di non diventare mediocre, sfidandomi. Invece di riconoscere
le sue prove, io le ignoravo. Pi scandaloso era il suo comportamento,
pi mettevo una distanza tra di noi. Come ha detto
padre McQuail, reazioni come questa terrorizzavano Jack. Dan
alza lo sguardo su di noi. Immagino che avrei potuto preoccuparmi
meno dei danni che avrebbe potuto fare a me e pi dei
danni che stava facendo a se stesso.
Conosco Jack da quando avevamo due anni. Jack non cadeva
inconsapevolmente nell'avversit. Jack sceglieva l'avversit perch
credeva di essere una vittima della prosperit. Sfortunatamente,
il consumo di eroina  una cosa che nessuno riesce a controllare,
e la solitudine, be', la solitudine si accumula. Ho chiesto
a mio padre come era successo, come mai Jack era passato
dall'utilizzo saltuario di droga a un uso cos massiccio da suicidarsi.
Mio padre ha detto che  questione di tempo l dentro. Come
diventare un musicista. Se passi pi tempo l dentro che tempo
fuori, diventi un esperto.
Dan si mette la mano in tasca e ne estrae una strisciolina di carta,
che apre con cautela mentre parla. C' un suo libro che
Elizabeth mi ha dato ieri. Anatomia della malinconia, di Robert Burton.
Ecco una citazione che Jack aveva sottolineato. Se l'avversit
ha ucciso i suoi mille, la prosperit ha ucciso i suoi diecimila.
Dan gioca con la carta sul leggio. Jack riusciva a scalare qualsiasi
edificio. Gli piaceva camminare in linea d'aria, e se c'era una
casa sulla sua traiettoria, a volte ci saliva direttamente sopra e ci
vedevamo dall'altra parte. Magari scendeva un po' scorticato, ma
mi raccontava quant'erano belle le stelle viste dal tetto. Quando
sono venuto a sapere che si era ucciso, la prima cosa che ho pensato
 che davvero gli piaceva camminare in linea d'aria. Poi ho
pensato: Spero che le stelle siano belle viste da ovunque lui sia!'
Da davanti posso vedere quasi tutti, anche se  impossibile includerli
tutti nella mia visuale. I signori Fleming sono sulla mia
sinistra, vicino a Elizabeth, Dan e Smokey Cologne, che indossa
un abito verde mare come un oceano dei cartoni animati.
Smokey aveva mantenuto il contatto pi stretto con Jack fino alla
fine, e ci sono delle cose che ha in testa che non condivider
con nessuno. Quando  arrivato, questo pomeriggio, sono corsa
gi dal vialetto d'accesso dei Fleming per andargli incontro, e lui
mi ha abbracciato. Non avevo mai immaginato che fossimo cos
vicini, ma quel momento mi ha aiutato pi di tutti gli altri.
Abbracciandolo, ho pensato a Jack ma anche a Rourke e a Rob,
alla loro amicizia, e ho sperato nel mio cuore che fosse stato fatto
per Jack tutto quello che poteva essere fatto, eppure sapevo
che non era cos - e ho cominciato a piangere.
Accanto al dottor Lewis c' sua moglie, Micah, con Jim
Peterson, del loro gruppo, e il nostro vecchio insegnante di musica,
Toby Parker. Anche pap e Marilyn sono sulla sinistra, indietro,
vicino alla veranda protetta con Denny, Jeff e la madre di
Denny, Elaine. Dietro di loro, tutta gente in piedi. Gli amici di
mamma occupano due file e mezzo sulla destra - Lowie e David;
l'amico handicappato di mamma, Lewis; Nargis; e parecchia
gente che non riconosco. C' anche Powell, ma separato.  in
piedi alla fine del corridoio, nel caso debba venirmi a prendere.
Vedo alcuni insegnanti - il signor McGintee, il preside
Laughlin, la signora Kennedy e tantissima gente del liceo - Alice Lee,
Min Kessler, Marty Koch. Ci sono Ray Trent e Mike Reynolds, e
anche Dave Meese, che una volta si fece prestare cinquanta dollari
da Jack e probabilmente ancora glieli deve restituire. Rocky
Santiago e sua moglie, Laurie, che nuotava con i delfini durante
la loro luna di miele, sono vicini a LizBeth Bennett, che lavorava
al cinema, ed  in piedi insieme a Rick Ruddle, il capogruppo di
Portland degli Outward Bound. Non ho mai conosciuto Rick,
ma lo riconosco dalle fotografie delle escursioni. I funerali sono
bizzarri - Dino, uno dei fratelli della pizzeria che era sempre in
competizione con Jack,  seduto accanto al cugino di Jack, Monroe
Fortesque. Monroe ha frequentato la Phillips Academy ad
Andover, poi Princeton. Jack lo chiamava il Carnefice Perbene.
Mi fa orrore per Jack vedere Monroe l, tutto accaldato e serio.
Anche se Monroe  parente di Jack,  uno di quel genere di parenti
che non immagini mai quando pensi al tuo funerale. Se Jack
avesse pensato in anticipo che il Carnefice Perbene sarebbe stato
invitato, probabilmente avrebbe guardato nella canna del fucile e
avrebbe detto: Cristo, basta questo a fartici ripensare.
Non ho detto a Mark del funerale, quindi lui non c'. Ma Alicia
 qui, in fondo, in piedi. Le sorrido, poi sistemo il microfono
in modo che mi possano sentire. Voglio che la mia voce arrivi
lontano.
I monti Teton si trovano nel Nord-est del Wyoming. La cima
pi alta  di 4195 metri. Non sono mai stata sui Teton, ma conosco
la temperatura media annuale di notte e le precipitazioni
medie a maggio, perch Jack ha scritto tutto sulla gamba dei
miei jeans preferiti. Ogni volta che lavavo i jeans, lui riscriveva
tutto. Non sono stata neanche a Yosemite, ma so che ci sono
volte di granito che sembrano monaci incappucciati e boschi di sequoie
che svettano come gruppi di zampe d'elefante. Ci sono foreste
boreali nel parco nazionale di Wrangell-Saint Elias in Alaska,
e tappeti di fiori selvatici sulle rive del lago Clark ad
Anchorage, e petroglifi di pecore delle Montagne Rocciose vicino al
parco nazionale degli Arches a Moab, nello Utah.
Jack ha sepolto una mia foto negli antichi campi di caccia dei
Blackfoot sul Continental Divide del West Glacier, nel Montana,
e anche una forchetta d'argento che avevo da bambina col
mio nome inciso sopra. Ha detto che avrebbe tenuto il mio spirito
al sicuro. Ha disegnato una mappa perch io potessi ritrovare
il punto, nel caso mi fossi mai trovata da quelle parti.
One Night with You di Elvis Presley fu originariamente registrata
nel 1956 con il titolo One Night of Sin da Smiley Lewis, l'uomo
migliore per il rhythm and blues che New Orleans abbia mai
visto. Jack non perdon mai a Elvis di non aver dato il credito a
Lewis. Se osavi insinuare che non era colpa di Elvis, che in generale
lui aveva dato una mano a diffondere la musica nera, Jack diceva:
Stronzate. Avrebbe dovuto fare tutti gli originali sul lato B.
Oltre a Take Five di Dave Brubeck, Trois Gymnopdies, numero
2 era il pezzo di pianoforte preferito di Jack. Era stato scritto
da Eric Satie nel 1888 come accompagnamento per atleti. L'anno
preferito di Jack nella storia della musica era il 1959. Nel
1959 Miles Davis registr Kind of Blue con Bill Evans, e Oscar
Peterson fece una versione di In th Stili of th Night di Cole Porter,
che sentivamo ogni volta che c'era la neve. Se vi capita di trovare
una copia di quella canzone, ascoltatela quando c' la neve
e conoscerete un posto nella testa di Jack che  molto bello. Era
molto bello.
So disegnare sessantadue specie di fiori di campo a memoria.
Jack mi faceva dei quiz, e acquistavo punti per la velocit. Ho lavorato
da quando avevo sedici anni, prima in un ristorante e poi
in una galleria d'arte, ma gli unici soldi che mi sono sentita
bene nel guadagnare sono venuti dai disegni dei fiori. Ne ho venduti
sedici finora, due la scorsa settimana, marted. Dicono che
marted sia il giorno in cui  morto. Ho pensato a Jack quel giorno,
a quanto sarebbe stato orgoglioso, a come quei soldi erano
in un certo senso i nostri soldi. Continuo a domandarmi se stavo
pensando a lui nel momento in cui era seduto con quel fucile,
e forse lui pensava a me.
So i nomi di tutti i serpenti e di tutte le nuvole. La nuvola
preferita di Jack era il cirro, perch i cirri sono lontani e a lui piaceva
guardare lontano. Guarda, Evie, diceva, sono come le code
di un cavallo! Voleva che fossero anche le mie nuvole preferite.
Io ero d'accordo con lui pi spesso che potevo, ma non nel
caso delle nuvole. Io preferivo gli strati. Gli strati sono quelle che
incombono minacciose, basse come l'angoscia, come trascurati
carri merci coperti nella pioggia, come qualcuno che piange nel
tuo nascondiglio preferito - come Jack.
Turgenev ha scritto del nichilismo in Padri e figli nel 1862.
Jack non mi insegn questo; mia madre insegn questo a Jack,
e a me capit di trovarmi nella stanza. Lui stava parlando male
della moralit, di come sia una costruzione vuota, di come la sola
possibile riforma sia la riforma rivoluzionaria. Va' a leggerti
Turgenev, gli aveva detto lei. E poi ne riparliamo. E lui lo fece.
Forse lei intendeva dimostrare a Jack che lui la pensava come
i grandi pensatori. Forse intendeva dimostrargli che i suoi pensieri
non erano necessariamente originali. In entrambi i casi lei
sentiva che Jack doveva andare oltre. Lei gli parlava sempre in
maniera molto veloce, come se fosse una corsa, come avesse fretta,
come se Jack avesse bisogno di uscire dalla propria testa il pi
rapidamente possibile.
Devo accennare a quanto questo sia difficile per mia madre.
Come tutti noi, sono sicura che avrebbe voluto che Jack chiamasse
se si fosse trovato nei guai. A differenza del resto di noi,
deve vivere con la consapevolezza che lei davvero avrebbe fatto
qualcosa. Gli si sarebbe buttata addosso, come se lui stesse andando
a fuoco.
La gente piange, ed  un getto continuo come da un rubinetto
che scorre. Sotto la tenda l'aria  calda. Piego le ginocchia e
stringo forte il leggio. Queste sono le cose facili. Ci sono altre
cose. Non cos facili.
Jack pensava che la societ fosse ipocrita a dare cos tanto valore
alla santit della vita umana individuale, mentre invece tollerava
la carestia, la guerra, la povert estrema, la pulizia razziale,
la distruzione ambientale, la pena capitale, l'estinzione delle
specie e altre cose allucinanti, come far ingrassare i vitelli nelle
gabbie e nutrire le oche a forza con dei tubi.
 cos stupido, diceva. Il suicidio  intollerabile ma spessissimo
il genocidio non lo . Perch questo doppio binario?
Jack odiava la psicoterapia, probabilmente perch ce lo avevano
spedito cos tanto in tenera et. Rifiutava la teoria che una
retorica troppo semplificata possa ispirare la gente disperata in
circostanze disperate a scoprire le gioie precedentemente elusive
della vita. Inoltre, diceva, ogni terapeuta  sul libro paga della
famiglia. Sono incentivati a schierarsi con i loro datori di lavoro
per continuare a essere ingaggiati. Tanto vale chiedere l'opinione
della governante.
Il suo corpo era solo suo, diceva. Diceva che quando si sarebbe
ritrovato nei guai, qualsiasi sensazione di diritto gli altri potessero
avere non sarebbe stata un riflesso reale di relazioni reali.
Sarebbe stata falsa o residuale. Se l'amore non passa, diceva,
non  reale. Se non lo condividiamo, non  amore.  fanatismo.
 pentecostale. Il dono delle lingue.
Tutto aveva senso allora. Ma adesso capisco che aveva senso
soltanto per Jack. Perch nonostante mi avesse preparato, io sono
disperata. Nonostante la nostra separazione, ho perso un pezzo
di me. Nonostante il fatto che ho cercato di essere corretta,
mi domando se non abbia agito in maniera irresponsabile. Non
riesco a dire se essere andata avanti con la mia vita sia giusto o
sbagliato, e non riesco a dire se il fatto che lui abbia messo fine
alla sua disperazione sia giusto o sbagliato, posso invece dire che
oggi  peggio di ieri, e ieri era peggio del giorno precedente.
Quando Dan mi ha chiamato per dirmi che Jack era morto, non
sono rimasta sorpresa. Adesso sento che quel giorno non sarebbe
mai dovuto venire, e mi vergogno di me stessa per il fatto che
me lo aspettavo. Pi tempo passa, pi mi sento in colpa e tradita.
In colpa perch avrei dovuto fare qualcosa, e tradita perch
lui mi aveva promesso che non mi sarei sentita cos.
Se devo rinunciare al mio diritto al dolore per rispettare il suo
diritto a morire, non mi riprender mai. Se lo assolvo da questo
crimine, lui resta un invalido, un drogato, una vittima. Se non
lo ritengo responsabile, faccio una scelta, come se fossi divina. Io
non sono divina. Lui deve dividere il suo peso per la colpa di
non aver trovato una soluzione. Voglio dire, guardatevi intorno.
Non stiamo parlando solo della vita di Jack, o solo della mia vita.
Stiamo parlando almeno di tante vite quante ce ne sono qui oggi.
 inconcepibile che abbiamo fallito tutti
Powell  proprio davanti, e mi guarda con concentrazione, fissandomi
con calma, attentamente, come forse guarda il mare.
Non ero sicura che sarei salita quass. Continuavo a cercare
di pensare a quello che avrebbe voluto lui, che io parlassi o che
io non parlassi. Se avevi capito che Jack voleva che facessi una
cosa, di solito veniva fuori che voleva l'altra.
La gente ride, anche se non intendevo essere divertente.
Ho pensato di cercare di raggiungerlo. Un tempo ero capace
di raggiungerlo. Non sto dicendo che volevo evocare uno spirito.
Alludo alla differenza tra pensare in maniera incurante e
pensare davvero -  come combinare tutto quello che  noto all'esterno
e tutto quello che  noto all'interno e lasciare che si mescolino
come un mazzo di carte. E poi, in qualche modo, le cose
invisibili cominciano davvero ad apparire.
Elizabeth lo ha raggiunto. Probabilmente avete notato il cambiamento
nell'aria quando lei era quass. Quando ha parlato, 
stata molto coraggiosa, e tutto quello che avevamo dimenticato
di Jack  diventato chiaro - lui  diventato chiaro - e lo abbiamo
reclamato dalla sua personale terribile visione di se stesso. Il
suo modo di essere buono, il modo in cui lei ha sempre saputo
che lui le voleva bene, il modo in cui anche lei gli voleva bene.
Il suo sentirsi senza riparo ma la speranza che aveva per lei.
Ho trascorso la mattinata con la signora Fleming, a parlare e a
guardare fotografie. Mi sono ritrovata a pensare che avrei voluto
parlare con lei prima, che avrei voluto essere disposta a mettere in
discussione le sue idee come lui aveva fatto con le mie. Avrei voluto
essere un'amica migliore. La sua visione di sua madre non era
totalmente precisa o equa. Jack poteva essere cos inflessibile; pi
di qualsiasi altra cosa, questo ha portato al suo isolamento.  stato
dopo essere stata seduta con sua mamma che ho deciso di parlare
oggi, non preoccupandomi di cosa avrebbe voluto lui.
Non tutti quelli che si uccidono vivono come viveva Jack alla
fine. Molti suicidi violenti vengono commessi da cittadini apparentemente
normali - genitori, insegnanti, studiosi, dottori,
banchieri, stelle del cinema. Alcuni semplicemente si uccidono
nel tempo, con mezzi pi accettabili. Pillole, alcol, fumo, guida
imprudente, dieta insalubre. Bisogna esaminare la discrepanza
tra le loro conquiste pubbliche e il loro comportamento antisociale.
Quale volto hanno mostrato, che menzogne hanno vissuto,
che cosa  passato per amore che non era affatto amore? E se
quel volto falso viene accettato dagli altri, spezza doppiamente
chi lo indossa: la persona non  conosciuta, e l'attenzione che riceve
non  attendibile. Chi indossa il travestimento dimostra
quello che loro credono profondamente, che la gente che ha intorno
 solo stupida.
Jack era diverso: non nascondeva niente. Lo si conosceva, perci
qualsiasi amore ricevesse era reale. Tutti agiscono come se la
sua sincerit gli venisse spontanea, come se lui ce l'avesse e noi
no. Ma era il prodotto di un'ardua fatica. Guardate l'album di foto
che  sul tavolo nel retro. Quando era costretto a conformarsi
socialmente, lo faceva come un Jack completamente formato,
non come uno che avrebbe mai potuto essere scambiato con tutti
noi. La sua era una resistenza stilizzata; era un artista. E la signora
Fleming ammirava la volont di Jack. Se ha fatto l'errore di
dissimulare nel sostegno segreto agli ideali di lui il suo segreto bisogno
di libert,  stato solo perch sperava che lui avrebbe vissuto
pi liberamente di quanto aveva vissuto lei. Oggi stavo pensando
che ogni sfida che lui ha rivolto all'ordine costituito a lei
ha fatto pi o meno l'impressione di un anelito alla libert.
Cerco di stare un po' pi diritta. Quello che lei non aveva
calcolato era che lui sarebbe stato libero solo se lo fosse stata anche
lei. Penso che lui stesse facendo un patto con lei. Non aveva
intenzione di evadere da solo.


Capitolo 52.

I camerieri sono vestiti per le nozze con polo e pantaloncini di
cotone beige. Alicia non ha voluto che vestissero in rosso, bianco
e nero come il personale di un ristorante scadente, cos ha
comprato loro gli abiti. Mark sta protestando da settimane, dice
che il livello di organizzazione che le nozze hanno richiesto 
scandaloso, anche se so che in realt  invidioso del fatto che Alicia
e Jonathan stiano monopolizzando l'attenzione.
Lascio la macchina agli addetti al posteggio e attraverso il prato.
Arrivo fino all'enorme albero di faggio rosso, quando sento
chiamare il mio nome. Eveline! Alicia si affaccia dalla finestra
verticale dell'atrio. Sembra perfetta da lontano, come una moglie
in una pubblicit dei diamanti. Mentre vado da lei, sento il
peso di ogni passo. Mi guardo le scarpe nuove. Sembrano
inadeguate, come se non si potesse fare affidamento su di loro
quanto a sostegno.
La casa  animata. Ragazze con tubini di seta e mazzi di garofani
dei poeti circondano Alicia, muovendosi civettuole, come
uno stormo di colombe. Sono carine in color tortora e rosa, con
i cappelli tondi che Alicia ha fatto fare per loro, anche se  difficile
stabilire una differenza tra una ragazza e l'altra. Il color tortora
degli abiti  lo stesso color tortora che la madre di Jack indossava
al funerale. Il color tortora deve essere il colore. La cugina
di Alicia, Mirelle, indossa l'abito che era stato fatto per me
prima che dessi forfait. La saluto con la mano e sorrido, ringraziandola
per l'aiuto.
I capelli corvini di Alicia sono divisi al centro, proprio come
piace a lei, piatti fino a met cranio, dove ingombranti trecce si
addensano in una specie di turbante o alveare nel quale sono inghirlandate
sei rose rosso sangue. Nel corso delle discussioni con
il fioraio, la signora Ross aveva suggerito che fossero rosa o gialle,
ma Alicia si  rifiutata. Quando  stata sollecitata la mia opinione,
ho solo detto che Alicia  un'artista e conosce questo genere
di cose. La risposta ha soddisfatto la signora Ross, che 
sempre una madre adorante e una paladina dell'arte. Adesso sono
contenta del rosso; Alicia  bellissima - davvero,  un'artista.
Ha il collo cinto da un girocollo di perle di fiume, spesso almeno
dieci fili. Il suo abito con le perline  aderente sul corpetto, e
diventa ricco sui fianchi. Le perline prendono la luce con il movimento.
Con la sua fronte alta, gli zigomi scavati e l'incantevole
immobilit, sembra una sagoma dalla figura nera in un dipinto
di una tomba etrusca.
Ha gli occhi pieni di lacrime. Questo fa male, dice. Incredibilmente
male.
Le strofino via un quadratino di porporina dalla guancia. Che
cos' che ha cosparso di porporina? Forse i men, o i regali per
i bambini. Lei  cos. E una sfortuna che il suicidio di Jack
abbia toccato le sue nozze, ma  la vita e lei appartiene ai vivi. Il
matrimonio pi di ogni cosa deve contrastare la sua quota di associazioni
importune. Comunque, non c' niente che io possa
farci. Lei sembra pensare che io possa farci qualcosa.
Quello che hai detto ieri al funerale, sulla gente normale che
ha bisogno di compiacere, la gente che indossa un volto fasullo.
Agito la mano e la fermo. Non posso dirle la verit e non mi
va di mentirle. Sarebbe bello pensare che i suoi privilegi la condurranno
in un luogo di relativa libert e di conquista di un'autonomia
personale, ma non sono sicura che questo accadr, e
inoltre quella sensibilit non ha esattamente aiutato suo padre.
Allungo una mano nella borsa e prendo un pezzo di onice nel
quale ho inciso un fiore.
Per te, dico. Come portafortuna.
Si aggrappa a me. Nel suo abito sembra rigida, come se sotto
ci fosse roba corrugata, come se un uragano non potesse sollevarla.
Forse  questo il punto. Con un abito la sposa non pu
scappare. Non pu tornare sui suoi passi. Appartiene al marito,
alla famiglia, alla comunit. Come una mongolfiera ad aria calda
ormeggiata con sabbia e funi. Vorrei che potessi restare per
il ricevimento, dice Alicia.
La signora Ross ci separa con un colpetto. Basta, ragazze. Evie,
cara, vatti a sedere.
Il fratello di Jonathan, Evan, mi viene incontro alla base del
corridoio centrale. Evan non ha voluto fare il testimone dello
sposo. Voleva suonare la chitarra durante la cerimonia e cantare
Turn, Turn, Turn, ma il signor Ross ha detto di no. Aveva gi abbastanza
pensieri senza doversi anche preoccupare di un dannato
menestrello.
Mi dispiace per il tuo amico, mormora Evan mentre camminiamo,
con lui che mi guida, imponente e lento. In mezzo al
settore sulla sinistra c' Rob. Vicino a lui, Rourke. Il mio corpo
si riempie di desiderio, anche se in realt sono in lutto.
Jack aveva ragione a definirmi ferina. Costringo all'ordine la mia vitalit,
come se facessi schioccare una frusta addosso a un animale.
Penso a Elizabeth che mangia la carne e a Jack che la guarda. Dico
a me stessa: Jack sta guardando.
Evan mi consegna alla seconda fila, a una sedia pieghevole
bianca imbottita dietro ai nonni di Mark, che sono cos piccoli
che mi devo chinare per baciarli. Mentre mi chino, sono completamente
consapevole di Rourke e Rob, muti e diritti, che osservano
l'arco flessibile della mia spina dorsale. Il quartetto d'archi
comincia a suonare il Minuetto in Sol maggiore di Mozart, e
Mark e il cugino di Alicia, Sam, e la sua seconda moglie, Abby,
che  incinta di sette mesi, mi raggiungono. Abby non  in color
tortora,  in verde acqua. Una rete verde acqua le pende dal
cappello verde acqua. Abby e Sam sono proprietari di un'azienda
di mobili per bambini nell'Upper West Side. Una delle sue
mani guantate mi tocca il braccio. Abbiamo saputo del tuo
amico ieri sera alla cena della vigilia. Tu stai bene?
S, dico. Grazie.
Sam si china. Vedo la mappa della sua barbetta a punta, la
planimetria completa. Siamo terribilmente dispiaciuti.
Il padre di Mark aveva fatto l'annuncio alla cena della vigilia, la
sera prima. La cena era organizzata al 1770 House, una locanda
storica con ristorante su Main Street a East Hampton, che la famiglia
Ross aveva preso in affitto per il weekend.
Il signor Ross aveva spiegato alla famiglia e ai partecipanti alla
festa nuziale che un amico mio e di Alicia era morto, e che a
causa del mio rapporto particolarmente intimo con il deceduto
non sarebbe stato appropriato che io partecipassi alle nozze soltanto
un giorno dopo il funerale.
Io non sentii l'annuncio; ero a casa di mia madre. Ma ero andata
a casa dei Ross per finire di fare i segnaposti molte ore prima
delle nozze, e il signor Ross mi inform di quanto aveva
detto. Quando arrivai l, Mark era andato a giocare a tennis con
Brett, e le damigelle erano allineate in attesa dei parrucchieri.
Aprii la scatola dei cartoncini che avevo completato due settimane
prima e aggiunsi tutti i numeri di tavolo. Il signor Ross mi
aspettava pazientemente. Appena incartai le penne stilografiche,
disse: Andiamocene via di qui, accidenti.
La signora Ross sugger che io rimanessi. Ha avuto una settimana
dura, Richard. Forse le piacerebbe essere inclusa nella seduta
dal parrucchiere. Non so cosa potremo fare con quei capelli,
Eveline, ma che ne dici delle unghie e del trucco?
Non essere intrigante, Theo. Eveline non ha intenzione di rimanere
dopo la cerimonia.
Richard, io...
Ne abbiamo parlato decine di volte. Se ne va dopo la cerimonia.
Inoltre, le hai viste queste ragazze quando escono di l?
Sembrano delle puttane.
Il signor Ross e io passammo davanti alla fontana e alle tende
appena erette. Mi sentii sollevata pensando che le tende non erano
le stesse che avevano usato i Fleming. Se i due eventi fossero
stati separati da pi di un giorno, sarebbe stato possibile. Tutte
quelle lacrime sedimentarie, intrappolate nel vinile, che grondavano
e si spargevano per tutta la festa nuziale.
Avevo ceduto il mio abito da damigella a Mirelle, perci mi
ero dovuta fermare al cottage di Mark a prendere un abito di ricambio
e un paio di scarpe per la cerimonia, e quando lo avevo
fatto il signor Ross mi aveva aspettato nel corridoio. Anche se il
cottage in realt era loro, lui e sua moglie ci avevano sempre garantito
la pi rigorosa privacy. Nei tre anni in cui avevo vissuto
con Mark, non erano mai passati senza essere stati invitati, anche
se Alicia entrava in continuazione.
Le mie valigie erano al centro della stanza. Non le vedevo da
quando le avevo preparate per lasciare la citt dopo il combattimento
di Rourke. Avevo finito per uscire senza, quando avevo
ricevuto la notizia di Jack, scrivendo solo un biglietto e andando
alla Penn Station.
Ho preso un treno per andare da mia madre. Il mio amico  morto.
Eveline.
Mark port i bagagli con s il gioved. Disse che immaginava
fossero quelli per l'Italia. Il mio regalo di laurea. Aveva organizzato
che partissimo direttamente da East Hampton il luned
mattina. Sarebbe venuta una macchina. Indipendentemente da
quello che aveva detto, sapevo che sospettava altro.
La vista dei bagagli mi riport in mente ricordi del combattimento,
di Rourke che veniva picchiato, di lui che picchiava, delle
grida della folla, della mia corsa nel viale desolato fino al
diner greco, del viaggio in macchina verso casa, di quando avevo
fatto le valigie e della telefonata di Dan, della piccola sveglia argentata
e del vento scatenato. Questi elementi si erano fusi nella
mia mente in modo che nessun particolare potesse essere rimosso
senza far crollare tutto il ricordo. Proprio come le fiamme,
il fumo e il calore significano fuoco, le valigie significavano
Jack  morto.
Tutto bene?, disse a voce alta il signor Ross.
Risposi a voce alta di s. Scesi le scale lentamente, e lui mi tenne
aperta la porta. Camminammo dalla parte opposta rispetto
agli addetti al catering, ai fiori e al paesaggio.
Spero non ti dispiaccia che abbia detto qualcosa alla cena della
vigilia, ieri sera, disse il signor Ross, ma Mark ha avuto una
settimana intera per informare la gente. Tu sei stata sincera e tempestiva,
e la tua scelta ti fa onore. Non sono contento che Mark
abbia aspettato fino all'ultimo minuto. Per niente contento.
Sperava che io cambiassi idea.
Non sperava niente. Ti stava irretendo. Non so che intenzioni
abbia Mark. Spero che questo viaggio in Italia sia una buona
cosa, disse, non suonando particolarmente convinto. Sarebbe
bello che tu ti allontanassi.
Non ebbi cuore di dirgli che non ci sarei andata, cos non dissi
nulla. Continuammo a camminare lentamente, con lui che mi
faceva domande sulla cerimonia funebre e io che gli descrivevo le
cose che avevo ascoltato e detto. Gli raccontai che mi ero seduta
con la madre di Jack, e gli piacque ascoltare di padre McQuail.
La BMW che mi aveva regalato Mark era in attesa sul prato
principale, balsamica e adorabile, verde lanolina come una gomma
da masticare. Il signor Ross appese il mio abito al gancio sopra
lo sportello del sedile del passeggero posteriore e ne tir su
premurosamente il fondo, sistemandolo sul sedile. Allo sportello
di guida mi prese entrambe le spalle e mi baci sulla fronte.
Sentii l'odore della nicotina stantia nel suo alito e mi si gonfi il
cuore. Ricordai le mie parole al funerale su Jack che non era mai
stato costretto a diventare qualcosa che non voleva essere. Alcune
persone vivono la loro intera esistenza tenendo fede alle promesse
che hanno fatto a chi dipende da loro.
Siamo spiriti affini, io e te, disse il signor Ross. Poeti.
Nella luce fortemente contrastata sotto gli alberi, mi apparve
chiaro che stava dimagrendo. Considerai di attribuire il cambiamento
al fatto che si era tagliato i capelli e aveva degli occhiali
nuovi, ma affrontai la possibilit che stesse di nuovo male. Sperai
che qualcuno ci stesse facendo attenzione. Non potevo sopportare
l'idea di perdere un'altra persona. Ecco perch fu un sollievo
per me che Denny si fosse sistemato. Una notte, prima che
Denny e Jeff prendessero un impegno uno con l'altro, Rob aveva
dovuto tirare fuori Denny da una brutta situazione a
Gansevoort Street e, dopo, tutto quello che Rob aveva detto era stato:
 stato un bene che mi sia portato una pistola.
S, signor Ross, dissi. Poeti.
Girai lo specchietto laterale e lo osservai mentre tornava a casa.
Mentre si avvicinava alla veranda, Alicia e le sue amiche si
precipitarono alla finestra come se lui fosse una celebrit e loro
fossero le sue fan. Bussarono al vetro, chiamandolo e ridendo.
Lui le salut con la mano con finto fastidio mentre saliva le scale,
e quando apr la porta loro lo inghiottirono. Guardai il signor
Ross ridedicarsi alla mostruosa cinetica della vita di famiglia,
consentendo a se stesso di amare ed essere amato malgrado le
concessioni private del suo cuore e della sua mente.
Mark si era presentato a casa di mia madre alle sette del venerd
sera, un'ora prima della cena della vigilia, per cercare di spingermi
a partecipare. Ero appena tornata dal funerale di Jack. Tutti
eravamo appena tornati - mamma e Powell, mio padre e Marilyn,
Lowie e David, Denny e Jeff, Dan, Troy, Smokey, e Jewel, il
dottor Lewis e Micah, e parecchi degli amici di mia madre. Mark
sopraggiunse da noi in salotto, un cerchio nero scompigliato.
Aveva conosciuto quasi tutti nel corso degli anni ma mai tutti
insieme e mai con loro sobri e ben vestiti. Di solito quando
Mark veniva a trovarci, metteva su quest'aria di crescente stupore,
come se assistesse a uno spogliarello particolarmente rivoltante.
Ma quella sera, come un politico che riconosce al volo il
potere di voto di una circoscrizione elettorale marginale, entr e
si lavor la stanza, stringendo mani e facendo le condoglianze.
Grazie per essere stati l per Eveline, diceva mentre passava
da una persona all'altra. Sarei venuto anch'io, ma i miei nonni
sono venuti in aereo dalla costa per il matrimonio di mia sorella,
e sono dovuto andare a prenderli al Jfk. Considerando le circostanze
tragiche, avrei dovuto mandare una macchina a prenderli,
ma mio nonno ha novantanni e mia nonna ha il morbo
di Crohn.
In cucina, Mark si sedette al tavolo, sulla sedia pi vicina ai
fornelli, il posto dove si era seduto la sera che ci eravamo conosciuti
quattro anni prima. Per combinazione, io ero in piedi dove
ero in piedi allora, appoggiata al ripiano davanti al lavello.
Come le tessere del domino, i giorni andarono a vuoto; tornai al
periodo in cui sapevo quello che volevo ma non avevo i mezzi
per ottenerlo, invece di avere i mezzi per ottenere senza conoscere
nessun obiettivo rilevante.
Dobbiamo stare seduti qui dentro?, volle sapere Mark.
Guardandolo negli occhi, vidi le cose che mi erano sfuggite
quando lo avevo conosciuto la prima volta - le intenzioni nascoste,
la mente calcolatrice, l'inquieta arroganza. Prima di spingermi
oltre, venni visitata da un altro ricordo, nella stessa stanza,
prima, quella stessa sera. Ero io, presa nel crogiolo dell'adolescenza
ma pi coraggiosa di quanto fossi mai stata, in piedi accanto
a Rourke. Il ricordo di Rourke era cos positivo e tattile da
schiarirmi la mente. Sentii un dolore aperto. Io che pensavo: Ah,
che cosa ho perso, e come sono diventata.
Intuendo la crisi, Mark cambi direzione. Era incredibile quanto
mi conosceva bene. Spezzerai il cuore a mio padre se non vieni
alla cena, stasera. E figuriamoci al matrimonio, domani.
Mi appellai all'unica autorit che avevo - l'istinto artistico e
l'immaginazione. Stabilii una scena e vi entrai dentro. La cucina,
cos straripante di ricordi di famiglia e di amici, divenne
qualcosa di puramente fisico, un set o un palcoscenico, qualcosa
nel quale io e Mark eravamo stati gettati. Lui assunse l'aspetto
di una marionetta, solo che non era innocuo, e le cose di cui
parlavamo cominciarono a suonare prestabilite, tratte da un copione.
Vedevo che la sua promessa di costituire un riparo per me
si basava sulla premessa che io non avevo una casa. Mi domandai
cosa volesse lui da me in cambio. Cosa avevo che lui aveva
bisogno di portarmi via?
Ero a piedi nudi; li calcai saldamente a terra, toccando con
tutti i punti. Anche se era giugno, il pavimento era freddo. Era
lo stesso freddo che c'era sempre stato, il freddo che apparteneva
alla casa di mia madre. Quel freddo era esattamente quello
che avevo bisogno di nominare; era la cosa verniciabile. E nella
mia testa c'era una citazione che di solito faceva mia madre e
che mi faceva sempre pensare ad affrontare i fatti. Era di T.S.
Eliot, credo.
Le vie fangose e la stagione rigida,
Nel cuore dell'inverno.
Accompagnai me stessa attraverso gli anni. Avevo frequentato il
college e avevo un lavoro in una galleria d'arte. Mark e io condividevamo
un appartamento su West 60th Street, e c'era una
macchina che potevo guidare. In banca avevo undicimila dollari.
Ogni volta che pagavo qualcosa nel periodo con Mark - libri,
cibo, regali, vestiti - il denaro ricompariva sul mio conto.
Cercai di pensare ai sabati, sabati qualsiasi. Avevo qualche ricordo
frammentario di lui sul divano di pelle verde granata in salotto,
con il telefono in una mano, il telecomando nell'altra, che
mi tirava gi perch mi mettessi l con lui. E i posti del sabato:
ristoranti, locali notturni, eventi di beneficenza, Nantucket, il
Vineyard, Cape Cod, East Hampton. Uomini che diventavano
calvi, donne che somigliavano a ragni, i rumori superflui del
sesso provenienti dai suoi amici in stanze adiacenti. Il sesso di
Mark era muto. Era furtivo e ordinario come un'oscura routine,
come se fosse dipendente dalla sensazione che il suo denaro fosse
valso la pena.
E io, l con lui, imprigionata dall'inespugnabilit della sua posizione,
persa in un mondo privato della sincerit e pieno di vanit.
Come lui e ogni altro membro della sua cerchia, io ero soltanto
un'altra cosa umana, definita dal mio aspetto e dalla bassezza
del mio compromesso. Venivo definita in maniera molto
precisa non da quello che possedevo, in realt, ma da tutto quello
che non avevo ancora raggiunto. Alla fine, tutto ci che mi restava
era solo una sensazione oscena di aver partecipato a una
lunga mascherata.
Mark mi stava ricordando i miei obblighi nei confronti di sua
sorella, dei suoi genitori. Loro devono sostituire diceva ogni
immaginabile obbligo che puoi avere avuto nei confronti di questo,
questo...
Jack.
Aveva ragione. I miei obblighi nei confronti di Alicia e dei signori
Ross sostituivano in effetti il mio obbligo nei confronti di
Jack: loro erano vivi e lui no. Mi avevano trattato come una persona
di famiglia e io avevo accettato di essere un membro della
festa nuziale. Comunque, questi obblighi non sostituivano l'obbligo
che avevo nei confronti di me stessa. Cercai di pensare a
cosa volevo io. Avevo perso tutto: casa e Jack e Rourke. Anche se
potevo essere stata passiva, sotto la mia passivit c'era stata un'azione.
La mia vita non era mai stata la versione di Mark contro
la mia - piuttosto, era stata una delle mie creazioni contro un'altra.
Non era accaduto nulla che io non avessi lasciato accadere.
Ero stata pi forte di quanto non avessi pensato. Adesso avevo
bisogno di tempo. La coincidenza della morte di Jack mi consentiva
esattamente questo. A Jack non sarebbe dispiaciuto. Avrebbe
insistito. Una parte di me si domandava se non avesse organizzato
tutto lui.
Mi dispiace, Mark. Non posso e basta.
Quando Mark se ne and, tutti coloro che si stavano raccontando
storie su Jack in salotto fecero una pausa per parlare di Mark.
Sa quello che vuole, il ragazzo!
Non  cos male!"
E io che ho sempre pensato che era un po' uno stronzo!
Tranne mia madre, che non aveva pronunciato pi di una decina
di parole dopo il mio discorso al funerale. Da met della
scala sulla quale stava salendo, interruppe la conversazione affermando
stancamente: Se volete scusarmi, me ne vado a letto.
Poi si volt e ci and, muovendosi in modo insolitamente lento
come se avesse delle biglie nelle scarpe, come se temesse di essere
sbalzata via in un posto lontano.
Jonathan e Mark compaiono da dietro il graticcio coperto d'edera.
Mark sembra una stella del cinema con il suo smoking. Strizza
l'occhio. Povero Mark, con Rourke che incombe direttamente
dietro di me. Rourke, penso, aggrappandomi alla consapevolezza,
ma cercando di non andare alla deriva. Mi sistemo il vestito,
appiattendo la sottile croce del nastro che lega il corpetto. Sono
in grigio, grigio colombo, come un colombo viaggiatore. A lui
piaccio in grigio, anche se io non ho pensato di farlo per piacere
a lui. Quando la cerimonia comincia, ascolto attentamente. Non
voglio mai dimenticare quanto mi sono avvicinata.
Fuori dalla tenda, gli ospiti si radunano alla meglio prima di
creare una fila per andarsi a congratulare con le famiglie. L'organizzatore
del matrimonio e il suo staff ricompaiono, vestiti come
i custodi del parcheggio con le camicie bianche Oxford e i
pantaloni di cotone beige. Ci fanno uscire con falsi sorrisi, schiene
rigide e braccia distese come se appartenessero ai servizi segreti.
La signora Ross mi chiede di scortare i suoi genitori in cucina,
dove potranno riposarsi fino al ricevimento.
Grazie, cara. La testa del signor Sacci disegna dei cerchi come
se stesse seguendo il percorso di una mosca che vola stretta.
Afferra la mano di sua moglie, e lei afferra la sua, ed entrambi
vanno ripetutamente a vuoto. Io prendo una mano di ciascuno
e li conduco lentamente dietro l'altare fino in cucina, la provincia
del t e biscotti, e di Consuela.
A differenza che al funerale, ci sono i bambini - che indossano
vestiti di taffet vaporosi e completi da ometti, correndo,
dondolando, arrampicandosi. Jack non conosceva nessun bambino
o nessuno che avesse bambini. Immagino che nella sua cerchia
fosse lui l'ultimo bambino.
Dopo che la cerimonia funebre si era conclusa, la madre di Jack
mi aveva convocato privatamente in casa e mi aveva consegnato
una scarpa. Una scarpina da neonato. Bianca con un morbido
laccetto che stava diventando grigio e segni di usura vicino ai talloni
e alle dita. Per te, aveva detto senza fiato. Per i campi di
caccia dei Blackfoot. Se mai riuscissi ad andarci. Qualcosa di
Jack da seppellire.
Mi ero girata la scarpina tra le mani. Mi domandavo se fosse
un regalo da parte di Jack o da parte di lei. Poco importava, il
messaggio era inconfondibile - in esso potevo vedere la testarda
volont di camminare.
Prendila, aveva insistito. Io ho l'altra.
S, signora Fleming, le avevo detto, e ci eravamo abbracciate
per la prima e l'ultima volta, con la scarpina nella mia mano,
e la mia mano appoggiata sulla sua spalla.
Quando arrivai alla macchina di Denny, lui e io l'avevamo salutata
con la mano, tutti e due. E partendo con l'auto, l'avevamo
salutata ancora una volta, lasciandola sola in cima al vialetto
d'accesso.
Rourke si  gi congratulato. Ha un abito blu notte con belle cuciture
bianche, modellato sul suo corpo. Sotto ha una camicia
azzurro chiaro. Sia il blu dell'abito che l'azzurro della camicia
hanno parecchio rosso dentro, e gli danno un aspetto elettrico.
Sta ridendo con Rob, Denny e Jeff, con la testa modestamente
abbassata. Sulla parte destra del suo volto ci sono dei lividi neri
e un'infiammazione. Non riesco a individuare il suo occhio. Vorrei
andare da lui, da loro, dai miei amici, ma non posso. C' ancora
tantissimo da fare. Inoltre mi manca un po' la terra sotto i
piedi e mi gira tutto. Come i nonni di Mark, che annaspano alla
cieca, cercando la mano dell'altro.
Ecco Evie! Evie! Alicia mi fa cenno e mi tira dalla parte della
fila della sposa. Il trucco  a posto?, chiede a voce troppo
alta, con il viso sospeso sul mio. Gli hai visto l'occhio?, sussurra.
Dicono che non sar mai pi come prima.
La bacio, poi bacio Jonathan. Il fotografo reclama una foto.
C' una pausa imbarazzante, un flash. Alicia mi strizza l'occhio,
poi si illumina professionalmente per la persona successiva. Passo
oltre per felicitarmi con gli altri, e alla fine con Mark.
 stata una lunga settimana, mormora insinuante mentre
mi strizza, spingendo i suoi fianchi contro di me, con gli occhi
che guardano dietro di me, per vedere se Rourke ci fa attenzione.
Mark dice: Adesso prendiamo la macchina per andare a farci
le foto. Ci vediamo vicino alle limousine. Mentre mi allontano,
grida: Stai lontana dal sole.
Rob mi prende la mano e mi fa attraversare il giardino, giriamo
nell'angolo vicino alla stanza estiva ed entriamo, e lui si mette
dove Mark non pu vedere dalla sua posizione nella fila degli
ospiti. Rob si alza gli occhiali verdi da aviatore in cima alla testa.
Dietro gli occhiali anche gli occhi sono verdi. Sistema la spallina
del vestito che mi  scivolata, e mi abbraccia piano.
Profumi di cocco, dice.
Appoggio il mento sulla sua spalla. Mia zia mi ha regalato
una crema.
Ah, dice Rob. Una crema. Molto carino.
Lo allontano da me. Sto piangendo e non voglio bagnare il
suo vestito. Il suo vestito  color crema, di lino ecru, e la sua camicia
 bianco neve. La sua cravatta  del colore degli iris viola.
Sei bellissimo.
Si mette una mano in tasca per prendere un fazzoletto, e, tirandone
su un angolino, mi tampona sotto gli occhi. Ti piace
il vestito, eh? Lo ha scelto Lorraine. Adesso si interessa di moda,
quindi le ho fatto una telefonata. Siamo andati da Barneys su a
Chelsea. Dovresti vederla passare in rassegna le cravatte.  come
un atteggiamento speciale, come quei ragazzini autistici che
conoscono Mozart. Dopo siamo andati alla Russian Tea Room. Ci
 sempre voluta andare, perci ho pensato: E che cavolo!
 fantastico, Rob.
Adesso si vede con un avvocato. Un bassetto - uno e settantadue.
Ha un appartamento con due camere da letto in un condominio
a Jersey City. Io le faccio: Rainy, qualsiasi piccoletto
con un appartamento di due camere da letto  a caccia di una
moglie. E lei fa:  esatto, Rob. E qualsiasi tizio che vive con un
altro tizio e un cane rabbioso in una casa prefabbricata senza lavoro
e con una propensione per il gioco d'azzardo non lo . Mi
ci sono voluti dieci anni, ma alla fine l'ho capito. Rob ride.
Una propensione, dice lei. Per il gioco d'azzardo?"
Lei ti ama.
Guarda al di sopra della mia testa e si succhia una guancia fino
ai denti. Tu stai bene? Sembra che tu non ti regga in piedi.
Non ti reggi in piedi?
Non lo so. Forse.
Suicidio, dice Rob. E tosta. Ma che cosa ci puoi fare? Mica
puoi cambiarla, la gente. Guarda mio fratello. E morto. Praticamente.
Presto sar morto.
Anthony?
Esatto, Anthony, a Los Angeles. Rob allunga una mano per
prendere una sigaretta, toglie la mano e trova uno stick di gomme,
invece. Tony. Tutto quello che chiunque di noi abbia mai
sentito crescendo era quanto  bello Tony. Aveva qualsiasi ragazza
desiderasse, tra i quindici e i cinquant'anni. Uno cos si becca
un complesso, capisci cosa intendo, tipo: A che mi serve un lavoro
vero? Cos Tony se ne va all'Ovest e fa un'escursione nel magico
mondo del porno. Roba strettamente etero, eh, ma comunque
sia. Io cercai di parlarci. Le tentai tutte. Ma niente da
fare, guadagnava troppi soldi.
Mi siedo sul divano di malacca. Rob si sistema la cravatta e si
siede anche lui.
 questo il motivo per cui io e Harrison siamo rimasti a Los
Angeles dopo il college. Mio zio era pronto a ingaggiare qualcuno
per far diventare brutto Anthony, in modo che non potesse
far vergognare nessuno. Io gli dico: Zio, cosa vorresti fare, tagliargli
il cazzo?. Voglio dire, una volta che cominci con quella
merda, dove ti fermi? Chiesi che mi dessero una possibilit per
cercare di usare un po' di persuasione positiva. Sai, passare un
po' di tempo con lui, uscire insieme, entrare all'interno di quel
mondo e tirarlo fuori da l. Mi offrii di restare alla Ucla - alla
Anderson, che  la facolt di economia - mia madre comunque
voleva che mi prendessi un master, cos pensai che in questo modo
l'avrei resa felice. Mio padre e mio zio erano un po' freddini
rispetto al mio piano. Sapevano che quando si trattava di mio
fratello io ero un pollo. Fu in quel momento che anche Harrison
decise di restare nei paraggi. E poi poco dopo successe tutta
la storia di Diane. In ogni caso, mi sono fatto mettere in mezzo.
Quel mondo ti risucchia. Sesso e soldi. Pippare ti annebbia il
giudizio. Questo  il problema con Mark, a proposito. Troppa
coca. Quegli stronzi Signori dell'Universo ci danno dentro tutto
il giorno. Diventa come prendere un'aspirina.
Quando nomina Mark, tutti e due lanciamo un'occhiata in
direzione della festa nuziale. Attraverso le pareti riparate della
veranda, riusciamo a vedere che la met degli ospiti sta ancora
aspettando in fila.
Rob si gira di nuovo. Per farla breve, due anni dopo, la mattina
peggiore della mia vita - il diploma di laurea - ed  come:
Tempo scaduto. Tutta la mia famiglia sta arrivando in aereo e io
non ho fatto ragionare Anthony. Tutto quello che  accaduto 
che lui ha compromesso me. Ricordi che ti ho raccontato dei traditori?
Il loro scopo  il fallimento del tuo carattere. Quindi me
ne sto l schiantato sul divano del suo, insomma, bungalow, fuori
di testa per la droga della notte prima - di un'ora prima - e ci
sono preservativi dappertutto - ragazze, ragazzi, ragazzi vestiti
da ragazze, e viceversa. E io sto esaminando ogni faccia. Come
mai questi cazzo di falliti mi sono sembrati okay?
Nella mia mente, nel profondo, sto pensando - pregando -
che Tony scender le scale con un completo elegante come se
fosse Pasqua nel quartiere e io avessi sette anni e lui diciassette,
e caccer tutti fuori, e dir: Andiamo, ragazzino. Hai una grande
giornata davanti a te. Ma niente. Niente. Nessuno si sveglia, nessuno
viene. Passano le ore. Alle nove io sto perdendo la testa.
Devo andare. Devo andare. Ho il cuore che batte all'impazzata
come se dovesse spaccarsi, e voglio afferrare qualcosa, una lampada,
una mazza da golf. Sto pensando di cominciare a liberarmi
della merda. Potrei far venire qui i poliziotti. La polizia sarebbe
meglio di niente.
Proprio quando penso che non ne posso pi, la porta d'ingresso
si apre scricchiolando. Harrison. Non mette piede l dentro.
Troppo contaminato. E comunque io non ce lo voglio l
dentro. Salto su e vado da lui alla porta.
Andiamo, dice Rourke. Hai fatto tutto quello che potevi.
Io esplodo: Vaffanculo, brutto stronzo. Io non me ne vado.
Gli vado sotto: Tu non sai niente della famiglia perch non ce
l'hai, una famiglia. Io morirei piuttosto che lasciare qui mio
fratello. Tutto a un tratto, bum. Harrison si gira e mi manda al tappeto.
A tutta forza. Lungo disteso.  stato come essere investito
da un treno.
Poi guarda gi e mi dice: Lui non  tuo fratello. Io sono tuo
fratello.
Penso alla signora Rourke che diceva: Sai, ancora mi domando
quale possa essere stata la cosa sbagliata. Mi domando: era la
parte in cui Rob dava per scontata la morte, o la parte sul fratello,
o la parte su Rourke che non aveva una famiglia? Tutte
queste cose, forse tutte queste cose insieme.
Harrison mi tira su, e io me ne sto seduto l - a sanguinare
e a piangere sugli scalini dell'ingresso per - merda, devono
essere stati venti minuti. So che Anthony mi sent, cazzo. Tutti mi
sentirono. In tutta la strada la gente  uscita dalle case.
Se non viene gi, dissi, sar l'ultima volta che lo vedo.
Prima o poi ci sar un'ultima volta, disse Harrison. Facciamo
che sia oggi.
Aspett finch non fui pronto. Poi mi prese e mi port in palestra
e mi mise il ghiaccio e i punti. Non mi reggevo neanche
in piedi, ero cos incasinato con la coca e la mancanza di sonno
e l'adrenalina. Fece venire l il dottore per assicurarsi che lo zigomo
non fosse spaccato. Era una doppia frattura. Vedi? Rob
indica la parte sinistra della sua faccia.
L'ho gi vista. La tocco, con le dita piatte, passandoci sopra.
Quest'occhio  pi piccolo, vero?
Ma la vista  di dieci decimi. Mi importa solo di quello.
Avrei potuto essere operato, ma non me ne frega un cazzo, a parte
il problema ai seni nasali. Inoltre, le ragazze ne vanno matte.
Quindi Harrison mi porta a casa nostra a Ventura, mi d da
mangiare e mi ripulisce, e arriviamo alla laurea in tempo. La mia
famiglia mi ha visto, e praticamente hanno cominciato a cagarsi
addosso. Mia madre comincia a singhiozzare e la signora
Rourke sbianca, ma la sai una cosa? Rob si porta un dito alle
labbra, come chiudendo una cerniera lampo. Nessuno ha detto
niente - cera Harrison con me
Rob mi guarda. A volte ami qualcuno ed  come se non riuscissi
a vedere la cima dell'edificio perch stai abbracciando il
piano terra. So che tu sai cosa voglio dire.
S, lo so cosa vuoi dire.
Ecco perch ti rendo onore per aver lasciato andare il tuo
amico - Jack.
Non sono sicura di aver fatto la cosa giusta.
Dai. Eri solo una ragazzina, e lo hai lasciato andare prima del
dovuto. La maggior parte della gente aspetta un letto caldo. Tu
no. Non c'era alcuna garanzia con Harrison. In realt, le
probabilit erano contrarie. Io giravo solo intorno a mio fratello come
un idiota, prendendo tempo. Ora Tony  perduto. Io me la sono
cavata a buon mercato con la faccia spaccata, e mio fratello si
 preso la malattia. L'ultima volta che gli ho parlato era sceso a
67 chili da 86.
Merda. Mi dispiace, Rob.
Sto solo dicendo che uno potrebbe pensare che in tutto quel
tempo l in mezzo avrei potuto ottenere risultati migliori. Ma
devi tenere sotto controllo stretto il tuo cazzo di mondo se vuoi
controllare i risultati di altra gente. Non puoi cominciare a sacrificare
te stesso alla visione distorta di qualcun altro. Una volta
che becchi un posto in cui i profitti sono in diminuzione, devi
fare marcia indietro e riorganizzarti. Non sono riuscito a salvare
mio fratello perch non voleva essere salvato. E neanche
Jack. Harrison mi ha salvato perch io lo volevo, volevo andarmene
da matti. La pi grande lezione della mia vita - non c' famiglia,
a parte quella che ti costruisci da solo.
Anche Jack lo diceva.
Be', vedi? Ragazzo intelligente. Ma c'entra la matematica, dice
Rob. Non hai solo bisogno degli amici; devi essere un amico a
tua volta. Se non hai nessuno che ti stia alle costole, ti sfidi, ti offra
resistenza, che sollevi una lite, diventi un coglione fasullo che
si reinventa costantemente. Credimi, non  facile. Mio fratello
Joey  una rottura di palle, litighiamo un sacco, ma un giorno ne
sar valsa la pena. Quando uno di noi ha bisogno di un muro, ci
giriamo e il muro  l. Altre volte, non c' bisogno neanche di
sforzo. Hai una fortezza automatica. Come Harrison. Come...
Lorraine.
In realt stavo pensando a te.
Usciamo dalla veranda e andiamo dove aspettano le limousine
e la gente, dove passeranno lo sposo e la sposa, dove voleranno
i petali di fiori. Dove ho pensato che potrebbe essere Rourke,
ma non c'.
Devo dirtelo, dice Rob, ho perso la pazienza la scorsa settimana
quando ho scoperto che te ne eri andata dal combattimento.
Avrei ucciso mia sorella. Le avevo detto di tenerti d'occhio.
Indica la punta della sua mano. C' un bruciore crescente
per tutta la lunghezza delle sue nocche. La mattina dopo mi
colpisce con la padella delle uova. Autodifesa, ha detto a mio
padre, come se potrei mai alzare un dito su di lei, quella lupa.
Mia madre mi ha messo il cerotto e ha chiamato casa di Mark.
Mark ha detto che tu eri a posto. Tutto qui. Nessuna notizia di
un amico morto. Niente. Le ho strappato il telefono. Fammici
parlare, ho detto, e lui mi fa: Scordatelo.
Sono uscita prima che Mark tornasse a casa quella notte, gli
spiego. Sono andata a casa prima per fare le valigie e andarmene,
ma poi  arrivata la telefonata su Jack. Quindi sono andata
via e ho preso il primo treno per andare a casa di mia madre.
Comunque non mi aspettavo che resistessi fino alla fine del
combattimento, anche se non pensavo neanche che lasciassi l'auditorium.
Pensavo semplicemente che ti saresti seduta nell'ingresso,
o in macchina. Non che svanissi nel cuore della notte. Continuo
a dimenticarmi con chi ho a che fare.
Scusa.
Rob scrolla le spalle.
Cos hai fatto le valigie, eh? Come mai Mark sta dicendo a
tutti che voi due prenderete il volo per l'Italia?
Non ho avuto occasione di parlare con lui. Lo far stasera.
Ah, ecco Rourke. Sul lato pi lontano del giardino con una
rossa - Diane Gelbart. Diane sar seduta al tavolo tre con i suoi
genitori, che avevo sperato fossero a sei tavoli di distanza dal tavolo
nove, dove saranno Rob e Rourke, ma in realt i tavoli sono
uno alle spalle dell'altro, perch gli addetti al catering hanno
fatto una pianta ad anelli. Ho visto i progetti stamattina. Sembrava
il disegno di un intestino.
I capelli rosso papavero di Diane si muovono all'unisono, come
se fossero coperti da un involucro di plastica. Il suo vestito
avvolgente stampato a fiori neri e rossi rivela delle ginocchia perfette.
Sembra uscita da una fotografia di un numero vintage di
Vogue. E come una di quelle modelle giganti - tutte vestiti, tutte
postura, enormi e grandi lavoratrici. Mi spia da sotto l'ampia
falda del suo cappello. Devo essere di enorme interesse per lei,
proprio come una volta lei lo era per me. Adesso non sento niente
- non esattamente niente.
Guardo la strada. Come sta?
Pi ricco di ventimila dollari, dice Rob. Perci penso che
stia bene. Calcia l'erba. Non credo di doverti dire che era un
combattimento onesto. Qualunque cosa abbia pensato o detto
Mark... 
Muovo la mano per zittirlo. Sapevo che Rob non avrebbe mai
organizzato una sconfitta per Rourke. Mark doveva soltanto pensare
che Rob era abbastanza disperato per fare una cosa del genere.
Mark era rimasto fregato. Naturalmente doveva esserci un legittimo
premio e delle scommesse legittime: Rourke lavora come
allenatore per le Olimpiadi. Non danneggerebbe mai la reputazione
dell'organizzazione o i ragazzi che allena. Al barbecue
dei Cirillo, Joey aveva detto che sarebbe stato l'anno migliore in
assoluto per i pugili degli Stati Uniti, che grazie a Rourke la
squadra aveva la possibilit di prendere dodici ori su dodici a Los
Angeles. Rob non aveva dissentito. Da uomo dei numeri qual
era, aveva solo detto: Pi probabile che siano dieci su dodici.
Mark aveva torto anche quando aveva detto che Rourke mi
aveva mentito. Rourke non mi aveva mai mentito. Non ne aveva
bisogno. Non c'era niente che avrebbe potuto ottenere da me
con una bugia piuttosto che con la verit. E quanto a Rourke,
non avrebbe voluto niente che avrebbe avuto bisogno di ottenere
con la menzogna. L'unica cosa sulla quale Mark aveva indovinato
era che Rob aveva bisogno di controllare i risultati. Ecco
perch Rob contava sull'odio di Mark per Rourke,
sull'ignoranza di Mark della vera amicizia e del vero amore, e sull'idea di
Mark che Rob fosse un criminale e un corrotto per aiutare ad
alzare la posta del combattimento. Alla fine, il bisogno ti butta
gi, aveva detto Rob. L'altro errore di Mark era stato pensare che
Rob avesse bisogno di contanti. Rob non aveva mai bisogno di
contanti. Rob non avrebbe mai neanche suggerito che aveva bisogno
di contanti a meno che non stesse cercando di imbrogliare
qualcuno; sarebbe stata un'ammissione di incompetenza davvero
eccessiva.
C'erano, tipo, seicento persone l, dice Rob. Harrison ha
ancora un enorme seguito, e Vargas  un tesoro. Tutti lo amano,
quel ragazzo. Buttaci dentro Mark e i suoi compari, e basta, il
denaro volava. Dovevi schivarlo per non venire colpito. Zio Tudi
ha pagato in anticipo le licenze, le tasse, i depositi a garanzia. Gli
incassi alla porta coprivano le spese tre volte. Ma mungere il
signor Completo da Tennis  valso tutta la cosa. La sua faccia
quando sono stati letti quei numeri - merda. Non posso credere
che tu te la sia persa. Vargas si  quasi giocato il cranio alla decima
ripresa. Rob interpreta minimamente - sibilando e chiudendo
un occhio, strattonando la testa all'indietro verso destra.
Harrison era fuori da tre anni, quindi ho avuto quote eccellenti.
Ma se usi il cervello, lo sai che vincer - il suo curriculum,
il suo stile, il suo carattere. Allena gli olimpionici, cazzo.  sul
ring tutti i giorni. Ha tutta la cosa delle arti marziali. Aggiungi
a questo l'incentivo di bruciare Mark e, be', diciamo solo che ho
tenuto la bocca chiusa e ho guadagnato qualche dollaro.
Anche zio Tudi.
Certo. Ha stabilito lui le quote. E un paio di persone di cui
mi sono dovuto occupare. Il mio vecchio, Ray Pena, Joey,
Harnson. Te.
Io?
 esatto, tu. Lo sai qual  il problema con te? Alla fine l'ho
capito. Il novanta per cento del tempo pensi in maniera furba.
Numeri e lettere. La solita roba. L'altro dieci per cento, te lo giuro,
leggi le immagini nella nebbia o qualche stronzata simile.
C' di pi di quanto sente di dovermi, un di pi che non sta
dicendo, cio quello che ha dato a Harrison l'incentivo, per
bruciare Mark. Vivica si avvicina con i petali di rosa. Vivica  la
nuova fidanzata di Brett, la quinta da quando lo conosco. Brett
saluta con la mano Rob attraverso la folla che sta aumentando.
Batte impaziente sull'orologio.
Rob trascina la testa da una parte come se fosse infastidito.
Ho un'ora", dice ad alta voce. Ma che problema ha quel ragazzino?,
mi chiede sotto i baffi. Ho avuto una dritta su un cavallo.Vuole precipitarsi all'Oth di Southampton per piazzare una
scommessa. Intanto, io potrei farcela ad arrivare fino a Belmont
in un'ora. Ti va di fare un giro in macchina con noi?
In realt sto andando via.
Rob aggrotta le sopracciglia. Dove vai?
A casa di mia madre.
Ah, certo, giusto. Non va bene che tu stia in giro, dice Rob,
poi ride. Questo uccider Mark, tu che tagli la corda davanti a
Harrison e Diane alle nozze di famiglia. E uno sfigato permaloso,
cazzo. Lo sai, ho dovuto portare zio Tudi nel suo ufficio per
riscuotere i soldi del combattimento, dice Rob con indignazione.
Come se qualcuno mi avesse rubato i soldi per il pranzo.
Quello  davvero un bell'ufficio, comunque, con i doppi vetri e
quelle teste africane scolpite. Come le chiami?
Scrollo le spalle. Teste africane scolpite, immagino.
Da quant' che ha quello spazio?
Un paio di settimane.
Comunque. Gli ho offerto di cancellare tutti i debiti in cambio
della Porsche. Ha detto che piuttosto l'avrebbe buttata gi
da una scogliera. Mio zio gli ha detto che si poteva organizzare
- quando voleva. Tudi era incazzato perch non gli piace Wall
Street. In pi, Mark ha fatto un controllo sulle licenze e i
permessi, cosa che avevo immaginato avrebbe fatto. Credimi, ho
messo i puntini su ogni cazzo di I.
Non riesco a vedere al di sopra delle teste delle persone che
abbiamo intorno, ma c' un urr, il che significa che stanno partendo.
Rob esamina le facce che si avvicinano. Cavolo. Se te ne
vai, con chi ballo?
Troverai qualcuna.
L'ultima volta che l'hai detto, sono finito a ballare con il tuo
amico Dennis per tutta la notte. Mi sono beccato, tipo, i numeri
di telefono di tre ragazzi. Rob lancia un'occhiata al di l di me.
Mark dev'essere vicino. Quando hai detto che gli parlerai?
Stasera. Prima che se ne vadano tutti.
Perch non torni domani mattina?
Scuoto la testa. Non funzioner. Verr a cercarmi. Verr a casa
di mia madre nel bel mezzo della notte quando sar troppo
tardi perch io possa protestare.
Immagino che dovrei essere felice, borbotta Rob. Ma a dirti
la verit, ho una brutta sensazione nelle viscere.
Sento la compressione del vaso sanguigno pi grosso che ho
nel braccio quando Mark mi trascina via da Rob, e nessuno dei
due saluta l'altro. Rob semplicemente attraversa dirigendosi verso
la sua macchina, che  accanto a quella di Rourke; entrambe,
a differenza di tutte le altre centinaia di auto parcheggiate sui due
lati della strada, sono semplicemente parcheggiate nel vialetto
d'accesso del vicino. Rob si abbassa lentamente per entrare nella
Cougar e mi lancia un'altra occhiata. Ho gi visto quello sguardo
sulla faccia di Rob. Come se desiderasse non aver dovuto mescolarsi
con le signore. Come se desiderasse poter solo fare una
scommessa e afferrare una birra. Mi dispiace per lui. Gli uomini
ti tengono aperte le porte, ti tirano indietro la sedia e ti portano
le borse quando sono troppo pesanti, ma non possono proteggerti
dalla sola cosa che li spaventa di pi - tu e un altro uomo.
Sale in macchina e accende il motore, ed  come un tuono.
Alicia e Jonathan si lanciano in una pioggia di petali. C' una
baraonda conviviale. Tutti gridano, fischiano e applaudono, tranne
me, tranne Rourke. Lui  alto e serio sulla strada, con Diane
al suo fianco, i suoi occhi momentaneamente nei miei, e poi se
ne sono andati, lui se n' andato, con il bianco del velo che gli
sibila accanto, e il nero dei capelli di Alicia, il sangue delle rose,
le teste che si abbassano contro la tempesta di luci. Vooonf. Lo
sportello. La seconda e la terza limousine avanzano. Queste sono
per la festa nuziale. Vanno al laghetto della citt di East Hampton
a fare le fotografie.
Se ancora insisti ad andartene, mi dice Mark, l'autista della
limousine ti porter a casa di tua madre dopo che ci avr lasciati
al laghetto. Mander qualcuno a prenderti pi tardi.
Vado in macchina. Dov' la BMW?
L'ho fatta parcheggiare da qualcuno sul lato pi lontano della
casa. Dovrei far spostare venti macchine per prenderla.
Va bene, dico. Vado a piedi.
No, afferma con enfasi. Non posso farti andare a piedi
Mi accompagner Denny in macchina.
Alicia deve perdere tutti i suoi ospiti? Perch non chiedi direttamente
a mio padre di accompagnarti?
L'autista della limousine d un colpo di clacson. I signori Ross
sono sul sedile davanti e guardano dal parabrezza. Mark li saluta
con la mano e sorride brillante, facendo il segnale con i pollici
alzati.
Forza, dice. Stanno aspettando.


Capitolo 53.

 quasi buio a Georgica Beach. Non c' nessuno l tranne me.
Percorro il pontile fino in fondo, anche se le rocce sono scivolose.
Alla fine sono in piedi, alta, e mi appoggio, come una figura
scolpita sulla prua di una nave, come una sirena di legno. Il vento
aumenta; il mare si gonfia, colpendo la riva. Arriva la pioggia.
Le nuvole camminano verso di me, avvicinandosi come eserciti
- con gli scudi molto alti.
Dopo il matrimonio, l'autista della limousine mi ha lasciato davanti
casa mia. Non c'era nessuno cos sono andata nella rimessa.
Ho sentito lo scatto familiare a mo' di sparo della porta mentre
sbatteva da una parte - bang, bang. Ho pensato a Jack che
apriva la porta e a Rourke che una volta era in piedi l accanto.
E a Kate che entrava da l, e anche a Denny.
L'interno era saturo del crepuscolo. Le pareti di legno erano
nude a parte vecchi segni delle puntine con le quali avevo attaccato
i miei disegni. Mia madre li aveva tirati tutti gi per proteggerli.L'anno scorso, o forse quello ancora prima, mio padre aveva costruito
una bella scatola rivestita di carta priva di acido e, insieme,
i miei genitori mi avevano fatto dono dei miei stessi disegni.
La scatola di disegni era ancora sul com dove l'avevo lasciata;
stavo per aprirla quando vidi la pila di posta. C' posta per te
nella rimessa, aveva detto mia madre il giorno che ero arrivata,
una settimana prima. L'ho legata con un nastro blu.
Ritrovo l'equilibrio sulle rocce bagnate e tiro fuori il pacco dalla
felpa. Il timbro postale  leggibile anche attraverso le nuvole -
New York, New York. In un angolo, 28 maggio 1984; nell'altro,
il mio indirizzo, il mio nome, la calligrafia di Jack.
Eveline Aster Auerbach
Questo  l'ultimo oggetto che io e lui avremo toccato, un oggetto
con un'intenzione e una direzione, con un'energia che passa
direttamente da lui a me - energia vitale. L'acqua sbatte sul
pontile, riempiendolo intorno a me. L'oceano. Jack che va alla
deriva, Jack da solo. Di nuovo da solo, da solo un po' di pi. Jack
l fuori. Riesco quasi a sentirlo attraverso la foschia. Trattengo il
respiro e chiudo gli occhi per rompere il sigillo. La busta non si
apre facilmente. Devo strapparla, e mi rattrista pensare a come
l'ha chiusa bene. Il contenuto mi scivola in mano - il suo quaderno
nero. E tantissimo tempo. I tagli e i graffi, molti, molti di
pi di quanti ce n'erano quattro anni fa. Sembra che sia aumentato.
Lo sfoglio finch non trovo una cartolina infilata tra due
pagine. Era la cartolina che aveva trovato nella sua stanza sotto
la moquette quella volta, la cartolina delle vacanze: Eveline. Sulle
stesse pagine ci sono due blocchi di scrittura: una lettera e una
canzone. La canzone  scritta accanto alle notazioni musicali e a
dense, irregolari battute.
La scrittura di Jack  legata come se la penna non abbia mai
lasciato la carta. Spesso scrivevamo in quel modo.
per la ragazza disperata
devi essere disperata
i forestieri lo sono sempre e tu sei
un visitatore per fare un compromesso, un veggente, abbi piet di me
non ho saputo
costruire una vita per tenertici dentro,
oltre il tempo sperimentato
e il tempo vissuto c' il tempo assoluto
insieme lo abbiamo trovato quello che abbiamo trovato puoi trovarlo
ancora
ogni uomo ha bisogno di essere un eroe, ho imparato dai tuoi occhi
vogliamo tutti il segreto dei tuoi occhi -
-  meglio amare che essere amati,
tu sei la generosit suprema e sei coraggiosa come l'inferno
perch hai fatto l'unico dono che conta -
l'anima, dicono che l'anima trascenda questo  un fatto perch qui
nelle ultime ore ci sei solo tu.
e cos sar un uccello per cercare un uccello,
dato che un uccello  quello che sarai tu.
mi riconoscerai, sar quello che dice
c'era una ragazza, c'era una vita
una volta ero in testa nell'erba nella sabbia nell'aria sotto il cielo
sotto le onde nella pioggia
nel vento, dir
mi ricordi il vento.
cos finch non ci rincontreremo, ascolta e cercami,
canter per te ogni notte
p.s. questa non  una spiegazione del perch sto facendo questo
dato che tu sai che ogni volta che ho pianto nessuno  venuto
solo tu mi hai intorpidito, la musica mi ha intorpidito la droga mi ha
intorpidito
ma tu e la musica, be',
ti devi esercitare con quella, devi suonare notte e giorno
e la droga, cristo, la compagnia analfabeta di merda che devi
frequentare -
l'unica costante rassicurante per me  stata
la bizzarra grandiosit della mia disperazione 
la cosa pi vicina che abbia a un amico, detesto veramente perderla.
qualche messaggio ai derelitti e ai perdenti senza braccia,
a tutti gli impostori al funerale -
a mio padre - niente, lui  Satana con la coperta di lana,
a mia madre - va bene semplicemente cos, a mia madre -
a Liz - quei dischi non sono per te sono per i tuoi figli
di' a dan di smettere di suonare per la folla  troppo bravo per la folla
di' a smokey di non prendersela e di andare a prendere la scatola che
ho lasciato
per lui da duke's a I4th Street.
E di' a jewel, non lo so, penserai tu a qualcosa di bello.
di' a Rene grazie per essere entrata dove nessun altro si sarebbe
avventurato -
ho fatto quello che dovevo fare, ho cercato di farlo bene non riesco a
pensare
a nient'altro, per quello che vale ti ho amato ti amo
non venire non ti voglio qui non  bello qui.
questa  la canzone, chiedi a dan di suonarla per te,
si chiama carina quando lo vuoi
e fa: sei carina ma sii carina quando lo vuoi tu.
Chiudo il quaderno. Il mio primo istinto  correre, veloce e lontano.
Mi allontano dal pontile, precipitandomi fino alla fine,
poi mi tuffo sulla sabbia prima di fare dietrofront e tornare indietro
per la spiaggia. Vado pi veloce che posso, dirigendomi
verso il parcheggio. Il vento tira da dietro per portarmi, e io
spingo pi forte, calpestando la spina dorsale della terra. Voglio
avanzare per raggiungere momenti precedenti. Voglio correre
indietro nel tempo, per arrivare al giorno in cui  morto, per
trovare il posto in cui giaceva il suo corpo. Voglio sollevarlo tra
le mie braccia, lavarlo, vestirlo, riempire il buco che si  fatto.
Voglio lasciare un segno nel luogo in cui  morto; il luogo della
partenza. E poi correre di pi, correre ancora, senza fermarmi
finch non crollo. Fino a un muro, ci deve essere un muro. Sono
matta? S, devo essere matta, credo. Non c' un muro nella vita,
niente con cui scontrarsi, niente contro cui sbattere, c' solo la
corsa, e poi altra corsa.
Faccio due volte il giro dell'isolato, controllando le macchine.
Quando sono sicura che lui non c', e che la macchina di Rob
non c', vado in bicicletta sul prato all'ingresso e la appoggio
contro la veranda. Entro nella casa principale attraverso la porta
della veranda e vado in cucina. La lavastoviglie si sta agitando e
bicchieri di cristallo puliti sono radunati sul ripiano della dispensa.
La radio sta suonando l'Estate di Vivaldi. Sono senza fiato
e ho le gambe bagnate perch sono stata seduta sul pontile.
Consuela mi passa un asciugamano. Tutto bene?
Sto bene, dico. La ringrazio. Poi la ringrazio di nuovo. Di
tutto. Per i fiori nel cottage, per l'attenta stiratura del mio bucato,
per i cibi che sa che manger.  stato difficile, concludo.
I suoi occhi brillano. S, s. Troppo diversi. Intende me e
Mark, lo so.
Arrivederci, Consuela, le dico abbracciandola. Spero che
un giorno riuscirai a portare qui tuo figlio. Quando  venuta in
America ha lasciato suo figlio di cinque anni in Ecuador con suo
marito. Mi mancherai.
Anche tu mi manchi, dice, come se fossi gi partita, e immagino
che in un certo senso lo sono. Si fa quello che si fa, dichiara,
non intendendo necessariamente me, ma la gente in generale.
S, acconsento. Si fa quello che si fa.  proprio questa la
tragedia.
Qualche ospite del matrimonio  ancora nella tenda da ballo,
circa una trentina. Intorno alla piscina ce n' un'altra decina o
gi di l.  quasi mezzanotte. Passo, non vista. Nel corridoio del
cottage la lampadina  fulminata, e lo zerbino  stato calciato
fuori. Raddrizzo lo zerbino, poi salgo in un nido di fumo di sigaro.
L'odore  di molti pi sigari di quanti Mark abbia potuto
fumare da solo. Mi domando chi ci sia stato. In cima al pianerottolo
mi tolgo la felpa e la lascio sul pianerottolo con il quaderno
di Jack. Un frego bianco gesso segna la base dell'armadietto
in ciliegio incassato dove mi trovo adesso. Mi faccio una nota
mentale di farlo riparare - poi mi ricordo che me ne sto andando.
La porta dell'appartamento  aperta; nella zona soggiorno lo
stereo suona How Soon Is Now? degli Smiths.
I am th son and th heir, ofa shyness that is criminally vulgar.
I am th son and th heir, of nothing in particular.
[Sono il figlio e l'erede di una timidezza che  criminosamente
volgare.
Sono il figlio e l'erede di niente in particolare.]
Mark  sulla terrazza, spettrale contro lo splendore artificiale del
suo smoking da settecento dollari, e si appoggia allo schienale
della sedia, con le gambe sulla balaustra di legno. Sembra esausto
ma potente, come un regista cinematografico che contempli il
bagliore di un set che si  appena svuotato, come se fosse il padrone
della sua stanchezza. I capelli gli cadono intorno al volto;
ha bei capelli, lisci tranne alle estremit, dove si arricciano ora che
sono lunghi. Sono solo capelli, dico a me stessa. I suoi occhi sono
solo occhi. Eccezionalmente, sento un cedimento dei nervi.
Anche se lasciarlo  qualcosa che mi aspettavo, la sensazione
non  meno traumatica di qualcosa di inatteso - il dolore di perdere
Rourke, di perdere Jack, di cose care che passano - Maman,
un bambino. Quando chiedo a me stessa se amo Mark, la risposta
 s. Perch siamo stati messi insieme, perch siamo rimasti
insieme, perch siamo, nelle regioni nere, compatibili. La nostra
 stata una compatibilit parassitaria, ma  anche stata durevole,
e la sensazione che lui sia mio  scomodamente chiara.
Mio, non mio. Ci sono cose che sentiamo di dover possedere;
crediamo che ci definiscano. E poi ci sono le cose che il caso fa s
che possediamo davvero, e anche queste ci definiscono. La differenza
tra le due  come quella che passa tra essere proprietari dell'albero
che hai acquistato per il tuo giardino e soccorrere l'uccello
che  venuto per caso a farci il nido. Non so quale sia pi vera,
pi reale. So solo che le acquisizioni pi gentili entrano dentro
di te e ti onorano, semplicemente per il fatto di vivere liberamente
accanto a te, mentre le cose prese e tenute per forza - gente,
oggetti, idee - ristagnano come acqua ferma. Si separano dalla
loro intenzione originale, perdono la loro prima natura e il loro
disegno. Diventano oggetti, e chi le detiene un oggettivatore.
Mi siedo accanto a Mark, e insieme guardiamo la conclusione
incivile del matrimonio - ragazze con abiti bagnati che rabbrividiscono
su un lato della piscina e ragazzi con la camicia rosa
che litigano ai tavoli da cocktail. Il trambusto potrebbe distare
chilometri. Nello spazio immediatamente intorno a noi c'
un'immobilit, curiosa e taciturna, ma carica, come il silenzio
dinamico che segue l'esplosione di una bomba.
Mi hanno raccontato di una ragazza, dice Mark, strofinandosi
la mascella con il dorso del polso. Ha la mano scura per il sole,
e ha i peli rossi come lo iodio. Conosco il peso di quella mano, la
sua persistenza. Una ragazza. Ride. Una ragazza qualsiasi.
Non mi sorprende che rievochi la sera in cui ci siamo conosciuti.
L'ho rievocata anch'io, ieri sera, nella cucina di mia madre.
 come se stesse reagendo in ritardo alla mia met di quella
conversazione. Parla abbandonando la riluttanza, stanco di
fingere di ignorare la mia posizione, annoiato di tenere il mio
stato d'animo separato dal suo stato d'animo. Dalla realt.
Nel tuo negozio di articoli usati da due soldi. In quella merdosa
baracca vicino ai binari della ferrovia. Scruta nel suo drink,
un bicchiere pieno di liquido chiaro - vodka. Cerco la bottiglia.
Vedo pezzi rotti, una sedia rovesciata. Dio se sapevi ballare. Perlustra
la mia faccia. Mi sembrava come se ti stessi gi scopando.
Apprezzo il suo candore. Pi uomini dovrebbero cercare di
parlare cos sinceramente; deve essere un bene per l'anima espellere
il luridume. Tutti gli uomini hanno pensieri del genere. Perch
non dirli e basta?
Le sue gambe cadono dalla balaustra, colpendo il pavimento.
Si china in avanti sulle ginocchia e il liquore si versa sulla gamba
dei suoi pantaloni. Non cerca neanche di pulirsi. Pensavo che
Harrison avrebbe cercato di uccidermi quella notte. Quando non
lo fece, seppi che avrei vinto io. Non voleva che tu lo vedessi per
quello che . Un animale. Ecco perch ti ho detto:  un bugiardo
Ascoltando Mark ho la sensazione di aver preso parte a un
complotto.  cos che si  sentito Jack per tutta la vita. Come se
ci fosse un piano su di lui, solo che lui non aveva voce in capitolo.
Vado ad appoggiarmi al parapetto; Mark mi segue. Con lo
smoking sembra pi piccolo, nero come le scarpe e simile a un
coltello. Come se stesse tagliando la bruma.
Bernadette, Mark ringhia. Ti ricordi?
Sul jukebox.
Hai detto che non saresti mai stata amata cos tanto.
Tu hai detto che ne dubitavi.
Sai perch?, chiede Mark.
Perch sapevi cosa provavi per me?
Perch sapevo cosa lui provava per te, ride Mark. Non proprio.
Non  affatto una risata. Ma lui non sapeva niente di te.
Pensava che tu fossi indipendente. Sei troppo insicura per essere
indipendente. Pensava che lo avresti aspettato. Sei troppo impaziente
per aspettare.
Questa  buffa - impaziente. Ho aspettato per anni. Aspetterei
per sempre.
Coglie il mio pensiero. Non credi di essere impaziente? Pensaci
bene. Ogni volta che lui ha esitato, lo hai penalizzato. La
prima sera che ci siamo conosciuti. Un anno dopo, quando se
n' andato la seconda volta. Ecco perch io non aspetto mai. Mi
assicuro di non farlo. Il tempismo  tutto per te, mi dici sempre.
No, Eveline - il tempismo  tutto per te. Io sono solo uno
che impara in fretta.
Ascolto attentamente. Mark  bravo con le parole. Il suo ragionamento
 capzioso, ma sotto la sofistica c' un piano. Non
so quale sia - il piano di vincere, o semplicemente quello di non
perdere?
Io ho fatto la mia parte, dice. Affetto, distrazione. Io mi sono
messo alla guida. Tu ti sei rifiutata di seguirmi. Sei rimasta fedele
a lui nella tua mente. Io ti ho concesso di tenertela, la mente.
Francamente, la mente  sopravvalutata rispetto al corpo.
Sfortunatamente, la tua lealt con lui non ha avuto effetto. L'unica
cosa che conta per un uomo come quello  questa. Mi sbatte
la mano tra le gambe, sfregando all'ins verso l'osso del pube,
fermandosi e spingendo a forza con il polso. Il palmo mi sbatte
contro il basso ventre, e le sue dita mi si infilano dentro di colpo.
Usando quell'asse, d un giro di vite, tirandomi a s. Mark
sussurra: Lui non ti dimenticher mai.
Gli do un colpo all'interno del gomito per rompere la sua presa,
ma lui ritorna e mi stringe pi forte, riempiendo la distanza
tra di noi.
Sapeva che io sarei arrivato a te. Torn a Montauk quell'estate
perch non poteva rischiare di lasciarti a me. Ti nascose.
Cerc di infettarti. Anch'io ti ho infettato. Ti ho dato pi dell'amore,
pi del denaro. Ho rovesciato una storia di abbandono. Ti
ho allenato a vivere sull'impulso. Vuoi guidare - ecco una macchina.
Vuoi delle scarpe - compratene sei paia. Vuoi dipingere -
non lavorare. Vuoi cibo - c' pi di quanto tu possa mangiare.
Che cosa farai adesso? Andrai a lavorare in un ristorante? Venderai
la tua arte ai mercatini in giardino? Parliamoci chiaro. Non
puoi tornare da lui. Lui non pu permettersi una donna come
te. Il viso di Mark si chiude rapido a destra in una specie di spasmo.
Va' dove vuoi. Il mondo sar vuoto senza di me.
Mi lascia andare ma non si muove. E un'azione temeraria. Se
corro, mi afferrer;  pi sicuro restare. Ci sono dieci o dodici
centimetri tra di noi. Vedo il bicchiere rotto vicino ai nostri piedi.
Penso che sia meglio toglierlo. Mi chino direttamente per
raccoglierlo, il mio corpo in una linea, e lui mi lascia fare. Prima
prendo la base circolare e la uso come contenitore per il resto. Ci
sono due steli tra le schegge di vetro. Forse c' stato un brindisi,
uno di quei brindisi sfrenati che si fanno alle feste. Mi viene in
mente all'improvviso che Mark non sta biascicando. Che  perfettamente
sobrio. Non puzza neanche d'alcol. O il drink che ha
in mano  il primo, o  acqua.
Mi afferra una manciata di capelli e mi strattona in avanti. Io
cado in ginocchio, girando la mano con i vetri rotti appena in
tempo, e tenendo il palmo sollevato. Mark mi tiene il cranio e
mi spinge la faccia tra le sue cosce. Allungo una mano alla cieca
verso la balaustrate piegando la mano sinistra tra le sbarre lascio
cadere i vetri. Si spaccano sul laterizio sottostante.
Sanguinante per le strade, dice alla punta della mia testa.
Indigente. Sputa mentre parla. Macchioline di saliva mi punzecchiano
la nuca. Per un secondo penso che sia la pioggia, che
 finalmente arrivata. Senza quell'aborto saresti morta. Come il
tuo amico tossico.
L'odore del suo pene attraverso i pantaloni - odora di sapone
o di detersivo. Giro la faccia dall'altra parte.
Non era un aborto!"
Risparmiami la puntualizzazione. Se il tuo corpo non avesse
avuto il buon senso di sistemare l'organismo offensivo, tu lo
avresti ucciso comunque. Non saresti andata da lui. E anche se
sono stato contento di pagare un aborto, non avrei mai allevato
la sua prole. Avresti potuto portarlo da tua madre, lei gradisce i
comportamenti subsociali, ma te ne saresti semplicemente tirata
fuori. Non avevi intenzione di tornare indietro. E, comunque,
avresti potuto chiamare chiunque dall'ospedale quel giorno -
Dennis, tua zia, Sara, anche quello stronzo di Rob. Ma tu sei stata
rapida. Sei stata ambigua. Tu hai chiamato me. Sapevi che lo
avrebbe annientato. Sapevi che io lo avrei detto. E sapevi come
io avrei definito la perdita. Mi ha colpito l'efficienza della tua
crudelt. Mi ha sconvolto, in realt, quanto lui l'abbia presa male.
Mark si piega. Si  messo a piangere.
Aspetta una reazione. Io non dico niente.  difficile non dire
niente. Penso a Jack, ai suoi momenti da solo con il fucile. A
ponderare, ad agonizzare. Seduto l, con la schiena contro un albero,
ad affrontare una vita di paura e fallimento, ad aspettare e
aspettare, niente e nessuno. A premere il grilletto in una concessione
finale alla solitudine. Una prova.
Non te l'ho detto? E venuto a casa. A darmi i soldi. E cos onesto.
La notte di quella patetica cena messicana. La notte in cui ti
ho portato a casa dei miei genitori. Gli ho detto: Non mi servono
i tuoi soldi. Harrison ha detto: Allora dalli a lei. Ho detto: Fidati.
Non serviranno neanche a lei. Quella  stata la prima notte
che abbiamo dormito insieme. In realt mi hai ricompensato. 
Io dico: Avresti dovuto semplicemente lasciarmi in ospedale.
No, no. Eri una preda troppo buona per lasciarsela sfuggire.
In pi, mi piaceva il tuo modo di giocare - occhio per occhio.
Biblico. Adesso anche Mark si inginocchia. Mi trascina a terra.
Strattonandomi, inseguendomi col torace, pronto a piombarmi
addosso. Che cosa ho detto prima, stasera, quanto  stato - una
settimana?
Ah, questo  il motivo per cui non ha bevuto. Mi bacia a fondo,
e la sua lingua in gola mi d un conato di vomito. Se potessi
urlare, urlerei, ma un urlo...
C' un rumore. Qualcosa colpisce il cottage. Il muro o la porta.
Non so, un sasso o un mattone. Le nostre teste guardano verso
la balaustra. Nella mia mente c' un'immagine di noi cos,
Mark e io, innestati come pelle da una parte di un corpo all'altra.
Come un vivo su un morto. Se pensi che sia Harrison, dice
con una specie di ringhio sordo, ti sbagli. Se n' andato con
Diane. Probabilmente se la sta scopando in questo momento.
Ho molto poco tempo. Guardo i suoi occhi. Sembrano dischi
di argilla, come se non ci fosse un'anima dall'altra parte. Lo guardo
intensamente, attenta a non mostrare indulgenza o ritegno,
per non farlo infuriare ulteriormente con la nobilt o la compassione.
Se lui  un mostro, non posso fare a meno di domandarmi
se non sono stata io a far s che lui diventasse tale. Non sono
rimasta troppo distante? Non sono rimasta intoccabile? Non l'ho
consolato diventando servile? Non gli ho dato accesso a luoghi di
me che erano inclini alla persuasione - la povert e il cuore spezzato
- perch mi persuadesse? Ho risposto a qualcosa di preesistente
in lui e lui in me, e quindi quello che minaccio andandomene
 molto pi profondo dello stimolo a ferire Rourke.
Mi rivolta la camicia, e aspetto pazientemente, come quando
si viene inceronati dopo un incidente. I miei jeans - comincia
dai bottoni. Anche se ce ne sono cinque, e lui sa che ce ne sono
cinque, si affretta a sbottonarne tre e comincia a tirare.
Dico: Mark.
Non si aspetta questo, che io parli. Inclina la testa all'indietro,
come se non mi si potesse sentire completamente, come se stesse
raccogliendo un'eco. Ed  strano, ma in realt io mi sento cos -
come mi percepisce lui, qualcosa che risuona, che si rimette in
piedi. Trovo la mia voce, catturandola, indirizzandola al centro.
 vero che mi hai salvato. Ed  possibile che non sarei sopravvissuta
senza di te. Non hai mai infranto una promessa, e mi
sei sempre rimasto accanto. Lo so che ti senti come se mi avessi
costretta a fare qualcosa. Come se non ti avessi mai amato. Ma
non mi hai costretta, e io ti amo. E vero che non ho niente e che
non ho un posto dove andare. Non capisci? Questo non  il motivo
per cui dovrei restare; questo  il motivo per cui non posso restare.
Non voglio che nessuno ti faccia mai una cosa del genere.
Si ferma. Una mano, la mano che lo sostiene,  sul mio braccio,
l'altra indugia sul mio addome. I suoi occhi sono a trenta
centimetri dai miei. Ho aperto una breccia, eppure  stato spiazzato,
ma non  stato fermato. Minuti,  una questione di minuti
per me.
Dico: Non lasciare che a farmi del male sia la misura della
tua virilit.
Mark guarda di nuovo a sinistra, poi si intristisce, poi crolla,
rotolando via da sopra di me. Siamo fianco a fianco.
Sono cos stanco di questo posto, cazzo, dice.  colpa tua.
Sei nato cos. Sei come tuo padre.
Come mio padre. Ride. Questa  geniale.
La sola differenza tra di voi  che lui cerca di distruggere se
stesso e tu cerchi di distruggere qualsiasi altra cosa.
Dev'essere per questo che mi odia.
Non ti odia, Mark. Ti invidia.
Per quel poco che resta del nostro tempo insieme, restiamo
sdraiati come cadaveri sotto il cielo grigio sopra la casa dei Ross,
sotto la parte del pianeta definita da loro e per loro. Dopo che la
pioggia sar arrivata e se ne sar andata, la luce del giorno bucher
il pallore, facendo strada a un coro di blu turchesi. Al mattino
arriva il bordone pacifico del filtro della piscina, il soffocare
premonitore dell'aria estiva e il secco cigolio dei vimini mentre
sua madre si siede per togliersi le scarpe e sistema l'accappatoio
prima di nuotare. La dolce bracciata dei suoi arti che colpisce
l'acqua. E dopo, il distante plin del suo cucchiaio in una tazza.
Mi tolgo l'anello. Glielo passo.
Vendilo , dice rifiutando di prenderlo. I soldi ti serviranno.
Mi alzo per gradi. Arrivo fino alla terrazza, dove esito e mi sistemo
i vestiti. I giardini non mi sono mai apparsi cos belli come
in questo momento, il momento in cui me ne sto per andare.
Forse una volta, forse la prima volta, che  incredibile quando
ci pensi, dal momento che in tutta la parte in mezzo sono stati
belli e mi appartenevano.
Ci eri quasi riuscita, dice Mark. Altri due giorni e saremmo
stati in Italia. Lo avresti dimenticato. Ti saresti innamorata
della bella vita. Avresti potuto vivere di rendita per tutta la vita,
Eveline. Adesso ritorni direttamente nel nulla. Cirillo ha fatto
un gran casino. Avrei dovuto prestargli i soldi invece di fargli riportare
indietro quel coglione - venticinquemila dollari. Spiccioli,
per tenermi te.
Che cosa avresti ottenuto?
Qualcosa di puro, dice. Aggiungendo: Niente  puro.
Uscendo lascio l'anello sul tavolo della cucina. Fa un tintinnio
notevole. Afferro la felpa e il quaderno di Jack, e prima di
prendere le scale sento Mark che urla: Tanto ritornerai.
Comincia a piovere, piano all'inizio. Me la prendo comoda tagliando
per il giardino, nel caso Mark stia guardando, e quando
raggiungo la veranda da sole comincio a correre, lasciando l la
bicicletta.  pi difficile nascondersi con una bicicletta. Per la
strada, corro pi veloce. Sotto le luci dei lampioni la pioggia somiglia
a fronzoli seghettati o catene di mercurio. Dico a me stessa
di sbrigarmi. Penser che  pi probabile che cambi idea con
la pioggia. All'angolo giro a destra verso Main Beach, allontanandomi
dalla citt, allontanandomi da casa. Lui andr in citt,
a casa di mia madre. Aspetter sotto il padiglione alla spiaggia fino
al mattino.
Con il vento e la pioggia sulla faccia, non sento il suono degli
pneumatici; penso solo macchina quando una fortezza di luce
piomba su di me da dietro e la mia sagoma si materializza a
terra. Mi fermo. La macchina si ferma. Riparto, riparte. Penso di
nascondermi - in un giardino, in un garage. Guardo a destra,
cercando un'apertura tra le siepi. Quando mi guardo indietro,
mi rendo conto che la luce non  stretta ma ampia. Come un'ostruzione.
La macchina va avanti, affiancandomi a sinistra. 
bianca, quadrata. Non  la Porsche.  la GTO.
Lo sportello si apre. Rourke dice: Eveline.
Eveline - non ho mai sentito il mio nome pronunciato in quel
modo, come se ci fosse un'indivisibilit tra il mio nome e me.
Mi prendo un istante, solo uno, conoscendo il suono a memoria,
per sentire - non so - per sentire e basta.
Salgo, cado dentro, esausta, sconvolta, ma grata di avere un
amico, nella notte, nel freddo, nella pioggia. Un amico che  al
corrente del mio cuore. Non  la prima volta che ricevo il suo
aiuto. Rourke era l quando ho rotto con Jack. Ho pensato a
quello che ha detto Rob al matrimonio sull'amicizia, sul bisogno
di qualcuno che ti stia alle costole e che ti sfidi. Di un amico che
 una fortezza.
Fa una serie di curve intenzionali finch arriviamo in una
strada privata - ci siamo gi stati, la prima notte che siamo stati
insieme. Rami bagnati troppo cresciuti sbattono sul parabrezza
finch non emergiamo su un ripiano erboso. Direttamente
davanti a noi c' Georgica Pond. Mette la macchina in posizione
di parcheggio e allunga la mano sul sedile posteriore per prendere
un asciugamano, che usa per asciugarmi. L'asciugamano 
macchiato di sangue, il sangue che gli  uscito dall'occhio, che
adesso vedo.  spaccato, con i punti in cima, ed enormemente
gonfio, tumefatto e violaceo.
Stai bene?, chiede Rourke.
Scrollo le spalle. Sto bene.
Gli chiedo da quanto mi stava aspettando.
Ti ho vista entrare.
 stato ore fa.
Circa un'ora e mezza.
Non ho visto la macchina, dico.
Non ero in macchina. Ero a piedi.
Per la strada?
Sulla terrazza. Dove eravate voi.
Hai sentito?
Rourke guarda il laghetto al di l del volante. Il suo profilo e
la sua mascella sembrano il disegno di un profilo e di una mascella,
tanto le linee sono dure. Ho sentito abbastanza.
Ha detto che te ne eri andato con...
Diane? Se n' andata con i suoi genitori. Lui lo sapeva.
Rourke si gira verso di me, diventando molto serio. Mi ci sarebbe
voluto qualche secondo per scalare quel muro. Ma te la sei
cavata da sola, dice. Meglio di quanto avrei fatto io.
Meglio di quanto avrei fatto io. Questo era quello che Mark
aspettava. Che arrivasse Rourke. Cos avrebbe potuto prenderlo in
trappola, affrontarlo, farlo arrestare. Non posso neanche pensarci.
Allungo la mano verso il suo occhio. Lui non si scosta ma respira
nel mio tocco. La sua palpebra normale si chiude, e sotto
le mie dita quella gonfia freme, come se l'occhio sotto si sforzasse
di vedere. Nel suo cuore c' una ragazza; quella sono io. Nessun
contratto la trattiene; lei va con lui, lei va da sola, precipizio
dopo precipizio, su ogni scogliera che acconsente di nuovo a saltare.
Lei  con lui, lei  stata con lui, ogni minuto. Nessuno pu
sapere quello che sappiamo noi. Solo noi. Se lo ascolti, lo puoi
sentire. Nell'ampio rumore della pioggia - noi.

 Capitolo 54.

Andiamo a Manhattan in un hotel anonimo. Nessuno sa dove
trovarci. Non ci sono messaggi n chiamate. Una telefonata, una
telefonata in uscita. Lo so perch mi sono svegliata al suono della
sua voce che parla al telefono, anche se non ho sentito nessuno
squillo. Avevo parlato con mia madre prima che arrivassimo,
dicendo che stavo bene, che avevo bisogno di capire delle cose,
che l'avrei richiamata io presto. L'ho chiamata per amore di
Rourke pi che per il suo o il mio; volevo prevenire Mark. Non
gli avrei dato la possibilit di suggerire a chiunque che ero stata
portata via contro la mia volont.
Dormiamo fino a tardi il giorno, se dormiamo. Di notte camminiamo
per Manhattan - lungo la Broadway o a Central Park
o gi per Tenth Avenue fino a Hell's Kitchen, attraverso castelli
di impalcature, davanti a cantieri decadenti dove le rampe di
compensato rimbombano quando ci passi sopra e le pareti provvisorie
sono coperte di graffiti. Rourke cammina e la gente gli fa
strada.  fiero e scrupoloso e la sua faccia  una massa terrificante
di carne ammaccata. Se ci dovesse essere un problema, non
ho dubbi sull'esito.
 come camminare sotto un ombrello con un forte temporale.
Non mi ero mai resa conto prima di quanto spesso mi preoccupi
per la mia incolumit, non solo fisica, ma psicologica. Per tre
giorni reclamo asilo - posso essere me, pensare me, mostrare me.
C' un piano bar a West 44th Street, ci passiamo davanti tutte
le sere quando usciamo. Dalla finestra sembra tetro ma schietto,
come se un tempo fosse popolare ma adesso del tutto fatiscente.
Una volta, passando l accanto, Rourke mi chiede se mi va di entrare,
e io rispondo di s. Dentro, il soffitto  basso. Sembra che
la sua testa tocchi.
Questa  per tutti voi che siete fan di Johnny Mathis, dice
il pianista, anche se contando tutti siamo in sette. Suona Misty.
La cameriera ucraina si appoggia all'estremit pi lontana del
pianoforte a coda; ci sono ombre nel suo riflesso sullo strumento.
So dell'Ucraina perch gliel'ho chiesto quando ci ha portato
le cose da bere. Ha un visto studentesco per la scuola da infermiera
e ha una zia a Brighton Beach. Guardandola al di l del
pianoforte, mi domando se sar sola come lei un giorno, a lavorare
in un bar in un paese straniero, vivendo con una zia distante
e andando a scuola, non necessariamente della mia materia.
Mi chiedo se Rourke verr a cercarmi quando avr quarant'anni,
se a quarant'anni lo star aspettando.
Se solo ci fosse un modo di vivere solo di notte, dico.
Non c' un modo, dice, guardando me che guardo lei. Ci
ho provato. Dopo di te, io ci ho provato.
Spegne l'aria condizionata, e la stanza diventa calda. Quando tira
su la finestra e la apre, si appoggia per un momento, a guardare
fuori. Oltre i suoi polsi, la notte si infila dentro, portando
i rumori della citt.
Rourke si muove e io lo memorizzo. Anche se lo conosco, anche
se ho vissuto con lui, tutto quello che fa  nuovo. Anche se
sono consapevole del fatto che il tempo  fondamentale, che ci
sono cose pratiche di cui occuparsi, non riesco a staccarmi dai
pi piccoli momenti con lui. E tranquillo e ordinato. Quando
tocca le cose - bottoni, chiavi, pettini e me - le tocca senza falsa
delicatezza, conscio sia della sua forza sia della delicatezza del
suo oggetto. L'autenticit  per qualche motivo cruciale per me,
pi del parlare.
Una notte abbiamo sentito una ragazza che gridava in corridoio:
Luis, Luis.
Ho visto il suo istinto che si accendeva all'istante. Ha allungato
la mano automaticamente per prendere i jeans e la camicia. Si
 abbottonato due bottoni ed  uscito. Attraverso la porta chiusa
l'ho sentito parlare, solo una parola o due. C'era un rumore
di singhiozzi e un rumore di voci, che si mischiano in maniera
imperfetta nel corridoio, prima due voci, poi tre.
Mentre aspettavo, ho deciso di vestirmi. Ho aperto la sua valigia
dov'erano i miei vestiti, vicino ai suoi vestiti. Ho tirato fuori
un paio di jeans e una maglietta. Mi sono spazzolata i capelli
all'indietro e ho trovato un po' di rossetto nella tasca della mia
giacca. Ho guardato fuori su West 58th Street, aspettando con
fiducia che si facesse la cosa giusta per quella ragazza, sentendomi
completa per il lusso di essere la compagna di un uomo come
Rourke, pensando: Perch il mondo non pu essere mio -
quando mi serve solo questo del mondo?
Mi sveglio con il rumore del suo respiro. Qualcuno ha detto:
Possano perdersi i miei occhi e il mio udito restare, le mie orecchie
possano vedere il rumore che lei produce. Un pittore, credo. Degas,
forse, ma non ne sono sicura. Dal respiro di Rourke capisco che
 triste. Disseppellisco il viso dal suo braccio.
A cosa stai pensando?
Se avessimo avuto un figlio, dice, mi chiedo se sarebbe stato
tenero come te.
Si siede sul bordo del letto; io mi avvolgo intorno alla sua
schiena. C' un quadro, un Caravaggio, su Giovanni Battista.
Giovanni  nudo e pensieroso - ragazzo e uomo, oggetto e soggetto.
Senti la promessa della mascolinit, l'anticipazione dell'azione,
la crisi dell'incertezza. Lui  pronto; tu stai aspettando.
Mi dispiace, gli dico. Per tutto. Si insinua nel suono della
mia voce come se girasse la testa in una corrente di vento. Allungando
un braccio all'indietro, trova i miei fianchi e mi attira pi
vicino a s. Non avrei mai dovuto chiedere aiuto a Mark, innanzitutto,
dico, e aggiungo: Ha detto che l'ho fatto per ferirti.
L'occhio di Rourke si chiude. Quello malato sta migliorando;
il sangue  sceso. Lo tocco ogni giorno, passandoci le dita sopra,
ripassandocele, riportando i nervi alla vita. Lo so cosa ha detto.
Mark dice che l'ho usato.
Rourke mi guarda, inclinandosi. Non devo chiedermi cosa sia
che vede perch mi sento apparire. Come un lampo che squarcia
lo spazio, erompendo da un mare di stelle, io vedo me. Dice:
L'uso  la sua merce di scambio.
Mi avvicino, avvolgendogli l'osso dell'anca, appoggiando la
testa sulla sua coscia. Lo so che si sente in colpa, per essere andato
contro il suo stesso istinto, per aver pensato che in qualche
modo mi sarei trovata meglio con Mark. In fondo al cuore per
Rourke quadrava che Mark dovesse avere la meglio. Confermava
le sue peggiori paure - il valore dei soldi e delle menzogne, l'inutilit
della forza e del carattere.
La sua gola si stira verso il soffitto.
Non sono sicuro di quanto indietro dovrei andare, dice.
Di quanto chiederti. Quando parla, ha un modo inflessibile,
ma non critico. Sembra che ci siamo avvicinati a qualcosa che lui
capisce meglio di me, qualcosa che lo ha portato a soffrire in maniera
unica - io. Ti saresti potuta fare male sabato. Rourke
aspetta, ma non una risposta. Una volta che me ne sar andato,
lui torner.
Lo so, questo. Per questo non ci siamo fermati da mia madre
dopo esserci incontrati nella pioggia. Per questo Rourke ha guidato
in direzione della citt. Per questo siamo qui, incapaci di
andarcene senza un piano.
La prossima volta che viene, dice, non so quello che far.
Penso alla fiducia che Rourke ha sempre riposto in me, alla
sua costanza. Rifletto sull'elusivit della felicit, e sul fatto che la
ragione per cui non ce l'ho  che non me la sono ancora guadagnata.
Nella sua colpa, Rourke non  solo; anch'io sono da biasimare.
Dall'inizio mi sono accontentata di rimanere pi consapevole
dei suoi effetti che della sua causa, che  come ammirare
un ponte senza essere consapevoli della terra che la struttura collega.
Neanche una volta si  aspettato qualcosa che non potessi
dargli, eppure io ho abusato di questo. Ho dato via quello che
lui non avrebbe preso.
Affronto il mito dell'autodeterminazione. L'indipendenza non
mi ha reso libera, n ha diminuito il mio attaccamento. Malgrado
la mia libert, l'ho amato - lo amo. Penso a cosa significa
amare. Prima, naturalmente, c' la realt di te, poi la sensazione
di amare una persona, poi da qualche parte lungo la strada c' la
realt della persona. Quest'ultimo fatto non si pu ignorare.
Quello che ne fai - accetti, adori, neghi o sopprimi -  determinante.
Ci sono punti di intersezione, questi divini incarichi del
cuore che ti completano.
Mia madre ha perso uno di noi in uno scontro, spiega, lentamente.
Non posso permettere che perda anche l'altro.
Gli dico che lo capisco.
Ho bisogno di tornare al lavoro. Ho bisogno di due mesi per
arrivare alle Olimpiadi. Ho degli impegni. Ho bisogno di sapere
che tu starai bene finch non torno.
Rourke aspetta un minuto o due, poi mette gi le mie mani.
Al funerale hai detto che avresti dovuto fare qualcosa quando
ne hai avuto la possibilit, che avresti dovuto costringere Jack ad
ad assumersi la responsabilit di se stesso.
Il funerale. Lui era l. Loro erano l. Rob che dice: Sembra che
tu non ti regga in piedi. Ti reggi in piedi? Il nome di Jack dalle labbra
di Rourke. Lui che dice Jack come se lo conoscesse.
Mi tiro su a sedere, mettendomi vicino a lui. Che cosa credi
che dovremmo fare?
Rourke dice: Stavo pensando a Spring Lake.
La telefonata che ha fatto dalla stanza d'albergo quando eravamo
appena arrivati. Sua madre. La casa, il forno, i libri, i mobili,
la soffitta. La vedova di un poliziotto. Mark non avrebbe
una chance. Se lei chiamasse per un'ingiunzione della corte contro
di lui, non ci sarebbe questione. In pi, lei probabilmente ha
un'arma in casa - no, decisamente ce l'ha. E sa come usarla.
Le Olimpiadi finiscono a fine agosto. Torner a fine agosto.
Puoi venirmi a trovare in qualsiasi momento. Con Rob, senza di
lui. Come vuoi tu.
Lei mi aspetta?
Penso che ti stia aspettando da quando vi siete conosciute.
Sarebbe bello, penso, passare un'estate l, a disegnare fiori in
giardino, ad ascoltare lei che batte sui tasti della macchina da
scrivere.
Mi piacerebbe andare a casa tua, dico.  una bella casa.
Una cosa che non avrei mai immaginato di vedere sono le lacrime.
Anche l'occhio malato piange.
Le lenzuola sono soffici e asciutte, come la farina per cucinare
quando sei piccolo e ci scavi dentro con un cucchiaio di metallo.
Essere sdraiata l con lui  come sdraiarsi tra le nuvole o nuotare
nella seta o passare dall'aria all'acqua. Mi stringe come se
non volesse lasciarmi mai pi, e anche se il suo viso  ruvido,
non sento nessuna ruvidezza. Si puntella su un gomito, con le
dita che scendono su ogni costola, contandole come se potessi
averne persa una dall'ultima volta che ha controllato. Il suo
palmo passa sulla parte inferiore del mio seno sinistro. Mi serra i
fianchi; il suo ginocchio si infila tra le mie gambe, aprendole.
Guarda nel buco tra i nostri due corpi. Guardo anch'io, il suo
torace che si assottiglia nel tamburo della sua vita, il suo addome,
la curvatura di me sotto.
Inspira. La prima volta che ti ho visto, dice,  stato come
vedere un fiume. Qualcosa che si pu toccare ma non stringere.
Qualcosa che c' ma non c'. Non ho mai voluto niente cos tanto
in vita mia.
Prima di lasciare l'albergo, ho parlato con il padre di Mark. Ho
telefonato al signor Ross nel suo ufficio. La sua segretaria me lo
ha passato direttamente, cosa che mi ha spezzato il cuore. Non
ho nominato Mark, non ce l'ho fatta. Immagino che neanche lui
ce l'abbia fatta, perch non lo ha nominato.
E le tue cose, Eveline?, ha chiesto il signor Ross.
Immagino che siano ancora al cottage.
Cosa vuoi che faccia?, mi ha chiesto.
Forse qualcuno pu portarle da mia madre.
Ce le porto io, ha detto. Mi piacerebbe vedere tua madre.
L'ho ringraziato. Sentivo la mano di Rourke sulla spalla, che
restava l, in attesa.
Sono invadente se ti chiedo come stai?, mi ha chiesto il signor
Ross. Manterr la confidenza, naturalmente, ma sento -
be', mi capisci. E come se fossi...
Sto bene. Sto bene.
Sei con Harrison?
S, signore, sono con lui.
Be', allora, ha detto, e ha ripetuto: Be', allora. Non mi 
sembrato triste, ma non mi  sembrato felice; mi  sembrato come
se sentisse quello che sentivo io, che era un po' tutte e due le
cose. Immagino che dovesse andare cos.
S, lo credo anch'io, ho detto, e l'ho ringraziato di nuovo,
dal profondo del cuore. Quelle sono state le ultime parole che ci
siamo detti. Sei mesi dopo era morto.
La GTO viene portata davanti all'ingresso dell'albergo, e lui mi
aiuta a salire. Lo sportello si chiude e anche il portabagagli, e
quei suoni di chiusura si uniscono ad altri suoni di chiusura di
altre macchine e taxi con altri bagagli. Nel calore tutto fa un collage
denso e rumoroso.
Guardiamo il paesaggio che cambia mentre andiamo in macchina
da Manhattan all'aeroporto. C' quel cimitero colossale a
Queens con tutti i morti dimenticati, che sembra una metropoli
all'altezza delle ginocchia, con le tombe grattacielo. Passiamo sotto
le code frastagliate delle emissioni di scarico dei jet, lasciando
passare tutte le altre auto. Perfino gli scuolabus ci superano. Se sta
cercando di perdere l'aereo, non lo perder. Non oggi.
La mia mente disegna immagini. La casa in cui sono nata -
un brownstone, una porta che conduce in un appartamento sulla
sinistra, un'altra porta, un divano dietro di essa, la televisione
che mio padre guarda di notte, quella davanti alla quale mia madre
crolla, piangendo, quando il presidente viene assassinato. La
vasca dove gioco mentre mi faccio il bagno, mulinando e scivolando,
su e gi; e mia madre - quando passa l davanti, canta.
Ricordo una melodia che ancora mi incanta.
When you re lost in th rain in Juarez, and it's Eastertime too -
[Quando ti perdi nella pioggia a Juarez, ed  anche Pasqua...]
La mattina fa freddo. I miei vestiti vengono riscaldati sullo sportello
aperto del forno, e io sono seduta l davanti, avvolta in una
coperta mentre lei si muove, e ancora canta. In un'altra casa, ho
cinque anni. Cinque non sono tre. Tre  quando vedi le cose e
non sai abbastanza per ricordare. Cinque  quando vedi e cerchi
di dimenticare. I miei genitori sono l in piedi insieme, anche
se non sono pi sposati, il che significa che sono malata. C'
anche un dottore. Un'altra domenica in quella stessa stanza,
mio padre mi riporta dopo un weekend trascorso con lui, e i
miei genitori parlano nell'ingresso. E io disegno e disegno, con
il viso molto vicino alla carta, e quando cancello tutto mio pap
viene a salutarmi, torreggiante su di me. Non cos veloce, Evie, o
strapperai la carta.
E altri posti, altre case, tutto con la stessa vacillante solitudine
che ho sentito fino a Rourke.
La prima volta che io ho visto te, gli confesso, ho avuto
una premonizione. Ho avuto la sensazione di aver trovato la cosa
che stavo aspettando. La volta successiva che ti ho visto,  stata
la stessa cosa. E ogni volta, dopo,  stato lo stesso.
La sua mano si allunga verso di me.
Non voglio perderti di nuovo.
Non mi perderai, dice. Non puoi.
Al terminal, scendiamo. Il sole al di l della tettoia di cemento 
alto e l'aria calda  brutale, anche se c' vento. C' sempre vento
al Jfk, anche quando il caldo  soffocante. Mi lego il maglione
intorno alle spalle. Faccio scivolare gli occhiali da sole in cima
alla testa, e aspetto - niente. Non c' pi un dopo, non c'
pi un desiderio, non c' pi una separazione dell'anima. La
sensazione del nulla  cos profonda, cos certa,  una garanzia.
Rourke prende le borse dal portabagagli. Ce ne sono due;
una  per i vestiti. Il portabagagli si chiude, tump. Una delle sue
mani tiene i manici del bagaglio, e lui allunga la mano libera
verso di me. Quando ci abbracciamo la sento ovunque, in basso
e in alto. Gli vado pi vicino, e anche lui si avvicina. Ricordo
che guardavo fuori dalla finestra per vedere se c'erano animali,
di notte, creature che si tenevano al caldo sotto le foglie; ricordo
di essermi sentita sollevata che potessero farlo. Spero che noi saremo
cos, lui e io, che staremo bene. Spero che l'amore sia un
miracolo, questo amore e tutto l'amore, specialmente gli amori
come il nostro che si basano sul nulla, arricchiti totalmente dalle
concessioni.
Rourke mi guarda con gratitudine, come se sapesse cosa sto
pensando. Tutti gli uomini vogliono il segreto dei tuoi occhi, ha
scritto Jack. E meglio amare che essere amati. Rourke mi bacia
- una volta, due volte, le sue labbra sulla mia guancia, e mi passa
le chiavi della macchina. Allora sai dove andare?
S, dico, toccando la GTO - con attenzione, come se fosse
viva. Lo so.
Ad agosto, dice Rourke.
Ad agosto, dico, s. Agosto. O prima.
Mi alzo in punta di piedi, e lui si abbassa - e a met ci
incontriamo. Le mie labbra premono contro le sue labbra, piano.
Eccola, la macchia del mio attaccamento. E una volta ancora, allora,
lui se ne va. Lo seguo attraverso le lenti del vetro del terminal,
guardandolo mentre si confonde tra la folla e scompare.
Quanto sembrano scarne le sue valigie, e piccola la folla. I corpi
e i volti sono reali, e i colori sono reali, e le storie sono reali, eppure
solo lui spicca.
Tre aerei segnano l'orizzonte.  una roulette indovinare quale
sia il suo. Gli aerei sono angeli moderni, dotati di ali argentee e
soprannaturali, che portano via un carico prezioso. Non mi piace
pensare a lui lass, su un macchinario che viaggia nell'aria,
anche se  giusto in un certo senso per lui svanire in questo modo,
tagliando le piatte linee divisorie del tempo, librandosi verso
l'ovest.
E lui. Cerca la membrana del pianeta che impallidisce dal
chiarore della sua cabina? Mi trova - minuscola, anonima? Mi
vede com'ero un tempo, o come sono diventata? Ad agosto lo
ringrazier - per avermi lasciata ricca, per avermi lasciata coraggiosa,
una combattente. Per avermi lasciata con tutto quello che
ho sempre voluto. Sono una ragazza americana. Sto con i piedi
saldi sul terreno di una nazione.
Oh, Jack, dico fuori dal finestrino della macchina, con il
mondo che mi vola accanto. Ora che te ne sei andato, giuro che
mi riempir di vita per tutti e due.
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FINE.
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RINGRAZIAMENTI.
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Come dice Eveline, Gli angeli sono ovunque. E dato che ho ricevuto pi della mia giusta porzione di assistenza divina nel corso di questo percorso, concludo con espressioni di gratitudine nei confronti di quegli angeli terreni che si sono offerti di aiutarmi a raggiungere il mio obiettivo.
Sono grata a Meghan-Michele German, uno dei primi lettori originari del romanzo, che  arrivata al mio fianco nel 2007 durante un momento particolarmente brutto e mi ha fornito l'incoraggiamento e l'appoggio pratico di cui avevo bisogno per dare nuova vita ad Antropologia di una ragazza. Subito dopo, sono in debito con mia sorella, Penelope Leigh Hope, che ha letto il manoscritto talmente tante volte nelle sue varie incarnazioni che sicuramente lo conosce bene quanto me. Penelope mi ha regalato il suo tempo e la sua attenzione in maniera incondizionata, e facendo questo, mi ha aiutato in momenti pi difficili di quanto non sapr mai.
Sono fortunata ad avere un notevole gruppo di amici sul cui sostegno quotidiano sono stata in grado di fare affidamento nel corso della riscrittura e dell'editing. Sono grata a James Benard, per la sua fiducia precoce e prolungata in questo progetto e nel suo autore; a Deborah Silva, per la sua lealt; a Tucker Marder, per la sua amicizia tenace; ai miei genitori, per la loro disponibilit a scommettere ancora una volta sulle mie capacit; alla mia figlia maggiore, Vee, per la sua abilit soprannaturale nel restare razionale e dare buoni consigli di fronte al caos; ai miei figli pi
piccoli, Emmanuelle e Rainier, per la loro instancabile allegria e la loro abilit artistica che mi  stata di ispirazione; e a Silas Marder, che ha riempito al posto mio di tenere attenzioni tutte le persone di cui sopra, dalla prima all'ultima, creando cos per me lo spazio sicuro di cui avevo bisogno per completare il manoscritto.
La mia esperienza con Spiegel & Grau  stata positiva in modo travolgente. Ringrazio tutti l per la loro gentilezza - in particolare Julie Grau, per avermi fatta sentire la benvenuta, e Hana Landes, per aver mantenuto la sua serena compostezza mentre mi dava un appoggio molto concreto.
Sono molto riconoscente al mio agente, Kirby Kim della William Morris Endeavor, per il suo entusiasmo equilibrato, il suo valido giudizio e la sua intuizione artistica. Il successo di questa versione del romanzo pu essere attribuito in larga parte alla sua coscienziosa disponibilit a leggere la mia proposta dall'inizio alla fine solo qualche giorno dopo averlo ricevuto.
E infine, ringrazio Cindy Spiegel, il mio editor ed editore, sotto la cui guida attenta questo libro ha preso un'altra forma.
Le sue intuizioni e la sua influenza hanno migliorato Antropologia quanto la sua amicizia ha migliorato me. Non avrei potuto fare questo senza di lei.
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Opere citate.
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Opere letterarie.
T.S. Eliot, Little Gidding, in The Four Quartets, Faber & Faber, Londra, 1943. Traduzione di Filippo Donini in Quattro quartetti, Garzanti, Milano, 1976.
Kurt Vonnegut, Introduzione a Our Time Is Now, Notes from th High School Underground, a cura di John Birmingham, Praeger, New York, 1970.
Henry Wadsworth Longfellow, Evangeline, ca. 1847.
Jean Baudrillard, De la sduction, Galile, Parigi, 1979. Traduzione di Pina Lalli in Della seduzione, Cappelli, Bologna, 1980.
Clement Clark Moore, A Visit from Saint Nicolas, ca. 1823.
Emily Dickinson, It's all I have to bring today (ca. 1858), in The Poems of Emily Dickinson, a cura di Thomas H. Johnson, The Belknap Press of Harvard University Press, Cambridge, Mass., 1955. Traduzione di Barbara Lanati in Silenzi, Feltrinelli, Milano, 1986.
William Shakespeare, Sonetto 94, ca. 1609. Traduzione di Lucifero Darchini in Sonetti, a cura di Gabriele Baldini, Feltrinelli, Milano, 1992.
Julia Kristeva, Etrangers  nous-mmes, Fayard, Parigi, 1988. [Traduzione di Alessandro Serra in Stranieri a se stessi, Feltrinelli, Milano, 1990.
Siegfried Kracauer, Die Ornament der Masse, Frankfurter Zeitung, 9-10 giugno 1927. Traduzione di Maria Giovanna Amirante Pappalardo e Francesco Maione in La massa come ornamento, Prismi, Napoli, 1982.
Albert Camus, Le mythe de Sisyphe, Gallimard, Parigi, 1942.
Georgia O'Keeffe, Some Memories of Drawings, a cura di Doris Bry, Atlantis Editions, New York, 1974.
John Ruskin, The Elements of Drawing, Smith, Elder & Co., Londra, 1857. Traduzione di Maria Grazia Bellone in Gli elementi del disegno, Adelphi, Milano, 2009.
Lao Tsu, Tao Te Ching, ca. VI secolo a.C.
William Shakespeare, Sonetto 87, ca. 1609. Traduzione di Lucifero Darchini in Sonetti, cit.
Richard Burton, Anatomy of Melancholy, ca. 1621.
T.S. Eliot, The Journey of th Magi (1927), in Ariel Poems, Faber & Faber, Londra, 1930. Traduzione di Roberto Sanesi in Poesie, Garzanti, Milano, 1975.
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Opere musicali.
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Genesis, Follow You, Follow Me, parole e musica di Tony Banks, Phil Collins e Mike Rutherford, 1978.
Blind Faith, Can't Find My Way Home, parole e musica di Steve Winwood, 1969.
The Cars, You re All I've Got Tonight, parole e musica di Ric Ocasek, 1978.
Cow Cow Boogie, parole e musica di Don Raye, Gene DePaul e Benny Carter, 1942.
Al Green, Here IAm (Come and Take Me), parole e musica di Al Green e Mabon Hodges, 1972.
Muddy Waters, Who's Gonna Be Your Sweet Man When I'm Gone?, parole e musica di Muddy Waters, 1972.
Allman Brothers Band, Ain't Wastiri Time No More, parole e musica di Gregg Allman, 1972.
Bob Seger, Turn th Page, parole e musica di Bob Seger, 1973.
Jesus Met th Woman at th Well, adattata e arrangiata da Peter Yarrow, Mary Travers e Milton Okun, 1964.
David Essex, Rock On, parole e musica di David Essex, 1973.
Four Tops, Bernadette, parole e musica di Brian Holland, Lamont Dozier e Edward Holland, 1967.
Rufus and Chaka Khan, Teli Me Something Good, parole e musica di Stevie Wonder, 1974.
Elton John, Bennie and th Jets, parole e musica di Elton John e Bernie Taupin, 1973.
Bob Seger, Mainstreet, parole e musica di Bob Seger, 1976.
Marvin Gaye, What's Going On?, parole e musica di Renaldo Benson, Alfred Cleveland e Marvin Gaye, 1970.
Pink Floyd, Hey You, parole e musica di Roger Waters, 1979.
Madama Butterfly, musica di Giacomo Puccini, libretto di Giuseppe Giacosa e Luigi Illica, 1903.
Ohio Players, Fire, parole e musica di Ralph Middlebrooks, Marshall Jones, Leroy Bonner, Clarence Satchell, Willie Beck, James L. Williams e Marvin Pierce, 1974.
Let th Sunshine In, musica di Galt MacDermot, parole di James Rado e Gerome Ragni, dal musical Hair, 1967.
Frankie Valli, Can't Take My Eyes off of You, parole e musica di Bob Crewe e Bob Gaudio, 1967.
Dire Straits, Romeo and Juliet, parole e musica di Mark Knopfler, 1980.
Bruce Springsteen, Point Blank, parole e musica di Bruce Springsteen, 1980.
Bruce Springsteen, She's th One, parole e musica di Bruce Springsteen, 1975.
War, The Cisco Kid, parole e musica di Sylvester Allen, Harold R. Brown, Morris Dickerson, Lonnie Jordan, Charles W. Miller, Lee Oskar e Howard Scott, 1972.
Stevie Wonder, My Cherie Amour, parole e musica di Stevie Wonder, Sylvia Moy e Henry Cosby, 1968.
The Smiths, How Soon Is Now?, parole e musica di Johnny Marr e Steven Morrissey, 1984.
Bob Dylan, Just Like Tom Thumb's Blues, parole e musica di Bob Dylan, 1965.
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FINE.